Jodar-Fils a Montreal: il dritto a metà campo decide il quarto

Rafael Jodar e Arthur Fils si ritrovano lunedì sera nei quarti del Masters 1000 di Montreal, meno di due settimane dopo il primo turno di Washington che lo spagnolo ha vinto 7-6(5), 6-3. In quella partita Fils ha servito meglio dell'avversario e ha perso lo stesso. Da lì parte questo quarto, perché spiega dove Jodar prende i punti contro un giocatore che tira più forte di lui.
Washington: la prima palla non è bastata
Nel set d'apertura di Washington Fils ha messo in campo il 75% di prime e ha vinto l'83% di quei punti, con più ace dell'avversario. Ha perso il set al tie-break. Poi nel secondo Jodar ha convertito due palle break e non ha più restituito il servizio, chiudendo in poco meno di due ore.
Il meccanismo è leggibile. Quando Fils non chiudeva entro il terzo colpo, lo scambio passava di mano. Sulla seconda di servizio, dove non può appoggiarsi alla velocità, il francese si è trovato a costruire da fermo contro uno che risponde profondo e non sbaglia.
Sulla terra il conto era stato diverso: a Barcellona, in semifinale ad aprile, Fils aveva vinto 3-6, 6-3, 6-2 in poco meno di due ore. Il rimbalzo alto gli dava il tempo di girarsi sul dritto. Su questo cemento quel tempo non c'è.
Il dritto a metà campo, la palla che Fils produce quando la prima non entra
Negli ottavi Jodar ha eliminato Jiri Lehecka, ottava testa di serie, per 6-3, 6-3 in un'ora e quattordici minuti. Ha vinto 24 dei 28 punti giocati con la prima e ha lasciato al ceco 34 gratuiti. Il dato che pesa di più sul quarto di lunedì è però un altro: sul dritto giocato a metà campo Jodar ha vinto, secondo Tennis Insight, ripreso da Tennis Majors, 13 punti su 17, contro una media di circuito del 55%.
Quella è esattamente la palla che il piano di Fils genera quando la prima non entra al ritmo giusto. Il francese costruisce con il *serve+1* e con l'accelerazione di dritto sul terzo colpo. Se il primo colpo non fa abbastanza male, la risposta arriva al centro del campo e finisce nella zona da cui Jodar ha fatto a pezzi Lehecka sabato.
Contro Lorenzo Musetti, giovedì, la firma era la stessa: 6-4, 6-3, quattordici vincenti di dritto e dieci errori gratuiti in tutta la partita.
Il carico, l'unica variabile che gioca per Fils
Jodar ha giocato la finale di Washington di lunedì, per la pioggia, ed è sceso in campo a Montreal mercoledì. "Non è facile quando giochi la finale il lunedì e devi giocare il mercoledì", ha detto dopo il secondo turno superato contro Corentin Moutet, 4-6, 6-1, 6-3. Poi ha aggiunto Musetti e Lehecka. Lunedì sarà la quarta partita in meno di una settimana, appesa a una settimana da finalista a Washington.
Fils arriva con un percorso più corto e con il colpo che non ritrovava da quando è rientrato. "Il dritto è tornato", ha detto dopo il 6-2, 7-6(8) su Cameron Norrie, chiuso al sesto match point. Quel tie-break dice anche l'altra cosa: quando la partita si stringe, il francese ha bisogno di molte occasioni per chiuderla.
Leggero vantaggio Jodar: il precedente sul cemento, la forma delle ultime settimane e il colpo che attacca proprio la palla che il piano di Fils produce più spesso spingono tutti dalla stessa parte. Due soglie possono ribaltarlo. Se Fils resta sopra il 70% di prime e tiene la media degli scambi entro il terzo colpo, si arriva ai tie-break e lì la partita è aperta; e se le gambe dello spagnolo presentano il conto di Washington in un eventuale terzo set, il pronostico salta senza altre spiegazioni. In palio, oltre alla semifinale, c'è la classifica: Jodar è numero 15 ATP, a 359 punti dal decimo posto. Per entrare in top 10 gli serve la finale di Montreal, e la finale passa da qui.


