VERONICA #5

Jan 23David Carrozzo9 min
Ace esegue il colpo veronica

Bentornati Acecreamers,

siamo a meno due dall'ultimo atto. Da questa stesura entriamo nel clou, quindi pronti alla lettura!

Main Topics:

🐍 L'Anaco(ND)a

✖️ La critica

🍝 Troppo Sinner, Peccato Sonny

🇩🇪 A tutto Sascha

L'ANACO(ND)A

Eunectes: "buon nuotatore", termine scientifico di derivazione greco-antica con cui ci si riferisce a quelle specie comunemente note come "anaconda".Difficile determinarne le dimensioni massime, perché troppo complicati da catturare, sono i più grossi, pesanti e lunghi tra quelli esistenti. Ma, specialmente, i più longevi. Si parla molto spesso di come Djokovic riesca a ipnotizzare il suo avversario, come fosse un serpente a sonagli, per poi abbatterlo con una dose del suo letale veleno tennistico, come un cobra. Tra tutti questi rettili, però, quello che davvero più sembra richiamare Novak, per il comune comportamento predatoriale, non è altro che l'anaconda.La partita di quarti di finale contro Alcaraz, considerata uno (se non il) match più atteso del torneo è stata un'altra, ennesima, prova di quanto il tennis del serbo sia più incline al "soffocamento" invece che all'"avvelenamento". Non essendo provvisto di veleno, l'anaconda avvolge la preda e inizia sempre di più a stringere la presa, per portarla a soffocare: proprio quello che ha messo in pratica il 10 volte campione nei 4 set contro il più giovane n.1 al mondo della storia.

Primo set, secondo game, primo break: a freddo Djokovic strappa il servizio ad Alcaraz. L'iberico se lo riprende subito dopo e i due si portano sul 4-4 in un match che sembra molto alla pari. A quel punto però Djoker accusa dei problemi alla gamba sinistra e prende il break, chiama MTO e al ritorno dagli spogliatoi compare con una fasciatura intorno alla coscia. Carlitos non si fa distrarre dall'interruzione e chiude il set, che sa di vantaggio fondamentale su un avversario di 37 anni suonati e 16 in più.L'anaconda dispone del naso sulla sommità del capo, questo gli permette di respirare nuotando nascosto sotto la superficie dell'acqua e tendere l'imboscata alla sua preda. E così fa Novak: proprio quando sembra che la situazione stia andando a suo svantaggio, lui te lo lascia credere.Durante il primo set si aveva la percezione che fosse lui quello a giocare leggermente meglio e, anche sotto di un set, nell'aria si avverte che sia ancora lui a "possedere" la partita. E così è, perché a inizio secondo fa ancora break a freddo, dimostrando di aver cambiato assetto tattico alla partita: gioca coi piedi sulla linea di fondo, in progressione, spinge di più e prende più rischi. La differenza in km/h di dritto e rovescio tra primo e secondo set si nota ad occhio e continua a fare la differenza nonostante Carlos riesca a recuperare il break poco dopo: il Goat sul 5-4 breakka a zero e inizia un altro match.

Da questo momento in poi Djokovic prevale perché è superiore ad Alcaraz in tutti e quattro i fondamentali del tennis: servizio, risposta, dritto, rovescio. Sebbene le sue qualità di ribattitore e backhander siano indiscusse da 15 anni, quelle di servitore sono spesso sottovalutate perché "subliminali" e "minimaliste". Nole è un servitore, non un battitore: la differenza è sottile ma determinante, perché lui non mira tanto a ricoprirti di punti diretti, quanto ad eseguire un primo colpo oculato e chirurgico per iniziare a tessere nello scambio la sua micidiale tela.

Alcaraz inizia man mano a soccombere, perché una soluzione nei turni di risposta non la trova, tanto che, sconsolato, pare chiedersi come sia possibile che subisca sempre quella traiettoria ad uscire che il serbo serve da destra. Sebbene in qualche modo trovi il break subito dopo averlo subito, nulla può contro il secondo che porta il n.7 del mondo al fatale 5-3 che si trasforma subito in 2 set a 1.

Nel terzo la storia non cambia: la sapienza tennistica di Djokovic prosegue l'andazzo del terzo set. Già da un po' ha iniziato a muoversi meglio e gli anti-dolorifici hanno iniziato a fare effetto, quindi Nole continua ad impostare la sua velocità di crociera, assorbire la potenza (spesso futile) dell'avversario e capitalizzare i punti cercando con estrema precisione di mettere la palla dove è più congeniale.

La differenza tra i due è ben più profonda di quanto appaia, perché non è solo tecnica e tattica, è cerebrale: Alcaraz pensa all'avversario in funzione di se stesso, Djokovic pensa a se stesso in funzione dell'avversario. Nessuno come Nole entra "in the zone", dentro alla partita, la studia, la apprende, la manipola. E, specialmente, non agisce per essere lui ad andare verso la vittoria, ma in modo che sia la vittoria ad andare da lui. Anche ad inizio quarto gela lo spagnolo, lo breakka subito e, da mestierante immortale dell'arte del tennis, conserva il bottino conducendo in vantaggio tutto il parziale per poi chiudere 6-4 una partita da manuale di sopravvivenza.

Nello scorso resoconto eravate stati avvisati: la Rod Laver Arena è ancora innamorata del suo re. E Novak sa ancora come entrare con maestria in simbiosi col suo campo preferito.

In semifinale c'è Zverev, che di sicuro appare più preparato dello spagnolo su questo manto, ma viene difficile immaginarlo vincente contro la ferocia mentale del 24 campione Slam.

Ps: Ci piace pensare che anche Nole legga Veronica 😇

LA CRITICA

Un paragrafo di Veronica oggi va dedicato allo "stallo" tennistico nel gioco di Alcaraz. A detta di molti l'iberico pare invincibile, senza punti deboli, pronto ad abbattere chiunque si trovi di fronte.La verità, però, è ben altra. Djokovic infatti ti mette a nudo, è in tutto e per tutto la prova del nove perché restituisce l'immagine di cosa sai sul serio fare e specialmente di chi davvero sei come giocatore. E quella prova Carlitos l'ha di nuovo floppata: a nulla sono serviti i cambiamenti tecnici su servizio, dritto e rovescio portati avanti durante la pausa interstagionale e accompagnati da modifiche alla sua racchetta.

Per affrontare Novak, oltre che reggerlo di tecnica, tattica, fisico e mente, bisogna prima di tutto stargli testa a testa dal punto di vista della "presenza". Bisogna reggerlo emotivamente e non farsi travolgere dalla sua enorme personalità, specialmente sul suo campo preferito, altrimenti si finisce paralizzati e in "congestione" tennistica. Se ciò accade, ed è ciò che è accaduto, nemmeno un ottimo allenatore come Ferrero può nulla in quelle piccole parentesi di dialogo, perché appunto ogni 15 è un mondo a sé e Alcaraz si trova ad affrontare quel mondo da solo.Juanki un paio di anni fa sosteneva che l'allievo fosse solo al 50/60% del suo potenziale, eppure in questi anni non è che ci sia stata una grande evoluzione...I limiti fisici per Carlos, brevilineo rispetto alla concorrenza e con baricentro basso, sotto gli occhi di tutti sono stati affiancati da limiti tecnici e mentali, messi a nudo da Novak, e questo deve far riflettere a fondo lo staff, che si è dimostrato "inutile" e "inerme" di fronte ad un avversario contro cui non si riusciva a trovare contromisure.

Che Djokovic se li sia portati tutti a braccetto è più che vero, ma non è normale che un giocatore e un team così vincenti si dimostrino così limitati quando il gioco si fa duro e quando il tennis ti induce per forza di cose a pensare.Carlos, sappiamo chi sei come tennista, ma chi sei come pensatore? Forse non basta più essere telecomandati dal buon Ferrero...

TROPPO SINNER, TROPPO POCO SONNY

La prova di The One è stata un vero e proprio "no contest", un ko tecnico senza se e senza ma tradotto in 6-3 6-2 6-1 contro il povero De Minaur. L'entusiasmo di tutta Melbourne verso il suo giocatore di casa è durato pochissimo, perché Jan lo ha sopraffatto dall'inizio alla fine in ogni fase del gioco, lasciandogli a malapena 6 game.Il fantasma del malore in ottavi con Rune è stato del tutto scacciato, per la gioia di tutto lo Stivale, e Sinner è apparso tirato a lucido a 360°. Non può però che dispiacere vedere Alex così dominato per la decima volta su dieci, per giunta di fronte al suo pubblico: Demon è uno dei giocatori più ammirevoli del circuito e merita un acuto nella sua carriera.Ora per Jannik c'è Shelton, suo rivale generazionale che lo ha messo nel mirino, ma sappiamo bene quanto il nostro sia pronto a vendicare il suo Sonny...

Si arresta la favola di Sonego, che ha gasato per una settimana e mezza tutt'Italia con le sue performance sopra le aspettative. A tratti è sembrato attraesse più lui del n.1, tanto siamo abituati alle prodezze dell'altoatesino, ma purtroppo è svanito il sogno semi azzurra...Lollo ha lottato da vero cuore granata, come in tutto il torneo, giocando testa a testa con Shelton per entrambi i primi due parziali, persi 6-4 7-5 a causa di qualche incertezza che gli è costata il parziale ambo le volte sul finale. Come sempre non si dimentica di dare spettacolo e ci regala un altro dei colpi più belli del torneo con una volée in tuffo (alla Becker) e la pallina che torna indietro nel suo campo.Dal terzo la musica sembra cambiare e l'americano cala specialmente di fisico, quindi Sonny con la sua solita resilienza si porta velocemente a casa il set per 6-4. Nel quarto la sensazione è che l'azzurro possa pareggiare i conti e portarla alla distanza, ma Ben, sebbene meno mobile di prima, si trascina al tiebreak e chiude per 7-4.Sonny sarà n.35 del mondo a fine torneo e torna in lizza per un posto in Davis a Bologna, la strada è ancora lunga ma questo sembra l'anno del ritorno del suo tremendismo.

A TUTTO SASCHA

Paul ha messo alla prova il n.2 del mondo Zverev per tre ore e mezza, giocando perfettamente alla pari due grandi set entrambi condotti al tiebreak. Ma Tommy tanto ha giocato bene questi parziali, quanto ha giocato male i tie... Li perde 7-1 e 7-0 sciogliendosi all'improvviso e mandando a fumo tutto ciò che aveva costruito. Qui si è vista la diversa caratura tra i due, con Sascha molto più abituato a giocare partite di questa portata su determinati palcoscenici.

Nel terzo l'americano stringe i tempi, accorcia e va di serve&volley, sorprendendo uno Zverev calato e sorpreso e agguantando un ottimo set che sa di rivalsa per 6-2. La trance agonistica però non prosegue, o meglio, prosegue ma implode per l'eccessiva frettolosità, e il tedesco dal canto suo reagisce da n.2 del mondo e domina per 6-1 il quarto e decisivo capitolo.

Siamo ad un passo dall'ultimo capitolo del primo Slam dell'anno:

- Sinner vs Shelton- Djokovic vs Zverev

All'ultimo appuntamento melbourniano,Veronica 💋🇦🇺