VERONICA #14: Indian Wells a sorpresa, i big alla resa

Mar 17David Carrozzo7 min
Ace esegue il colpo veronica

Bentornati e buon inizio settimana cari AceCreamers!

Prima di iniziare con la consueta stesura settimanale, Veronica vorrebbe aprire una piccola parentesi per ringraziare tutti i fantagiocatori che in sole due settimane hanno portato la nostra app nuova di zecca a oltre 2400 download sugli store ufficiali in sole due settimane! 🥵

Non ci aspettavamo un risultato così importante già al primo torneo ufficiale! Siamo ancora più motivati a creare insieme a voi un’esperienza a 360. Continuate a seguirci, abbiamo tante novità in arrivo!

Detto questo, immergiamoci nella ricca settimana californiana appena trascorsa.

Main Topics:

👑 No Sinner, no leader

⁠🇮🇹 Il misto e Cinà

NO SINNER, NO LEADER

Già dalla prima settimana di torneo e dalla scorsa puntata di Veronica, abbiamo colto che i tre grandi nomi presenti in tabellone non si sono dimostrati all'altezza di non farci sentire la mancanza del n.1 del tennis mondiale (ammesso che questo fosse possibile, quantomeno per noi italiani!), con le premature eliminazioni di Zverev e Djokovic contro i due olandesi Griekspoor e Van de Zandschulp al secondo turno.

L'altro grande favorito, anzi probabilmente IL favorito del torneo, Carlos Alcaraz non ha di certo sfigurato, ma si è fermato in semifinale contro la vera sorpresa del torneo Jack Draper in un match schizofrenico dal non comune punteggio di 6-1 0-6 6-4.

Jack ha di sicuro fatto una piccola impresa eliminando il due volte vincitore del torneo e campione in carica, che quindi non è riuscito a calare la tripletta dopo le vittorie consecutive del 2023 e 2024, ma altrettanto certamente lo spagnolo, a suo stesso dire, ha affrontato il penultimo capitolo del torneo con un nervosismo eccessivo che denota nuovamente una certa emotività del 21enne in partite particolarmente complicate. Con questo risultato, il "crack" Draper entra per la prima volta in carriera in top 10 - e sembra poterci rimanere a lungo - mentre Carlitos vede andarsene definitivamente la possibilità di scavalcare Jannik entro il suo ritorno in campo di maggio a Roma, in quanto a livello aritmetico è ora impossibile che possa recuperare l'attuale gap di 4420 punti nel ranking ATP.

Il pensiero su Alcaraz è che il suo rendimento abbia subito una flessione importante da quella bellissima finale alle Olimpiadi di Parigi 2024 persa con Djokovic, dopo cui non è più riuscito a mostrare il suo livello "prime" come fatto per tre mesi tra Roland Garros, Wimbledon e Giochi Olimpici, in cui era parso ingiocabile (se non dal leggendario oro olimpico Novak). L'assenza di Sinner causa squalifica potrebbe essere stato un fattore aggiuntivo, ma la situazione dell'allievo di Juanki Ferrero è più complessa e ben diversa da quella dell'altro contendente al trono Sascha Zverev, che risulta tutt'oggi aritmeticamente in corsa, ma in campo il suo livello tennistico paradossalmente appare ancora più lontano di quello di Carlitos. C'è poco da fare e da dire: Sinner o meno, Alcaraz non c'è.

Riguardo Jack, invece, le sensazioni non possono che essere positive. Draper ha messo in fila Fritz, Shelton e Alcaraz tra ottavi di finale e semi, dimostrando un livello di gioco da top player sui manti in cemento e regolando tutti i suoi cinque avversari senza troppi problemi e con un unico set perso. La top 10 per l'inglese è più che meritata e quasi "dovuta", in quanto figura al quarto posto dell'Atp Elo Rating del rinomato sito Tennis Abstract, dietro ai soli Sinner, Djokovic e Alcaraz, quindi una naturale conseguenza del suo altissimo rendimento. La vera incognita per il suo tennis è il fisico un po' incline ad infortuni, perché come qualità di colpi, velocità di palla, potenza e atletismo Jack sembra poter competere quasi ad armi pari anche con chi è all'apice del circuito, specialmente grazie a quel servizio mancino che tanto ha sorpreso Alcaraz e a cui molti non riescono a trovare una soluzione.

L'altro finalista del torneo, Holger Rune, ha sfoggiato una performance davvero degna di nota contro un buon Medvedev apparso in ripresa rispetto ai primi due mesi stagionali e abbastanza motivato (come abbiamo potuto vedere con la sua esultanza al match point contro Fils).

7-5 6-4 il risultato finale a favore del giovane danese in un'ottima prova di resistenza, concretezza, fisicità, ma specialmente con un gioco solido e sagace di norma non tanto comune nelle sue partite. Holger è ora ad un solo passo dal ritorno in top 10 e, se dovesse proseguire la stagione mantenendo questo livello, non potrà che entrare tra i primissimi della classifica mondiale e diventare un problema per i suoi rivali generazionali Sinner e Alcaraz. D'altra parte, non dobbiamo dimenticare che il ragazzo è solo un 2003 ed è appena entrato nell'anno dei suoi 22 (li compirà a Maggio): proprio l'età in cui esplose il nostro "Messia", quindi questa potrebbe essere la stagione della sua consacrazione tra i grandi!

IL MISTO E CINÀ

L'unica consolazione italiana del primo Masters 1000 stagionale sono stati i nostri campioni US Open Sara Errani e Andrea Vavassori, impegnati come coppia nel nuovo torneo di doppio misto ad invito di Indian Wells, in cui erano presenti in tabellone come prima testa di serie grazie al loro ranking nelle rispettive classifiche di doppio femminile e maschile.

Dopo il bye al primo turno, hanno dovuto giocare quarti e semifinale nello stesso giorno e a distanza di pochissime ore, superando due coppie di specialisti, prima Babos/Arevalo e poi Krawczyk/Skupski. In finale si sono invece imposti contro la fortissima formazione Mattek-Sands/Pavic in un match di altissima qualità e "doppismo": dopo essere stati messi sotto e perso il primo set 7-6, i nostri si sono presi con carattere e coriaceità il secondo per 6-3 e hanno chiuso ad un lottatissimo super-tiebreak per 10-8 dopo essere andati in svantaggio per 7-4.

Sara e Andrea si confermano anche quest'anno come una delle coppie di misto più forti del mondo e tra i grandi favoriti per la vittoria degli Slam, aggiudicandosi il loro secondo titolo dopo lo storico US Open 2024 in soli cinque tornei giocati e succedendo a Hunter/Ebden nell'albo d'oro di specialità inaugurata appena lo scorso anno.

Nonostante tutti gli occhi del mondo del tennis fossero puntati sul deserto californiano, l'attenzione mediatica degli italiani in questa settimana se l'è presa il giovanissimo prospetto azzurro Federico Cinà, che a quasi 18 anni (è nato il 30 marzo 2007) ha raggiunto la sua prima finale di categoria al Challenger di Creta ad Hersonissos. Il nostro si è spinto un po' a sorpresa all'ultimo atto battendo in semi Aslan Karatsev, ex n.14 del mondo, semifinalista a Melbourne e detentore di 3 titoli ATP, nonché medaglia d'argento di doppio misto e campione di Coppa Davis con la nazionale russa, ma ha dovuto cedere al ben più passabile Dimitar Kuzmanov, di certo molto più esperto e abituato a giocare a livello Challenger.Federico è parso a corto di energie, naturale per un quasi maggiorenne che bazzica ancora tra i Futures, e particolarmente condizionato da un vento fastidioso che ha caratterizzato il torneo sull'isola per tutta la settimana. Tempo al tempo e il ragazzo si farà, e intanto lo vedremo nel main draw di Miami grazie ad una sorprendente (e un po' inspiegabile) wild card, ma attenzione a non gridare al nuovo "messia", perché di Sinner ne nascono fin troppo pochi e non bisogna dimenticarsi dei tanti (tantissimi!) Gianluigi Quinzi...

Come sapete, dopo Indian Wells c'è sempre Miami!

Buona seconda metà di Sunshine Double,Veronica 💋