Sinner senza US Open: il numero 1 si decide tra Pechino e Torino

AnalisiAug 224 min
Sinner senza US Open: il numero 1 si decide tra Pechino e Torino

Jannik Sinner ha annunciato il forfait dallo US Open per il problema al ginocchio destro, primo Slam saltato dal suo esordio a New York nel 2019. In classifica la notizia pesa poco: i 1.300 punti della finale persa nel 2025 escono dal conto e lo lasciano comunque sopra quota 11.000, una soglia che nessuno può avvicinare entro la fine del torneo. Il conto vero arriva dopo, quando in sette settimane e mezzo dovrà difendere circa 3.500 punti.

Il margine di New York: 11.500 punti che nessuno può raggiungere

Nel live ranking del 21 agosto Sinner è a 12.800 punti. Alexander Zverev è secondo a 7.790, Carlos Alcaraz terzo a 7.160 dopo aver scaricato i 1.000 del titolo di Cincinnati 2025. Sinner perderà altri 1.300 quando cadranno i punti della finale di New York, scendendo a 11.500.

Da lì la matematica si chiude da sola. Zverev ha già chiuso il suo Cincinnati agli ottavi, battuto da Tommy Paul il 19 agosto da testa di serie numero 1: gli resta solo lo US Open, e vincendolo arriva a 9.790. Alcaraz ha saltato Cincinnati per la tenosinovite al polso destro, quindi il suo unico tiro è New York: vincendolo arriva a 9.160. Nessuno dei due tocca 11.500.

Sinner resta numero 1 per tutto il torneo senza toccare una palla. Ed è un margine costruito su una striscia difficilmente ripetibile: sei Masters 1000 consecutivi da Parigi 2025 a Roma, con Indian Wells, Miami, Monte-Carlo e Madrid in mezzo, più Wimbledon battendo Zverev 6-7, 7-6, 6-3, 6-4.

Da Pechino a Torino: 3.550 punti in sette settimane e mezzo

Qui cambia tutto. Tra fine settembre e metà novembre 2025 Sinner ha messo insieme quasi tutto quello che rende quel 12.800 così largo: 500 punti a Pechino (finale vinta su Learner Tien 6-2, 6-2), 500 a Vienna, 1.000 al Masters di Parigi con la finale su Auger-Aliassime, 1.500 alle ATP Finals di Torino battendo Alcaraz 7-6, 7-5. Aggiungendo i 50 di Shanghai, dove si ritirò per crampi contro Tallon Griekspoor al terzo turno, si arriva a 3.550.

Se non difendesse nulla, Sinner chiuderebbe l'anno attorno a 7.950 punti. È la cifra che spiega perché il ginocchio conta più del tabellone di New York: lo staff parla di un rientro per la trasferta asiatica, Pechino e Shanghai, in calendario dai primi di ottobre, cioè esattamente all'inizio del blocco più pesante del suo calendario.

Alcaraz difende meno della metà

Nello stesso periodo lo spagnolo aveva raccolto molto meno: 500 punti a Tokyo, un'uscita al secondo turno di Parigi contro Cameron Norrie, e circa 1.000 dalla finale di Torino. Poco più di 1.500 in totale, contro i 3.550 di Sinner.

Questo è lo squilibrio che decide l'anno. Alcaraz può guadagnare quasi ovunque in autunno, perché ha spazio libero a Shanghai, a Parigi e in tutto l'indoor. Sinner può soltanto conservare. Un torneo in cui lo spagnolo arriva in fondo e l'italiano esce presto vale, in differenziale, fino a circa 950 punti nei Masters 1000 e fino a 1.500 a Torino.

Vale anche per Zverev, che a 7.790 punti resta il secondo incomodo. Il tedesco però ha bisogno di due o tre risultati grossi consecutivi per entrare nel discorso, e nel 2026 ha già perso due finali contro Sinner, a Madrid e a Wimbledon.

La previsione e la condizione che la smentisce

Con 11.500 punti alla chiusura di New York e nessun inseguitore in grado di avvicinarli, Sinner resta favorito netto per il numero 1 di fine anno anche saltando lo US Open. Il margine gli consente di perdere circa la metà del bottino autunnale e restare davanti.

La condizione di smentita è precisa, e riguarda il ginocchio più della classifica. Se il rientro slittasse oltre Pechino, o se Sinner tornasse in campo sotto ritmo e non andasse oltre i quarti tra Shanghai, Parigi e Torino, il suo totale scivolerebbe tra i 7.950 e i 9.700, a seconda di quando rientra. Ad Alcaraz basterebbe un Masters 1000 e una buona settimana a Torino per riprenderselo. Il numero da guardare non è il tabellone di New York, è la data del rientro a Pechino.