Djokovic batte Zverev tra le polemiche: 32-0 a Pechino

Novak Djokovic ha battuto Alexander Zverev 4-6, 6-4, 6-4 in due ore e trentaquattro minuti nei quarti del China Open, portando a 32 vittorie su 32 partite il suo bilancio a Pechino. Il match ha avuto il suo momento più discusso nel primo set, quando l'arbitro Adel Nour ha concesso a Zverev la ripetizione di un punto per un cartellone pubblicitario LED cambiato durante il suo movimento di servizio.
Il fatto è accaduto sull'1-0 30-15 per il tedesco. Zverev ha servito, Djokovic ha risposto, il tedesco ha sbagliato un diritto e solo dopo si è rivolto all'arbitro. Nour ha verificato che il pannello era cambiato e ha dichiarato il let. Djokovic ha protestato a lungo:
"Se lo aveva disturbato quel cambio, si fermava dopo il servizio e lo segnalava. Non ha alcun senso".
E poi:
"Deve essere uno dei cambi di regolamento più stupidi che abbia mai sentito in vita mia".
Zverev si è difeso spiegando di non sapere se avesse diritto alla review: "Per questo sono andato a chiedere all'arbitro".
Zverev ha comunque vinto il set 6-4, dopo aver strappato il servizio a Djokovic nel game d'apertura. Il serbo, 39 anni, ha poi annullato una palla break nel nono game del secondo set e ha chiuso al secondo match point nel decimo del terzo.
Con questa vittoria Djokovic supera Rafael Nadal per il miglior avvio di sempre in un singolo torneo nell'era Open: lo spagnolo aveva vinto le sue prime 31 partite al Roland Garros, dal debutto del 2005 alla sconfitta con Robin Söderling negli ottavi del 2009. A Pechino Djokovic ha già vinto sei titoli, tra il 2009 e il 2015, e quest'anno è tornato nel torneo dopo undici anni di assenza. Ora affronta in semifinale Daniil Medvedev, numero 3 del seeding, che ha superato Francisco Cerundolo 7-6, 6-3. Zverev, testa di serie numero 1 e numero 2 del mondo, lascia Pechino ai quarti.


