VERONICA #32: Il Peccatore evaso da Alcatraz

VERONICA #32: Il Peccatore evaso da Alcatraz
13 luglio 2025Centre Court, All England Club, Church Road, Wimbledon, Londra, Regno Unito
Lettore AceCreamer, questa data e questo luogo rimarranno per sempre impressi nella storia del tennis e dello sport, perché proprio in quel giorno ed in quel luogo, per la prima volta in 148 anni di storia e alla 137esima edizione, un italiano ha vinto il più prestigioso torneo di tennis al mondo: The Championships, Wimbledon.
Jannik Sinner. Il predestinato è riuscito a portare per la prima volta l'Italia sul punto più alto che ci sia in questo sport, andando ad incidere il proprio nome nel più leggendario albo d'oro del nostro sport che esiste dal 1877 e sul più sacro trofeo che un tennista possa mai alzare al cielo.
Benvenuto su Veronica, e anzi, su quella che rimarrà probabilmente la più storica stesura dell'affascinante newsletter di Ace Cream, in quanto "figlia" della vittoria più iconica che ci sia mai stata e mai ci sarà del tennis italiano.Riavvolgiamo il nastro e ripercorriamo la settimana decisiva dei Championships, immersi tra i fili d'erba londinesi e coppe piene di panna e fragole!
IL REGNO DI SINNER
Dagli ottavi in poi ogni Slam inizia a farsi affare complicato e i veri campioni iniziano a darci dentro sul serio... Non è però stato così per Jannik, sì, proprio per lui, che ha fatto prendere un grossissimo spavento a tutto lo Stivale. Nel primo game della sfida con Dimitrov, che è sempre un po' sottovalutato ma zitto zitto sull'erba è un veterano con qualità da vendere come pochissimi, il nostro scivola cascando per terra, inizia a risentire di problemi al gomito destro e da quel momento sembra che qualcosa si sfasi nel suo tennis. Ha difficoltà nella ricerca della palla, nel trovare la giusta distanza di impatto, nel mantenere fissi i suoi appoggi sul terreno e persino nella visione tattica della partita. Persi i primi due set, sul 2 pari del terzo, accade però quello che a memoria di Veronica sia stato uno degli epiloghi più fortunosi della storia dei n.1 del mondo negli Slam: Dimitrov si ritira per infortunio al muscolo pettorale destro, che lo ha costretto ad un'operazione il giorno successivo.
Gli altri due italiani giunti alla seconda settimana, Sonego e Cobolli, hanno destini opposti tra loro. Mentre il primo esce sconfitto per 3-1 con Shelton, che per la terza volta su tre elimina Sonny in uno Slam nel 2025, Cobolli continua la sua cavalcata passando per 3-1 su Cilic, giocando un tennis spaziale che nemmeno il gigante croato, ormai vecchiotto veterano ma pur sempre grande erbivoro, è riuscito a contrastare.Nel frattempo, Djokovic ha dato l'ennesima prova di forza contro un grande De Minaur, capace di strappargli il primo set 6-1 per poi perdere i successivi tre 6-4, mentre Alcaraz ha risolto con una certa tranquillità la pratica Rublev dopo il primo parziale vinto al tie-break dal russo. La vera battaglia è stata Norrie-Jarry, con l'inglese che è riuscito a prevalere solo al quinto e dopo un vantaggio di 2 set a 0 colmato dal cileno grazie a due tie vinti per soli due punti. Tutto facile invece per Khachanov, passato di netto su Majchrzak, e facilissimo per Fritz, che ha goduto del ritiro di Thompson sul 6-1 3-0.
I quarti di Jannik contro Shelton sono stati il grande punto di domanda di tutto il torneo, perché i dubbi sulle condizioni del n.1 e su una sua effettiva discesa in campo erano enormi e per giunta vigeva un alone di mistero e silenzio che non faceva trapelare la minima informazione all'infuori dello staff dell'altoatesino. Come sempre, è stato lui stesso sul campo a dare tutte le risposte che il mondo del tennis cercava: 3-0 all'americano, che, per quanto in forma e migliorato su erba, si è dimostrato ancora ben lontano da quel livello di gioco da cavallo di razza da Slam.Cobolli-Djokovic è stata da un lato l'eccezionale prova di coraggio, carattere e qualità tennistica di Flavio, dall'altro un'ulteriore dimostrazione che nonostante i 38 anni Nole negli Slam rimane secondo solo a Sinner e Alcaraz. Dopo il primo set vinto al tie-break dal romano, che gioca impostando un match su rapidità e anticipo, tagliando tempi e spazi al serbo, proprio come fatto da De Minaur, Novak emerge di forza e si impone nei tre set successivi, riuscendo a prendersi definitivamente l'inerzia dell'incontro sul 5 pari del terzo.Dall'altra parte di tabellone, Fritz lascia per strada un set a Khachanov, mentre Carlos riserva un distruttivo 3-0 al malcapitato Norrie.
Sinner e Djokovic giocano una semifinale senza storia, non all'altezza della sfida di un mese prima a Parigi sempre in semi, in quanto il 24 volte campione Slam appare troppo acciaccato per riuscire a reggere davvero la cilindrata, la pressione e il ritmo forsennato del messia tennistico italiano. Il punteggio recita 6-3 6-3 6-4 a favore del nostro, senza che ci sia mai stata davvero la sensazione che Novak potesse cambiare l'inerzia del match.Il detentore del titolo invece si ritrova per due volte ad un punto dal quinto set al tie-break del quarto, dopo aver perso il secondo parziale in favore di un Fritz che stava riuscendo a tenergli botta.L'americano, però, si sa, è un recidivo sciupone e il killer instinct è caratteristica di pochissimi veri campioni... Taylor spreca e lo spagnolo si impone per 3-1 raggiungendo la terza finale consecutiva ai Championships.
Raccontare la finale di Wimbledon e, a maggior ragione questa finale di Wimbledon, non potrebbe che essere giusto un pro forma per la mai banale e scontata Veronica... Femme fatale che mai si abbandonerebbe a ridondanti tentativi di seduzione..
NEWS
- Zverev e lo scenario Toni Nadal.
- Il ballo di vincitore e vincitrice.
- Le prime pagine dei giornali per Sinner.
- Cash e Glasspool rompono la maledizione del 1936.
- Il segreto dei campi ibridi di Wimbledon.
- Quanti capovolgimenti a Wimbledon!
INTERVISTE
- Vagno e Cahill: i condottieri.
- Le parole di Jannik e la situazione Darren.
- Djokovic e la sentenza su Sinner e Alcaraz.
- La condizione fisica del 38enne Nole.
- Fabio Fogna intervistatopost ritiro.
APPROFONDIMENTI
- Fedal e Sincaraz: déjà-vu.
- Rassegna stampa su Jannik.
- Il "nostro" sogno dei sogni.
- Un giusto confronto tra Sinner e Alcaraz.
- La scalata improvvisa di Flavio Cobolli.
- L'addio del poeta maledetto Fognini.
- Lorenzo Zantedeschi di Tennis Radar e la sua Odissea.
- L'esperienza tanto unica quanto provante della Queue.
VIAGGIO A LA MECCA
Miei affascinati lettori, con Jannik abbiamo conquistato anche la vetta più alta e inesplorata di questo mitico e mistico sport...Sperando che ancora una volta le mie parole e notizie vi abbiano sedotti, alla prossima settimana!
La vostra Vero



