VERONICA #42: La maledizione di Musetti continua...

Cari lettori, bentornati sulla newsletter di Ace Cream!Questa edizione di Veronica non può che essere infrasettimanale, proprio come gli eventi della scorsa settimana che si sono conclusi di lunedì e martedì, andando a ridosso dei due importanti appuntamenti della settimana corrente: gli Atp 500 di Pechino e Tokyo.Mentre da una parte del globo, a San Francisco in California, si è svolta l'ormai consueta semi-esibizione della Laver Cup tra Europa e Resto del Mondo, in Oriente è iniziato lo swing asiatico su cemento, con i primi due eventi di Chengdu e Hangzhou di classe 250.
Buona lettura!
CHENGDU
Dei due tornei cinesi, quello che ci interessa in maniera più diretta non può che essere Chengdu, vista la partecipazione del nostro n.2 d'Italia Lorenzo Musetti come seconda testa di serie e unico vero top player presente in tabellone, nonché finalista dello scorso anno in quella sciagurata partita persa inaspettatamente con Jerry Shang.
Ad essere onesti, il torneo sembrava davvero essere stato apparecchiato perfettamente per il ritorno alla vittoria di un titolo del n.9 del mondo, mettendo fine a quell'attesa che dura da tre anni, ovvero dal torneo 250 di Napoli nel 2022, secondo e ultimo trofeo alzato dal carrarino (dopo Amburgo dello stesso anno). Eppure, ci ritroviamo a scrivere di un Musetti che ancora una volta fallisce la prova del 9, perdendo la settima finale consecutiva, e specialmente non riesce a convincere riguardo il suo gioco su manti hard, da sempre superficie ostica per il suo tennis così personale.
Godendo non solo del bye al primo turno ma anche di un draw alquanto alla portata, il nostro ha esordito con Prizmic regolandolo al terzo set e ha vinto agilmente quarti e semifinale passando su Basilashvili (6-3 6-3) e Shevchenko (6-3 6-1). Dall'altra parte del tabellone, capitanata dalla tds n.2 Darderi, ha prevalso il buon Alejandro Tabilo reduce da una stagione disastrata (dopo il grande balzo exploit avuto nel 2024) e da un crollo del ranking a n.112. Il cileno è però un ex top 20 e, malgrado sia un tennista discontinuo, poco ordinato e oseremmo dire con una non perfetta attitudine alla programmazione professionistica, rimane un vero sudamericano: coriaceo, rognoso e con quella inconfondibile garra latina che fa di lui un autentico osso duro. Dopo aver superato i due turni di qualificazione, Tabilo ha fatto piazza pulita eliminando tutti giocatori meglio qualificati, ovvero Thompson, Darderi, O'Connell e Nakashima (tds 4), e si è trascinato fino alla quinta finale della carriera e seconda su cemento.
Nonostante la netta superiorità tennistica del nostro alfiere, fin da subito l'errore di Lorenzo è quello di far fare partita a Tabilo e dargli la possibilità di potersela giocare. E Alejandro, da buon cagnaccio qual è, sfrutta la scarsa convinzione di Musetti e sul 3 pari lo sorprende col break, andando poi a chiudere il set in suo favore per 6-3. Nel secondo parziale Musetti fa il Musetti: trovandosi inaspettatamente alle strette e in svantaggio, reagisce e sfodera tutto il suo arsenale di colpi, dominando l'avversario tramortito e pareggiando con un ottimo 6-2.Giunti al set decisivo, il cileno non fa altro che aggrapparsi ai game sul suo servizio, difendendo il suo fortino dalle frequenti avanzate italiane, mentre in quelli in risposta riesce ad accaparrarsi appena 5 punti (contro i 15 vinti in risposta da Muso). In questa bagarre, Lorenzo riesce a conquistarsi due match point sul 6-5 in suo favore e servizio Tabilo, ma mentre sul primo è il cileno ad annullarglielo, sul secondo spreca tirando fuori un comodo dritto di manovra... Tabilo resiste e si aggrappa al servizio, come fatto per tutto il terzo set, spingendosi fino al tie-break. E proprio in questo fatidico game decisivo, Muso prima si porta avanti per 4-1 e poi subisce una striscia di 6 punti a 1 che in maniera insperata regalano al cileno il terzo titolo Atp proprio nel periodo più critico della carriera.
Che dire del nostro, ancora una volta a Lorenzo sono mancati il coraggio, il cinismo e la voglia di decidere il destino delle proprie partite, specialmente quando si tratta di giocare i punti importanti in maniera anche "sporca". Peccato, perché i grandi progressi mostrati in questa stagione ci hanno mostrato un Musetti meno estetico e attendista, più concreto e con un certo killer instinct che è caratteristico dei vincenti... Ma guardiamo il bicchiere mezzo pieno: l'italiano è sempre più vicino alla qualificazione alle Finals di Torino!
Oltre al già citato Luli Darderi, segnaliamo Sonego, terzo italiano in tabellone, vincente al round 32 con Juan Manuel Cerundolo e poi sconfitto in ottavi da Giron.
HANGZHOU
Ad Hangzhou continua la corsa del vero cavallo pazzo del circuito Atp: Sasha Bublik.
Il 2025 non può che essere stato l'anno della consacrazione del kazako, che per la prima volta con continuità all'interno di un'intera stagione sta dando prova più del suo genio che della sua sregolatezza, e a dimostrazione di ciò ci sono i ben 4 titoli a dimostrarlo: Halle, Gstaad, Kitzbuhel e Hangzhou, su tre superfici diverse!Alexander si presenta in tabellone da tds n.3 e, dopo il bye al primo round, si sbarazza senza troppi problemi dei modesti Vukic, Svrcina e Wu. All'ultimo atto incontra a sorpresa il francese Valentin Royer, qualificato n. 88 del mondo alla prima finale Atp in carriera. Il classe 2001 ha lottato duramente per tutta la settimana, prima superando le quali, poi battagliando con Kovacevic al primo turno e infine mettendo in fila ben tre teste di serie: la n.1 Rublev, favorito del torneo insieme a Medvedev, la 7 Learner Tien e in semifinale il connazionale Moutet, quarta forza del tabellone.E anche in finale l'emergente Royer ha venduto la pelle a caro prezzo costringendo Sasha a due tie-break, vinti entrambi per 7 punti a 4 dal kazako che alza l'ottavo trofeo della carriera.
Tra gli italiani, il nome più seguito non poteva che essere quello di Matteo Berrettini, al ritorno dopo mesi di assenza e frequenti infortuni e dopo quell'ultima partita giocata al primo turno di Wimbledon e persa al quinto set. Nonostante Matteo sia sembrato in leggera ripresa, la sua attuale condizione non è stata sufficiente a rimettere in moto il suo tennis, che ha ancora bisogno di tempo, ritmo e partite per tornare a far funzionare i suoi ingranaggi da peso massimo. The Hammer esce subito all'esordio con il giovane ceco Svrcina per 6-3 6-3, ma il suo comeback continuerà questa settimana nel 500 di Tokyo.
Niente da fare nemmeno per Arnaldi, parso in un infinito loop negativo di involuzione che si protrae da ormai inizio anno. La stagione per Matteo è quasi da dimenticare, se non per quella isolata vittoria su Djokovic al secondo turno di Madrid che poi lo spinse fino ai quarti, visto la sua discesa nel ranking di circa 40 posizioni... Matteo perde in apertura con Cazaux al terzo set.
Fa ben sperare invece la performance di Giulio Zeppieri, reduce dalla vittoria del challenger di Shanghai, capace di superare i due turni di quali battendo Draxl e Svrcina (poi ripescato come lucky loser) e passare il primo turno nel tabellone principale contro la wild card cinese Sun. Purtroppo, niente da fare per Giulione al round successivo, in cui ha dovuto cedere a Tien.
LAVER CUP
La giovane competizione a squadre creata da Roger Federer e Rod Laver quest'anno ha fatto tappa a San Francisco e per la terza volta su otto edizioni ha visto la vittoria del Team World.
Le due squadre, guidate dai nuovi capitani Yannick Noah (per l'Europa) e Andrea Agassi (per il Rerìsto del Mondo) che hanno sostituito McEnroe e Borg, hanno visto schierati da un lato Alcaraz-Zverev-Rune-Ruud-Mensik-Cobolli e dall'altro Fritz-De Minaur-Cerundolo-Michelsen-Fonseca-Opelka, con una riserva per parte, ovvero Machac e Brooksby.
Nella prima giornata, sul cemento indoor della California l'Europa si è portata in vantaggio per 3 punti a 1 con le vittorie in singolare di Ruud e Mensik su Opelka e Michelsen e con la super coppia Alcaraz/Mensik vincente su quella tutta a stelle e strisce Fritz/Michelsen. L'unico punto portato a casa per il Team World è stato firmato da Fonseca, vittorioso nostro malgrado su Flavio.
La seconda giornata vede come sempre l'aumento del valore di ogni match, che passa a 2 punti per ogni vittoria, e ha visto un totale dominio della squadra di capitan Agassi che si è aggiudicata tutti e quattro i match in programma, mettendo in saccoccia ben 8 punti e portando il complessivo a 9-3 in loro favore. Le tre vittorie in singolare, tutte per 2 set a 0 e per giunta contro pronostico, hanno avuto il nome di De Minaur (su Zverev), Cerundolo (su Rune) e, udite udite, Fritz su Alcaraz!
Chiamato alla remuntada, il Team Europe avrebbe dovuto vincere almeno tre dei quattro incontri della terza e ultima giornata, in modo da portarsi sul 12 pari e giocarsi tutto al cosiddetto "Decider", ovvero un aggiuntivo match di doppio della durata di un solo set che determina la squadra vincitrice. Ricordiamo infatti che nel day 3 ogni match vale ben 3 punti e infatti il n.1 del mondo Carlitos Alcaraz ha provato a trascinare i suoi il più possibile, prima affiancando Ruud nel doppio vinto contro Michelsen/Opelka e poi regolando Cerundolo nel suo match di singolare. Nel mezzo, De Minaur è riuscito però a spuntarla su Mensik portando il Resto del Mondo a match point. Sul punteggio di 12-9 a favore del Team World, a decidere il tutto è stato l'incontro Zverev-Fritz: da un lato il tedesco poteva pareggiare i conti, dall'altro l'americano scendeva in campo per chiudere la contesa. In una sfida tra n.3 e n.5 del mondo, Taylor ha prevalso per 2-0 regalando al Kid Andre Agassi la vittoria al primo anno da capitano di Laver Cup.
NEWS
QUESTIONI IRRISOLTE
APPROFONDIMENTI
- Musetti: i risultati in controtendenza con i titoli.
- Sinner oggetto di studio delle neuroscienze.
- Le fondazioni di Sinner e Alcaraz a confronto.
- Coppa Davis: Sinner sì o Sinner no?
- L'immagine di Roger Federer in discussione...
- A presto AceCreamers, vi lasciamo con un articolo in onore della seconda vittoria consecutiva in Billie Jean King Cup delle nostre ragazze in maglia azzurra, che regalano all'Italia il sesto titolo mondiale nel tennis femminile!
- Un grande grazie a Jasmine, Elisabetta, Sara, Lucia, Tyra e al capitano Tathiana Garbin 💙🇮🇹



