VERONICA #40: Carlos si riprende NYC e il trono!

Sep 9David Carrozzo9 min
Sinner e Alcaraz mostrano i trofei dopo la finale dello US Open

Bentornato su Veronica caro lettore, sei di fronte all'ultima edizione della newsletter di Ace Cream in chiave Slam!

Certo, si sa che nel mondo del tennis in questo periodo dell'anno c'è sempre un po' di malinconia post Us Open, perché si dovrà aspettare l'inizio del nuovo anno per catapultarsi di nuovo in uno dei quattro eventi più attesi e vivere due settimane intensissime che solo un Major può offrire... Ma al tempo stesso non possiamo che essere orgogliosi per aver accompagnato con la nostra "Vero" tutti gli AceCreamers, FantaTennisti e non, per un'intera stagione e per tutti gli Slam del 2025!

Ci auguriamo che anche voi lettori abbiate apprezzato la settimanale stesura della nostra femme fatale tennistica e che le sue "soffiate" sulle news e i contenuti più intriganti del tour vi abbiano incuriosito e insegnato qualcosa su questo sport che non smette mai di sorprendere.Buona lettura!

US OPEN

La seconda settimana di un Major è quella decisiva, dove i big iniziano a fare i big, a fare a gara anche con il tempo speso in campo e ad affinare il gioco alzando il livello e il focus, in modo da arrivare nella condizione migliore possibile ad affrontare i grandi favoriti del torneo.

E non sarà un caso che gli ottavi di finale di Flushing Meadows ci abbiano restituito ben 7 partite su 8 terminate per 3 set a 0. Il nostro Sinner ha rifilato un sonorissimo 6-1 periodico a Sasha Bublik, considerato il possibile crack del torneo (fantastici i 5 set con Paul al terzo turno) e unico vero pericolo per Jannik fino all'ultimo atto; il kazako non è riuscito per tutto il match ad entrare in partita ed esprimere un gioco degno del suo enorme talento tennistico, complice anche la prestazione monstre dell'italiano: dal primo all'ultimo punto non ha fatto altro che performare da macchina perfetta e inscalfibile. Altrettanto convincente è stato il n.2 d'Italia Musetti con il suo disarmante 6-3 6-0 6-1 ad un modesto Munar, giocatore molto coriaceo e in forma in questa stagione, ma con un tennis davvero troppo inferiore per giocarsela con il carrarino che, con i primi quarti di finale raggiunti su cemento Slam, corteggia sempre di più un posto tra i primi 8 alle Finals di Torino.

Mentre la vittoria schiacciante di De Minaurcon la meteora Riedi era fin troppo prevedibile, ha sorpreso la vittoria per 3-0 di Aliassime contro Rublev: Felix ha impressionato per tutto il torneo ritrovando un livello che gli mancava da tempo, ma ad Andrey non può che stare stretta una sconfitta senza nemmeno un parziale vinto.

Djokovic entra definitivamente nel torneo, switchando come lui sa fare, e massacra Struff (ottimo torneo e rientro in top 100) per 6-3 6-3 6-2, Rinderknech riesce invece a dare filo da torcere ad Alcaraz uscendone sconfitto di misura e Fritz regola Machac regalandosi il quarto con Novak.Per finire, l'unico match da over 3.5 set è stato vinto da Lehecka per 3-1 contro il redivivo Mannarino, che con questi ottavi a NYC fa un grande balzo nella race e si assicura un posto nei primi 100 a fine 2025.

Se dobbiamo scegliere i match più belli ai quarti di finale, la scelta non può non ricadere sulla battaglia per cuori forti tra Aliassime e De Minaur e l'ennesima impresa del GOAT, capace di estromettere il finalista dello scorso anno e n.4 del mondo Fritz. Felix perde il primo parziale con Alex per 6-4 e da quel momento la partita si trasforma in una serratissima sfida di nervi in cui ogni set viene deciso alla distanza, e alla distanza riesce ad uscirne sempre il canadese: 4-6 7-6 7-5 7-6. Taylor, prima forza americana del torneo e in assoluto favorito del pubblico insieme a Shelton, incassa l'11esima sconfitta su 11 da un tennista infinito, che a 38 anni raggiunge la quarta semifinale Slam su quattro dell'anno e diventa il più anziano di sempre a riuscirci: altro record per Nole e altra vittoria importante per 6-3 7-5 3-6 6-4.

Tutto troppo facile per le prime due teste di serie Jannik e Carlos. Il primo si libera facilmente del suo amico e compagno di Davis Musetti, mettendo in mostra l'ampio divario tennistico che corre tra i due su manti hard e regolandolo 6-1 6-4 6-2 nel primo quarto di finale Slam tutto italiano; lo spagnolo invece si sbarazza senza preoccupazioni di Lehecka con un 3-0 mai in discussione.

La semifinale di Sinner con Aliassime si divide in due fasi: quella pre e quella post fastidio addominale del n.1 del mondo. Jan inizia il suo match come di consueto, da asfissiante robot infallibile, e annichilisce il canadese per 6 giochi a 1. Nel secondo parziale accusa dei problemi fisici e la sua intensità di gioco cala, non permettendogli di stare al passo con il ritmo e l'intensità di Felix, che da parte sua mette in campo un tennis davvero di alto livello e a cui in questi anni ci ha abituato solo saltuariamente. Perso il parziale per 6-3, Sinner si rimette in carreggiata e, con quello che ha e che può, riesce a chiudere i successivi due set di misura ma non senza difficoltà: in quasi ogni game Felix gli presenta una gran lotta, costringendolo anche a salvare palle break e sudarsi il 6-1 3-6 6-3 6-4 finale.

Djokovic-Alcaraz dura purtroppo solo due set, perché nel terzo Nole è ormai sfinito e il fisico non gli concede di tenere ancora botta ai ritmi forsennati che impongono due 20enni terribili come Alcaraz e Sinner. Carlos la chiude per 6-4 7-6 6-2 su un Djokovic che comunque per due set si è difeso egregiamente, perdendo il primo parziale per un solo break (subito in apertura) e il secondo, molto equilibrato, in un tie-break (7-4) in cui avrebbe anche potuto spuntarla e strappare il set allo spagnolo.

E ancora una volta, per la terza consecutiva finale Slam e per la quinta volta nell'anno, a contendersi il titolo Major non potevano che essere Jannik Sinnere Carlos Alcaraz, di gran lunga i due tennisti più forti del mondo che in questo 2025 hanno senza dubbio giocato "un altro sport" rispetto a tutto il resto della concorrenza.

Considerando il record di spettatori e share raggiunto da Supertennis la sera della finale, sappiamo che questa per noi amara finale newyorkese è stata vista da chiunque dei nostri lettori (ma forse di tutti gli italiani in generale!) e sarebbe superfluo raccontarvi il 6-2 3-6 6-1 6-4 con cui Alcaraz ha alzato il suo sesto Slam, secondo negli Usa,e si è ripreso la prima posizione nel ranking completando la perfetta alternanza con Sinner negli Slam annuali (Melbourne-Sinner, Parigi-Alcaraz, Wimbledon-Sinner, New York-Alcaraz). Al tempo stesso però Veronica vorrebbe dire la sua e magari proporre un punto di vista poco comune e addirittura contrario a quello di Jannik stesso...

La performance in finale di Carlitos è stata straordinaria, specialmente grazie a tre fattori che hanno fatto tutta la differenza: forma fisica tirata a lucido, che gli consentiva di correre come un dannato, arrivare su ogni palla e spingere al meglio con i fondamentali grazie alla spinta delle gambe; servizio, migliorato in questa tournée americana in maniera notevole; risposta, anch'essa portata al massimo della resa e dell'efficacia, nonostante alcuni errori dovuti all'eccessiva foga, ma sempre commessi in momenti poco determinanti del match.

Dal lato suo Sinner è stato invece solo l'ombra del n.1 del mondo visto in campo nella finale parigina e in quella londinese, tanto da far dubitare sul suo effettivo stato fisico. Jannik è apparso infatti sulla scia della seconda fase del match giocato in semi con Aliassime, come se i problemi avuti in quel secondo parziale non gli avessero concesso, nemmeno nella finale di due giorni dopo, di tornare allo stato monstre a cui abbiamo assistito per tutto il torneo fino a quel primo parziale vinto per 6-1 col canadese. Il tennis di Jannik è stato di certo scolastico, privo di un piano tattico studiato ed elaborato a puntino (a differenza invece di Carlos), ma come poter pensare alla strategia se già i colpi di base non rendono?

Il servizio è stato del tutto inadeguato, con un numero di prime palle pari al 48%, ovvero la percentuale più bassa di sempre di Sinner in una partita Slam! Il dritto si è macchiato di "cappellate" a dir poco discutibili, mentre il rovescio non ha avuto quell'efficacia che da ormai due anni lo rende il migliore del circuito... Gli errori non forzati con i due fondamentali sono stati davvero eccessivi e il problema fondamentale, fin da inizio match, è parso essere la differenza di spinta sia di dritto che di rovescio da parte dei due contendenti. Molto strano considerando che da varie stagioni è proprio Jannik il tennista del tour ad avere la più alta velocità media sia dal lato destro sia da quello sinistro col colpo bimane... E a conferma di ciò, nel quarto set della finale di Wimbledon lo stesso Carlitos, sbigottito e inerme, urlò verso il suo angolo "da fondo tira più forte di me!".

Jannik sostiene che a mancare nel suo gioco sia stata l'imprevedibilità, a suo dire causa della sconfitta.Eppure a noi è sembrato ben diverso: ciò che è mancato a Sinner è stato proprio... fare il Sinner!

Cari AceCreamers, questa settimana di "riposo" priva di tornei Ato non può che far rima con... Coppa Davis! Occhi puntati sull'ultimo turno di qualificazioni alla Final 8 di Bologna, specialmente in ottica Italia... perché scopriremo i nostri avversari ai quarti!

Alla prossima soffiata, Veronica 💃🏻