VERONICA #49: Carlos si prende la corona, Jannik lo scettro

Welcome back Acecreamers e buon lunedì!
E che lunedì! L'ultima settimana di tornei individuali della stagione 2025 ci ha lasciato nel modo più dolce possibile grazie ad una serrata finale di alto livello tennistico tra i soliti due, gli oramai inscindibili Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, assoluti e unici dominatori del circuito, in cui ha prevalso il nostro eterno preferito prendendosi per il secondo anno di fila lo scettro di Maestro.
Dal canto suo, lo spagnolo ha invece prevalso sull'altro grande fronte di battaglia, la corsa al n.1 di fine anno, grazie alle tre vittorie su tre ottenute nelle partite del suo girone, che gli hanno garantito l'aritmetica per la corona (con tanto di coppa!) di Atp Player of the Year. Ma se da una parte i Sincaraz hanno ancora una volta mantenuto le aspettative, non potremmo dire che in questa quinta edizione italica delle Finals siano mancate le sorprese e Torino è stata spettatrice di grandi battaglie in entrambi i gironi.
ATP FINALS - TORINO
Nella prima giornata di torneo, il girone intitolato alla leggenda Jimmy Connors ha visto scendere in campo Alcaraz e De Minaur, in un match che, nonostante i non pochi dubbi sul rendimento tennistico dello spagnolo su manti in cemento indoor, lo vedeva nettamente favorito sul "folletto" australiano. Eppure, come spesso accade, Alex riesce a sorprenderci e tiene botta a Carlitos per un intero set, recuperandogli il break subito e portandolo al tie-break. Anche nel tie la resistenza del classe 1999 non viene meno e perde il primo parziale per soli due punti (7-5); è proprio a questo punto però che la partita prende una piega diversa e il n.1 del mondo finisce per dominare il secondo set 6 giochi a 2. Il day 2 è stato invece il grande giorno per l'altro grande beniamino di casa Lorenzo Musetti, avversario di un Fritz che con un'inattaccabile prestazione al servizio non gli ha lasciato alcuno scampo: 6-3 6-4 da parte dell'americano, lanciato verso la semifinale insieme a Carlitos.
Come sapete, nel terzo turno del girone vanno ad affrontarsi da un lato i vincenti e dall'altro i perdenti dei due match precedenti. Ed è così che i due scontri, Alcaraz-Fritz e Musetti-De Minaur, ci hanno regalato le migliori partite della fase ai gironi. Taylor gioca un incontro fantastico, dando prova della sua caratura come uno dei migliori tennisti indoor al mondo, mettendo alle strette il n.1 e impugnando la partita grazie ad una sublime qualità in risposta; porta a casa il primo set al tie-break e nel secondo riesce a mettere a dura prova lo spagnolo, facendolo dannare pur di non concedere il break che potrebbe risultare fatale. I fuoriclasse però si vedono proprio quando sono alle strette, spalle al muro e all'ultima boccata di ossigeno rimasta per rimanere in superficie: Charlie si infila in una piccolissima crepa ed è lui a calare improvvisamente il break, per poi chiudere agilmente il set per 7-5 e portando in parità un match di altissima qualità. Nel parziale decisivo a prevalere è la sovrumana energia fisica del murciano, che gli consente senza troppi problemi di rifilare 6-3 ad un Taylor ormai con troppe poche energie rimaste per mantenere il livello over the top dei primi due. Il nostro Muso dal canto suo offre alla sua Torino una performance da guerriero infinito contro l'australiano, dando spettacolo per quasi tre ore in una battaglia in cui prima vince un lottatissimo primo set per 7-5, poi accusa il contraccolpo, cala di rendimento e soffre un rinvigorito De Minaur subendo 6-3, e infine rimonta un insperato break all'australiano nel terzo parziale proprio nel momento in cui si apprestava a chiudere la contesa. A questo punto Torino è una bolgia che sembra magicamente fornire ossigeno ed energia al suo alfiere, fino a pochissimo tempo prima ad un passo dal crollo fisico, e Muso col suo talento sopraffino da marmista di Carrara regala al PalaOlimpico dei punti eccezionali che culminano con un super passante di dritto, tirato con la forza della disperazione, con cui sigilla un epico 7-5.
Sebbene il match più atteso della quarta giornata fosse Alcaraz-Musetti, la sorpresa più inattesa è arrivata proprio dal grande sconfitto De Minaurche ribalta il pronostico contro Fritz e inaspettatamente lo regola per 7-6 6-3, rientrando in corsa per la qualificazione in semifinale. Qualificazione che, nostro malgrado, gli assicura Charlie passando senza storia per 6-4 6-1 su un Musetti davvero stremato dopo la battaglia con Demon e un finale di stagione letteralmente non-stop.
A fare da padrone nel girone denominato in onore dell'icona mondiale Bjorn Borg non poteva che essere il vero e unico padrone (per l'appunto) di casa: Jannik Sinner. A iniziare per primi sono però Sascha Zverev, già due volte campione delle Finals a Londra 2018 e nella prima edizione torinese del 2021, e Ben Shelton, alla sua prima qualificazione nel torneo dei Maestri: il tedesco prevale per 6-3 7-6 sul giovane americano che non ha ancora trovato del tutto una quadra nel suo tennis su indoor. È nella seconda giornata che inizia il torneo del nostro "messia" di fronte allo stesso avversario affrontato sull'indoor del Mille parigino, Felix Auger-Aliassime, che è da anni uno dei migliori interpreti dei manti coperti del circuito. Ma, proprio come nella sfida di qualche giorno prima, nessun problema per il nostro, capace di chiudere un tirato primo set per 7-5 e poi dilagare per 6-1 su un FAA che accusa dei problemi fisici. Ma ecco che nella terza giornata, superato il fastidio dovuto solo a crampi alla gamba sinistra, Felix si rifà subito e prevale per pochissimi punti in un testa a testa con Shelton, condotto alla pari dal primo all'ultimo 15, vincendo la battaglia per 4-6 7-6 7-5. Jannik invece continua imperterrito la sua rincorsa alla difesa del titolo di casa e non dà alcuna speranza ad uno sconsolato e impotente Zverev, messo a tappeto con un 6-4 6-3 senza appello.
Nel final day dei gironi, l'italiano campione in carica, già qualificato alla semifinale come primo del gruppo, chiude abbastanza velocemente la pratica Shelton per 6-3 7-6, mentre la sfida decisiva tra Zverev ed Aliassime vede il canadese imporsi per 6-4 7-6 senza che Zverev riuscisse mai a spostare l'inerzia della contesa dalla sua, finendo quindi per essere eliminato ai gironi al termine di una stagione di cui questa partita è stata un po' la fotografia.
Le due semifinali Sinner-De Minaur e Alcaraz-Aliassime hanno visto prevalere in maniera abbastanza netta le due prime teste di serie del torneo, dotati di un tennis troppo superiore a quello dei rivali: è bastato un Sinner un po' sottotono a mettere sotto De Minaur (7-5 6-2) per la tredicesima volta su altrettanti confronti diretti, mentre il miglior Alcaraz indoor della carriera ha fatto un sol boccone di Felix per 6-2 6-4.
Ed eccoci a quella finale tanto attesa e preannunciata già ad inizio torneo: Jannik Sinner contro Carlos Alcaraz. I match tra i due sono praticamente un altro sport rispetto alle sfide con e tra gli altri avversari, e questo non poteva di certo essere da meno. Nel primo parziale la contesa è talmente in equilibrio che basterebbero un paio di punti a determinarne il vincitore, tanto che Carlos riesce a procurarsi un set point sul punteggio di 6-5 e servizio Sinner, ma Jan lo annulla magistralmente con un'ottima seconda di servizio non controllata dallo spagnolo. Giunti al tie-break, la tensione è altissima e si avverte in tutto il palazzetto, anche perché i due danno spettacolo con degli scambi al cardiopalma, specialmente quello vinto col lob che lancia il nostro sul 5-4: a quel punto il n.2 del mondo chiude il set con un altro lob vincente e una prima di servizio che Carlos tira fuori.
L'inerzia del match è del tutto dalla parte di Jannik e, per i più accorti, continua ad esserlo nonostante il murciano riesca a strappargli il break in apertura di secondo set. Sul punteggio di 3-2 e servizio spagnolo, infatti, Sinner ha ormai superato quel fisiologico piccolo calo di concentrazione subito nel primo game, e si prende alla grande il contro-break con un punto rocambolesco e un po' fortunoso che termina con una splendida palla corta di dritto del nostro. L'equilibrio dura fino al 6-5 per l'italiano, quando Alcaraz si accinge a tenere il turno di battuta per raggiungere l'avversario nuovamente al tie-break: ormai confuso e nervoso, il n.1 tenta più volte delle incursioni a rete, che paiono più dei tentativi poco convinti piuttosto che un vero piano tattico, e infatti Jannik non fa sconti e grazie a vari passanti si porta al match point, sfruttato dopo un duro scambio terminato con l'errore bimane di Carlitos.
Ha prevalso quindi la solidità da fondo campo di Sinner, il suo gioco così lineare e adatto all'indoor e le sue straordinarie capacità da controattaccante, che mettono a dura prova e portano all'errore l'aggressività dell'acerrimo rivale. 24esimo titolo per Sinner, sesto dell'anno e terzo consecutivo, nonché secondo titolo alle Finals e 31 partite consecutive vinte su cemento indoor: Maestro.
INTERVISTE
QUESTIONI IRRISOLTE
APPROFONDIMENTI
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Veronica 💋


