Roland Garros Inclusivo: Raccattapalle In Carrozzina

Hanno raccolto le palline sui campi del Roland Garros muovendosi in carrozzina, come i giocatori che li avevano davanti. Manon Dayan, diciassette anni, e Melvil Vedrenne-Cloquet, tredici anni, entrambi affetti da malattie rare e tennisti in carrozzina, sono stati selezionati tra i circa trecento raccattapalle dell'edizione 2026 dello Slam parigino. Per sicurezza dei giocatori, possono operare solo durante gli incontri di tennis in carrozzina.
Non sono i primi. Nel 2025 il torneo aveva schierato Cléo Ginterdaele e Marceau Le Tallec, i primi raccattapalle in carrozzina nella storia del Roland Garros e di un torneo dello Slam. Quest'anno la scelta di Manon e Melvil dà continuità a un'iniziativa che il torneo ha inserito in un più ampio programma di inclusione, accanto al tennis in carrozzina che ha avuto i suoi riflettori sul Suzanne-Lenglen dal 2 al 6 giugno.
Manon ha raccolto le palline per diversi protagonisti del circuito francese, da Frédéric Cattaneo a Guilhem Laget, fino a Ksenia Chasteau. Melvil ha lavorato anche in un doppio con in campo Stéphane Houdet, uno dei nomi storici del tennis in carrozzina transalpino. Per entrambi è stato un modo per vivere da dentro un torneo che sognano di giocare: Melvil ha già calcato la terra rossa di Parigi vincendo i campionati francesi di categoria.
L'aspirazione di Manon riassume bene il senso dell'operazione: "Spero che un giorno riuscirò a venire su questi campi per giocare il Roland Garros, sarebbe davvero incredibile". Una frase che, più di qualunque comunicato, racconta cosa significhi rendere visibile sul Centrale un percorso che fino a due anni fa restava ai margini.


