VERONICA #31: Il Cimitero dei Campioni

Jul 7David Carrozzo9 min
Centre Court di Wimbledon con match in corso e tribune piene

Il Cimitero dei Campioni

Caro AceCreamer bentornato e, se te lo stessi chiedendo, no, non stai leggendo una newsletter di true crime o roba del genere. Questa è proprio lei, Veronica, la messaggera più affascinante e seducente sul tennis, che ogni settimana ti aggiorna con tutto ciò di interessante e imperdibile sia accaduto nel mondo dei "gesti bianchi" con la racchetta.

Quindi, non farti ingannare dal titolo alquanto lugubre e goditi la lettura di questa stesura appena sfornata della Vero, pronta a raccontarti le grandi cadute di questa prima settimana dei Championships.

Graveyard of Champions, era questo il soprannome del vecchio Court N.2 di Wimbledon fino al 2008, anno in cui venne rinumerato come Court N.3 a seguito dell'ampliamento dell'impianto di Wimbledon e dei suoi campi principali. E fino al 2011, quando venne abbattuto per dare spazio ai due nuovi Court N.2 e Court N.4.Il N.2 oggi è situato altrove, in uno spazio in cui vive dall'edizione di Wimbly 2009, e ha purtroppo (o per fortuna, visto dal punto di vista dei giocatori) perso quel soprannome dovuto alla sua leggendaria aura di campo maledetto, pronto a portare a tante sconfitte inattese e tutt'oggi echeggianti i grandi campioni che venivano schedulati sul suo prato. McEnroe, Connors, Agassi, Sampras, entrambe le sorelle Williams, sono tanti i campioni del torneo che sono caduti inaspettatamente su questo rettangolo di gioco in erba, vittime di quella inspiegabile maledizione di un campo meschino, la cui configurazione fisica generava un sinistro effetto psicologico. Piccolo, con tribune meno imponenti che rendevano molto vicino il pubblico, tanto da arrivare quasi addosso ai giocatori, molto caotico e rumoroso per via di una ubicazione tale da fare da eco a ciò che accadeva negli altri campi. Per i nomi importanti che dovevano giocarci su, era quasi una sciagura, perché abituati al prestigio e alla sacralità del Centre Court e del N.1, veri e propri luoghi di culto della mecca del tennis.

“È stato come essere seppellito. Non solo nel torneo, ma nella mia carriera”: furono queste le parole di Pistol Pete che dedicò al Court N.2 dopo la sua fragorosa sconfitta in 5 set al secondo turno con lo sconosciuto svizzero George Bastl, una delle tante meteore tennistiche.

È ormai passato oltre un decennio dal suo abbattimento, ma nell'atmosfera dell'All England Lawn Tennis and Croquet Club la leggenda del suo subdolo alone vive ancora, lasciando per sempre un'eredità che contribuisce a rendere Wimbledon la più mistica meta tennistica, in cui magia nera e magia bianca si incontrano in maniera indissolubile.

Eppure, mai come quest'anno in Era Open, abbiamo assistito ad una prima settimana di Wimbledon piena di sorprese e sconfitte inaspettate nei primi tre turni da parte delle teste di serie. Chissà, magari lo spirito del vecchio Court N.2 aleggia ancora nell'All England Club infestando tutti campi del circolo, pronto a fare la sua comparsa quando sente l'odore del sangue dei favoriti...

WIMBLEDON A CORTO DI BIG

I tre grandi favoriti del torneo sono gli unici ad essere usciti (quasi) indenni dalla prima settimana dello Slam erbivoro. Già, quasi, perché mentre Sinner e Djokovic hanno tirato dritto come dei cavalli di razza da Slam, Alcaraz ha dovuto invece fronteggiare un Fognini in versione "poeta", capace di portarlo al quinto in un primo turno coi fiocchi e riuscendo persino a metterlo in una sorta di disagio tecnico di fronte alla maestria del suo talento tennistico. Nell'abilità di usare la mano (e sì, la mano e non la racchetta) Fabio non è secondo a nessuno, se non a Federer, e, forse per l'ultima volta in carriera, ci ha deliziato di un'arte che può solo chi ha impressa la parola "tennis" nel suo DNA.Fogna a parte, Carlos ha subito Struff al terzo turno più di quanto non abbia fatto Djokovic al primo con Muller. Perché, sebbene entrambi abbiano perso un set, quello di Nole col francese è parso più un parziale perso per distrazione, mentre il peso massimo tedesco ha messo in difficoltà il n.2 del mondo, evidenziando nel suo gioco qualche crepa che va a sommarsi a quelle messe a nudo dal nostro Fabio.

La più importante sorpresa del torneo finora se la giocano il campione di halle Bublik, incredibilmente fuori al primo turno con il modesto (e poco avvezzo all'erba) Munar, e la "British hope" Draper, eliminato al secondo atto con il redivivo e rigenerato Cilic. Il nobile decaduto croato conosce l'erba come pochi e tutti ricordano ancora oggi la sua sconfitta in finale con Federer nel 2017, quindi attenzione a Marin, perché si è spinto fino agli ottavi ed è la mina vagante per eccellenza dell'edizione 2025.

Subito dopo Sasha e Jack, non possono che esserci le grandi cadute di Zverev e Medvedev, entrambi mandati a casa al quinto set dei loro first rounds rispettivamente con gli overperformanti francesi Rinderknech (in 5 set) e Bonzi (in 4).

Ha quasi del grottesco la sconfitta in esordio di Shapovalov con il terraiolo Navone, in quanto l'argentino era reduce da un solo match vinto su erba in tutta la carriera: alle qualificazione del Queen's di un paio di settimane fa, e per giunta per ritiro! Ormai per l'incompreso Shapo non si sa se ci sia più da ridere o da piangere...

Per non parlare del buon Tommy Paul, uno dei tennisti più costanti dell'anno, persosi al secondo turno contro da un (apparentemente) innocuo Ofner, che lo supera in 4 set.E che dire di Rune? Per non farci mancare nulla, anche lui capitombola fragorosamente: all'esordio, contro Jarry, dopo essersi portato avanti 2 set a 0... Peggio di così non gli poteva andare! Proprio il gigante cileno, proveniente dalle qualificazioni, sta disputando un insperato torneo ed è giunto fino agli ottavi avendo la meglio per 3-1 sul prodigio Fonseca, ancora troppo acerbo sul prato.

All'appello poi non poteva che mancare Aliassime, eterno disperso come il suo connazionale Shapo, uscito al secondo atto con il "bisonte" Struff, sempre avvezzo ai fili d'erba.

Ah, giusto, Veronica aveva quasi dimenticato Tsitsipas... Ma cosa raccontarvi? Lui il primo turno nemmeno lo ha completato, ritirandosi con il qualificato Royer dopo aver perso i primi due parziali.

Senza dimenticare le sconfitte di Tiafoe con Norrie, Popyrin con Fery (chi?) e Machac con Holmgren (chiii??).

I nomi importanti rimasti in gara sono Dimitrov, De Minaur, Shelton e Fritz, salvatosi per il rotto della cuffia al primo giro di boa, dopo essere andato sotto 2-0 e aver vinto un match thriller con il pericoloso Mpetshi Perricard, e al secondo, in cui ha superato 3-2 Diallo.Da segnalare è anche la battaglia fratricida di 5 set tra l'highlander Monfils ed Humbert, entrambi molto versatili sul prato, in cui ha prevalso La Monf, poi uscito al quinto con Fucsovics.

Capitolo italiani.Mettendo da parte Sinner, che si appresta con serenità al suo ottavo con Dimitrov, anche gli italiani sono stati maledetti dallo spirito del vecchio Court N.2 e hanno pagato il prezzo con le sconfitte al primo turno di due nostri importantissimi alfieri... Sia Musetti che Berrettini, entrambi a mezzo serbatoio visto che erano reduci da infortuni e non giocavano da oltre un mese, hanno lasciato il torneo con Basilashvili (in 4) e Majchrzak (in 5): due modestissimi giocatori a cui Lorenzo e Matteo avrebbero dato un secco 3-0 in condizioni di salute e forma.

Ma non c'è da temere, perché il tennis italiano ha sempre dei protagonisti e le sorprese per noi sono anche in positivo! Ebbene sì, perché Flavietto Cobolli approda al complicato ottavo con Cilic senza aver perso nemmeno un set e, specialmente, dopo aver rifilato 6-2 6-4 6-2 a Mensik nel terzo atto. E non poteva essere da meno lui, il vecchio cuore granata Sonego, sempre pronto a lottare e spingersi fino al quinto set: 6-7 7-6 7-6 3-6 7-6, sembra uno scioglilingua ma non è altro che il punteggio della battaglia vinta con Nakashima al tie-break del quinto (con 4 tie totali), che lo lancia in ottavi con quello Shelton che quest'anno lo ha già battuto nei primi due Slam...

Tra le seconde linee, emerge il nome di Bellucci, che dal nulla rifila 3-0 a Lehecka al round 64, per poi subirlo dall'esperto erbivoro Norrie al turno successivo. Luli Darderi mostra dei piccoli progressi sul prato superando al quinto Safiullin e in maniera netta Fery, per poi cadere al round 32 con il buon Thompson, troppo più esperto di lui su questa superficie.Per concludere, out in apertura anche Arnaldi, eliminato da van de Zandschulp in un match in cui gli si poteva chiedere di più, Nardi, uscito con Sinner, e il qualificato Zeppieri, che perde con rimpianto un five-setter con Mochizuki, anche lui proveniente dalle quali, dopo essersi portato 2 parziali a 0.

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Lettori AceCreamers, Veronica non può assicurarvi che nella seconda settimana dello Slam londinese il fantasma del Court N.2 non mieterà altre vittime, facendo impazzire i FantaTennisti più sfegatati.

Ma si augura che vi godiate la metà più clou di Wimbledon con tutta la sua magia, bianca e nera...La Vero 💋

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