Il pagellone di Shanghai

PagelloneOct 198 min
immagine logo del pagellone di Shanghai

Shanghai 2026 si è giocato senza Jannik Sinner, fermo per il ginocchio fino a fine stagione, e ha perso Carlos Alcaraz al terzo turno. La finale se la sono presa due spagnoli che alla vigilia in pochi avrebbero messo lì: Alejandro Davidovich Fokina, testa di serie numero 25, e Rafael Jodar, 20 anni e alla prima stagione nel circuito.

Per chi gioca al FantaTennis è stato il torneo dei crediti spesi bene. Il campione costava 10 crediti e la rivelazione 5, mentre i due giocatori più cari del listino, Alcaraz (33) e Zverev (30), la finale l'hanno guardata da fuori.

I voti li abbiamo dati insieme agli amici di DNA Da Tennis. Eccoli, uno per uno.


Il Fantasma del Centrale: Carlos Alcaraz, voto 4+

Il Fantasma del Centrale è il big atteso che sparisce proprio quando serve. A Shanghai il big più atteso era lui, testa di serie numero 2 e, con Sinner fuori, il giocatore più caro del listino.

Arrivava dal titolo di Tokyo, vinto la settimana prima. Dopo un esordio pulito contro Juan Manuel Cerundolo (6-3 6-3), al terzo turno si è spento contro Zizou Bergs, che ha vinto 7-5 7-6(4). In conferenza stampa Alcaraz ha parlato di «un livello davvero basso» da parte sua: «Non ho trovato la soluzione, ho fatto tanti errori gratuiti». Poi se l'è presa con le palline, secondo lui più lente e con un rimbalzo diverso rispetto al match d'esordio.

Non è ancora l'Alcaraz che conoscevamo. In questo periodo alterna tennis da fuoriclasse a blackout improvvisi, e anche a Tokyo, in semifinale, aveva dovuto rimontare Jaume Munar dopo aver perso il primo set. Shanghai poi si conferma uno dei tornei in cui rende peggio: in tre partecipazioni non è mai andato oltre i quarti.

Voto 4+, e il più è per Tokyo.


La Rivelazione: Arthur Gea, voto 9

Arthur Gea, francese, 21 anni, a Shanghai giocava il suo primo tabellone principale in un Masters 1000. Nel listino valeva 5 crediti. Ha battuto in rimonta Jaime Faria, poi Ugo Humbert, poi Ben Shelton, numero 4 del mondo, con due tie-break, 7-6(5) 7-6(3). È la prima vittoria della sua carriera contro un top 10. Agli ottavi ha eliminato anche Jakub Mensik, 7-6(4) 6-4.

Un gran peccato per come è finita. Giovedì mattina, nel riscaldamento, ha sentito un dolore allo psoas, il muscolo che flette l'anca. Ha provato lo stesso a giocare il quarto di finale contro Davidovich Fokina e si è ritirato dopo 22 minuti, sotto 4-1. «Non ero sicuro di scendere in campo», ha detto dopo.

Resta il torneo di uno dei tennisti più in forma del circuito. A gennaio Gea ha vinto il primo Challenger, a Nouméa; ad agosto il primo titolo ATP, a Los Cabos; allo US Open è arrivato agli ottavi da lucky loser e li ha persi al quinto set, dopo aver avuto un match point. Da lunedì 19 ottobre è per la prima volta tra i primi 50 del mondo, al numero 44.

Voto 9: gran torneo, finito troppo presto.


Premio Pannolone: Flavio Cobolli, voto 4,5

Il Pannolone va a chi se la fa sotto quando conta. Cobolli era la testa di serie numero 6, saltava il primo turno ed esordiva contro Adrian Mannarino, 38 anni e 3 crediti nel listino contro i suoi 24.

Ha vinto il francese, 6-1 4-6 6-3. Cobolli ha perso male il primo set, ha rimesso in piedi la partita nel secondo e nel terzo si è perso con il dritto. Alla fine gli errori gratuiti da quel lato sono stati 21, e il servizio perso sul 3-4 ha deciso la partita. Era il secondo esordio di fila andato male, dopo il primo turno perso a Pechino.

Nel resto della settimana Medvedev e Jodar hanno guadagnato due posizioni a testa nella Race per Torino, lui è rimasto fermo. Nessuna paura, però: Torino per ora è ancora al sicuro. Cobolli è quinto con 3.540 punti e, con Sinner fuori per il resto della stagione, ha 660 punti di margine su Alex de Minaur, il primo degli esclusi.

Voto 4,5, con Torino ancora in tasca.

Il Giocoliere: Rafael Jodar, voto 9

Il Giocoliere è il premio di chi porta lo spettacolo, e Rafael Jodar l'ha portato per una settimana intera. Spagnolo, 20 anni, alla stagione d'esordio nel circuito, è arrivato in finale vincendo quattro partite su cinque in rimonta. Thiago Agustín Tirante, Jiri Lehecka, Botic van de Zandschulp e Casper Ruud gli hanno tutti portato via il primo set, e lui li ha battuti tutti. In semifinale ha cambiato copione e ha superato Daniil Medvedev 6-3 6-4. Nessuno così giovane era mai arrivato in finale a Shanghai.

In finale ha vinto il primo set 6-1 ed è andato avanti di un break nel secondo. Si è fermato lì, a un set dal primo titolo Masters 1000 e da una qualificazione alle Finals che con il titolo sarebbe diventata probabile.

La finale gli vale comunque il nono posto nella Race, con 3.159 punti, che senza Sinner è l'ultimo posto buono per Torino.

Voto 9. Non ci sono altre parole se non FE NO ME NO.


King Of Tie Break: Alexander Zverev, voto 6,5

Zverev ha vinto tre tie-break su quattro: uno al secondo turno e due agli ottavi contro Alexander Bublik, l'ultimo per 7-1. L'unico perso è quello del secondo set contro Quentin Halys, 10-8.

Raggiungendo gli ottavi, e con la sconfitta di Alcaraz, si è preso anche la certezza matematica di chiudere il 2026 da numero 1 del mondo: prima volta per lui e per un tennista tedesco. Ai quarti ha battuto de Minaur 6-4 6-4.

In semifinale ha vinto il primo set contro Davidovich Fokina e ha perso gli altri due, 5-7 6-4 6-3 per lo spagnolo. Ha fatto la sua sporca figura e non ce la sentiamo di bacchettarlo: gioca praticamente ogni torneo e un po' di stanchezza ci sta tutta.

Voto 6,5: torna in Europa con tre tie-break su quattro e il numero 1 di fine anno in tasca.


Telepass: Taylor Fritz, voto 4,5

Qualcuno l'ha visto? Nell'ultimo periodo Fritz timbra il cartellino nei tornei e li saluta in fretta. A Tokyo, da testa di serie numero 3 e finalista dell'anno prima, ha perso all'esordio contro il qualificato Jaume Munar. A Shanghai ha battuto Matteo Arnaldi al secondo turno (7-5 6-4) e alla partita dopo si è fatto rimontare da Stefanos Tsitsipas, 3-6 7-5 6-3. In tutte e due le sconfitte aveva vinto il primo set.

Nella Race è tredicesimo con 2.530 punti, 629 in meno di Jodar, che oggi occupa l'ultimo posto utile. Le Finals, quest'anno, rischia di vederle col binocolo.

Voto 4,5, binocolo compreso.

MVP (Most Vibing Player): Alejandro Davidovich Fokina, voto 10

Trasferta in Asia ai limiti della perfezione. A Chengdu, primo torneo dopo l'infortunio di luglio, Davidovich Fokina ha vinto il titolo battendo Hubert Hurkacz in finale. Pochi giorni dopo, a Shanghai, ha alzato il primo Masters 1000 della carriera. In Cina ha vinto dieci partite di fila.

Se le è sudate quasi tutte. Al terzo turno ha annullato un match point a Frances Tiafoe e l'ha spuntata 7-6(4) 4-6 7-6(6). Agli ottavi ha rimontato un set a Hurkacz, ai quarti è passato per il ritiro di Gea, in semifinale ha rimontato Zverev. In finale era sotto di un set e di un break contro Jodar, poi ha vinto il tie-break del secondo set 7-5 e il terzo 6-4. «Non ho parole, ho la testa vuota. È solo un enorme sollievo», ha detto a fine partita.

Era la sua seconda finale Masters 1000, dopo quella persa a Monte-Carlo nel 2022 contro Stefanos Tsitsipas. Prima di quest'anno aveva perso tutte le finali giocate in carriera, cinque su cinque. Nel 2026 ne ha giocate tre, Maiorca, Chengdu e Shanghai, e le ha vinte tutte. Da lunedì è numero 13 del mondo, il suo best ranking. Nel listino costava 10 crediti.

Voto 10. MVP!


Prossima fermata Parigi, l'ultimo Masters 1000 della stagione. Ci vediamo in app.