Auger-Aliassime a Shanghai: il suo percorso

Félix Auger-Aliassime entra al Masters 1000 di Shanghai come numero 4 del seeding, con il bye al primo turno che il tabellone a 96 garantisce a tutte le 32 teste di serie. Fino al quarto turno il percorso è il più morbido che potesse chiedere. Il problema è un altro: la settimana scorsa a Pechino ha giocato due set interi senza guadagnare una sola palla break.
Il percorso, turno per turno
Parte bassa. Secondo e terzo turno contro avversari fuori dalle teste di serie, qualificati o giocatori delle fasce basse del tabellone. Il quarto turno porta il primo incrocio possibile con un giocatore protetto dal seeding: nella sua porzione le teste di serie più alte sono Casper Ruud (20) e Learner Tien (14).
Nessuno di quei nomi è un top-10, e fino agli ottavi non c'è una partita in cui il canadese parta sfavorito. Ai quarti il tabellone cambia pendenza.
Da lì il seeding proietta Arthur Fils (8), dallo stesso quarto di tabellone. In semifinale la proiezione è Carlos Alcaraz (2), nella cui sezione c'è anche il campione in carica Valentin Vacherot (17), con Daniil Medvedev (5) e Taylor Fritz (11) come alternative dallo stesso quarto. In finale Alexander Zverev (1).
Il dato di Pechino: zero palle break in due set
Karen Khachanov lo ha battuto 6-3, 6-3 al primo turno del China Open senza mai affrontare una palla break. Nove ace e un doppio fallo per Auger-Aliassime: la battuta ha fatto il suo lavoro. Il turno di risposta non è mai esistito.
Palle break conquistate da Auger-Aliassime a Pechino: zero.
È la seconda sconfitta con Khachanov in un mese, dopo quella al secondo turno degli US Open, e porta i confronti diretti a 4-2 per il russo. Il contesto conta più del singolo risultato: dai quarti di Wimbledon in poi il canadese non ha superato gli ottavi in nessuno dei tre tornei ATP giocati, Cincinnati, US Open e Pechino.
C'è una coerenza di superficie in questo. Il suo unico titolo stagionale è arrivato al coperto, a Montpellier in febbraio, dove ha difeso il titolo e superato il record di titoli in singolare di un canadese nell'era Open. Indoor, con la palla che resta bassa e il servizio che decide, il suo modello funziona anche quando il turno di risposta è povero. All'aperto in Cina, contro gente che tiene la battuta, quel margine sparisce.
Il quarto con Fils
Con Fils il confronto diretto va letto in due pezzi, perché i due numeri non coincidono. Partite concluse: una a uno. Sul cemento: le stesse, una a uno, perché entrambe sono del 2026 e si sono giocate su quella superficie (Montpellier al canadese nei quarti, 6-4 6-2; Indian Wells al francese negli ottavi). Il terzo incrocio, Lione 2023, non si è disputato: Fils passò per il ritiro di Auger-Aliassime prima dei quarti.
La previsione, e cosa la smentirebbe
I quarti sono l'obiettivo realistico, e sarebbero un pareggio con il suo miglior risultato a Shanghai: nel 2025 arrivò lì da dodicesima testa di serie e perse con Arthur Rinderknech 6-3, 6-4. Favorito per arrivare ai quarti, leggermente sfavorito dentro quel quarto, netto sfavorito da una eventuale semifinale in avanti. Il titolo chiede di battere Fils, poi Alcaraz o Medvedev, poi Zverev, e il tennis che ha mostrato da settembre non gli permette di vincere quelle tre partite.
La condizione che smentirebbe questa previsione è misurabile dal secondo turno: le palle break conquistate. Se nei primi due match giocati torna a generare occasioni in quantità, Pechino era una giornata storta e il quarto diventa una partita aperta. Se continua a vincere solo con il servizio, il primo avversario che tiene la battuta lo manda a casa, e il tabellone morbido non vale niente.


