Musetti-Zheng: la percentuale di prime dell'americano decide il terzo turno

Michael Zheng è arrivato al terzo turno di Cincinnati senza farsi togliere il servizio da un top-30.
Contro Ugo Humbert, testa di serie, il qualificato americano ha vinto in due set concedendo una sola palla break, per giunta non convertita. È il dato che inquadra la partita con Lorenzo Musetti: se Zheng tiene la prima palla sui livelli visti contro Humbert, l'italiano non vedrà scambi abbastanza lunghi da far pesare il suo repertorio.
Il servizio di Zheng toglie a Musetti il primo colpo
Zheng è alto 1,88, destro, rovescio a due mani, e la sua costruzione è lineare: prima palla e accelerazione successiva. Al primo turno ha superato Fabian Marozsan, poi ha tenuto lo stesso schema contro Humbert per due set interi.
Musetti risponde da lontano sulle prime pesanti, e su un campo veloce quella posizione lo consegna al secondo colpo dell'avversario. Il problema non è il rovescio a una mano: è che da tre metri dietro la riga la risposta torna centrale, e Zheng costruisce da lì con il dritto.
La soglia da guardare è la percentuale di prime. Sopra il 60%, Zheng gioca la partita che ha giocato contro Humbert. Sotto, Musetti entra nel campo sulla seconda e la partita cambia natura in tre game.
Il campione di partite di Musetti è corto
Daniel Altmaier è stato un test morbido: 6-4 6-2 in un'ora e ventinove, un rientro comodo che dice poco.
Il precedente più utile, però, è Montreal. Contro Rafael Jodar, Musetti ha perso 6-4 6-3 vincendo solo il 49% dei punti con la prima. Quella è la versione che rientra dall'infortunio al retto femorale rimediato a Roma a maggio, dopo aver saltato Roland Garros e Wimbledon: poche partite nelle gambe e un margine d'errore che si stringe quando deve generare lui la velocità.
Contro un servitore che non concede ritmo, il conto dei gratuiti diventa la variabile che decide.
La previsione, e la condizione che la smentisce
Zheng qui ha già giocato più partite dell'italiano, qualificazioni comprese. Musetti ne ha giocata una. Sembra un vantaggio dell'italiano e in parte lo è, ma va letto al contrario di come si legge di solito: l'americano sa già come rimbalza la palla su questi campi e ha ritmo di gara, Musetti sta ancora ricostruendo il suo.
Musetti resta favorito, con un margine sottile. Il suo vantaggio sta nella seconda metà dello scambio, dove il back di rovescio e il cambio di traiettoria restano fuori portata per un ventiduenne alla prima stagione piena sul circuito, campione NCAA con Columbia due volte di fila ma con appena una manciata di partite ATP alle spalle. Il modo in cui perde, invece, è già scritto: due set senza pressione sul servizio avversario e un conteggio di errori come quello di Montreal.
Condizione di smentita: se Zheng regge sopra il 65% di prime nel primo set e lo porta al tie-break, Cincinnati perde la sua decima testa di serie.


