VERONICA #13: A Sascha manca Sinner, a Novak gli Slam

Buon lunedì AceCreamers,
prima settimana di Indian Wells 🏝️ e del nostro nuovo FantaTennis!
Main Topics:
🇩🇪 Il peso dell'occasione
❓ Dubbi per Djoker
🏝️ Primo resoconto californiano
IL PESO DELL'OCCASIONE
Cerundolo, Comesaña, Tien e ora Griekspoor. Sono questi i quattro artefici della crisi del n.2 del mondo Sascha Zverev, davvero troppo troppo "molle" in quest'ultimo mese per non sembrare lo stesso tennista che a gennaio arrivò in finale agli Australian Open.
L'olandese è l'ultimo dei fantasmi che hanno verosimilmente spezzato le speranze del tedesco di scalzare Sinner e diventare per la prima volta in carriera leader del ranking ATP sfruttando i tre mesi di squalifica del nostro. Per Zverev, quarti sulla terra di Buenos Aires e Rio de Janeiro e secondo turno sui manti di Acapulco e Indian Wells corrispondono a 210 punti su un potenziale totale di 2250: una debacle pazzesca per chi vuole (o vorrebbe) puntare al n.1 del mondo e annullare entro Roma l'enorme gap creato dall'attuale dominatore del circuito.
Questi risultati sono talmente insufficienti per un giocatore di questa caratura che pare logico attribuirli, quantomeno in parte, al fattore "pressione", mai stato così gravante sulle spalle di Zverev in tutta la sua carriera tanto quanto ora. Nonostante i problemi di salute che lo hanno tediato in queste ultime settimane di tornei sudamericani, Sascha ha ammesso che l'inusuale scelta di giocare sulla terra latina sia stato un errore e abbia compromesso in maniera determinante la sua preparazione al cemento del Sunshine Double, anche perché il solo torneo di Acapulco (che già di per sé presenta delle condizioni di gioco non così vicine a quelle della Coachella Valley) non può bastare come riscaldamento in vista dei due consecutivi Masters 1000 statunitensi.
E così il risultato è stato una sconfitta al secondo turno (al primo aveva il bye) in una battaglia di 3 ore e 10 minuti contro l'esplosiva mina vagante Tallon Griekspoor per 64 67 67, con il tedesco andato a servire per il match nel secondo set e capitolando con un game pieno di doppi falli e gratuiti. Ma ciò che più fa riflettere è stato l'atteggiamento troppo "moribondo" e privo di killer instinct di chi invece dovrebbe mangiare la pallina e provare ad azzannare l'obiettivo di tutta una carriera.
Forse Sascha gioca al suo meglio quando non è chiamato a dimostrare l'aura del Campione, forse sente troppo la "mancanza" di qualcuno da inseguire...
DUBBI PER DJOKER
La situazione e la dimensione di Djokovic in questo momento sono probabilmente l'incognita più difficile da interpretare e determinare in questo 2025. La versione del GOAT scesa in campo ad Indian Wells è stata a dir poco deludente, ben inferiore a quella che ha affrontato Berrettini a Doha qualche settimana fa, tanto da sembrare quasi assurdo che sia lo stesso giocatore di quei quarti a Melbourne di un mese e mezzo fa, quando travolse Alcaraz in una partita da capolavoro tecnico-tattico.
Il risultato della sconfitta di Nole al secondo turno di Indian Wells recita 62 36 61 a favore dell'altro olandese, Botic van de Zandschulp, e diventa la terza partita consecutiva persa dal serbo (dopo la già citata di Doha e la semi aussie in cui si ritirò contro Zverev): un filotto negativo accaduto solo 5 volte nella sua carriera che non gli capitava del 2018. Per il secondo anno di fila quindi Djokovic esce dal primo "Mille" stagionale contro un lucky loser (lo scorso anno lo battè il nostro Nardi) e si conferma un vero e proprio "uomo x" nei tornei che non siano degli Slam.
Per quanto gli anni passino e il livello complessivo del tennis di Djokovic stia calando per decorso naturale, pare infatti che queste figure alquanto "grottesche" del 24 volte campione Major non possano che essere in buona parte causate da una forte mancanza di motivazione nell'animo di chi, per sua stessa ammissione, continua a giocare solo per gli Slam e per rappresentare la sua nazione, prendendo molto sottogamba tutto ciò che fa da "contorno" e che probabilmente considera di "riempimento".
Che Novak Djokovic non sia più il cannibale dominatore che fu per 15 anni è ormai molto chiaro da oltre un anno. Ma crederlo fuori dai giochi e sottovalutare la miccia che si accende nella sua mente quando si trova di fronte la parola "Major", è un errore che potrebbe costare caro a chiunque (sei d'accordo Carlos...?).
PRIMO RESOCONTO CALIFORNIANO
Trattati i due grandi upset precoci del torneo, vediamo un po' come se la stanno passando gli altri aspiranti al BNP Paribas Open.
Al primo turno, per nostra sfortuna, escono subito due dei nostri alfieri: Luca Nardi e Flavio Cobolli, rispettivamente contro Cameron Norrie e il qualificato Colton Smith (chi?). Troppo solido l'inglese per Luca, che ancora non ha del tutto formato la sua caratura da giocatore di livello Atp e ha condotto un match senza quasi mai centrare il campo, prendendo una sonora stesa per 60 63.
Dalla sua Flavio continua un 2025 in cui non ha fino ad ora ingranato ed è lontano dal livello (anche un po' inaspettato) del 2024, in cui è arrivato a ridosso della top 30: bruttissima sconfitta per 36 62 62 contro lo sconosciuto n.261 del mondo che si aggiunge alle già 5 stagionali, a fronte di 0 vittorie.
Ottima vittoria di Matteo Gigante contro il terraiolo Baez (probabilmente rimasto sulla terra latina), che fa ben sperare per la sua crescita e un approdo nei top 100 entro la fine di quest'anno, per poi soccombere contro Fritz ma senza sfigurare.
Continua invece l'incubo per un altro dei nostri, Luciano Darderi, e per Nick Kyrgios. Luli su cemento proprio non ce la fa e perde da Gaston l'ennesimo match di un 2025 in cui non è riuscito a raccogliere punti nemmeno sulla sua amata argilla; il tennista più social del circuito esce invece per ritiro e tra i pianti per il dolore al polso infortunato (probabilmente a livello cronico) dopo aver perso il primo set al tie-break contro Botic VdZ.
Sonny torna a casa alla prima uscita subendo un 64 75 da Goffin, avversario più che alla portata per il torinese che deve fare di più per tornare in top 30; Zeppieri prende 75 61 da De Minaur dopo aver superato le qualificazioni: Giulio c'è e la sua corsa post infortunio procede bene, anche lui può puntare ai 100 entro la fine dell'anno.
Da segnalare anche la sconfitta del prodigio Learner Tien, su cui c'erano forti aspettative, spentosi in due set contro il passabile Navone.
Al secondo turno gli altri due upset importanti sono Rublev e Ruud, con il secondo superato da Giron, confermando la poca attitudine al cemento, e il primo battuto dalla nostra formichina Matteo Arnaldi, capace di superare un'ardua prova contro il russo dopo aver eliminato Kovacevic al round 128.
Il peso massimo italico Matteo Berrettini sconfigge O'Connell ma viene nuovamente sconfitto da un ritrovato Tsitsipas, mentre il nostro unico monomane nel circuito Musetti ha la meglio su Safiullin ma deve arrendersi al francese Arthur Fils.
Altri match degni di nota sono il 2-1 di Khachanov contro Mensik, il 64 60 rifilato da Jack Draper al predestinato Joao Fonseca, forse ancora troppo acerbo per switchare velocemente da terra a cemento senza risentirne tennisticamente, e la sorprendente uscita di Aliassime, uno dei più in forma del 2025, per mano del redivivo "buonanima" Jenson Brooksby, dentro al torneo grazie al ranking protetto e attuale n.937 del mondo a causa di un lungo periodo ai box.
Buona continuazione californiana e al prossimo lunedì,Veronica 💋


