VERONICA #7

Jan 27David Carrozzo10 min
Ace esegue il colpo veronica

Buon inizio settimana Acecreamers,

e buona lettura dell'ultima Veronica targata AO del 2025!

Main Topics:

1️⃣ M3SSIA

😡 Maledizione!

🇮🇹 Le 11 meraviglie

M3SSIA

Australian Open 2024, US Open 2024, Australian Open 2025.L'avvento di Jannik Sinner, il Messia del tennis italiano, nell'Olimpo di questo sport era iniziato esattamente un anno fa a Melbourne grazie a quel capolavoro di finale vinta in rimonta da 2 set a zero sotto contro Medvedev. Partita da leggenda che rimarrà per sempre nell'immaginario collettivo, non solo dei più sfegatati appassionati, e che ha cambiato del tutto la dimensione del tennis in Italia.Ed è ancora a Melbourne Park che ritorna a fare tappa, con il terzo trionfo Major del nostro Predestinato.

La finale di ieri contro Alexander Zverev è stata l'opposto di quella battaglia soffertissima e quasi miracolosa che il prodigio riuscì a ribaltare con una resilienza da paura. Già, l'opposto, come opposta è la dimensione del Sinner di ieri confrontata con quella di oggi: da giovane prodigio sfidante ad indiscusso n.1 del mondo.Se quella fu destino, questa è stata dominio.Tre set a zero puliti nientemeno che al n.2 del mondo, performati da dominatore totale senza che mai gli sfuggisse il controllo della scena durante l'intero match: 6-3 7-6 6-3.

Il settimo atto dello Slam australiano inizia con un testa a testa equilibrato fino al 3 pari, quando i meccanismi ad alta ingegneria di Sinner entrano in funzionamento massimo. Una delle "leggi" non scritte del tennis, infatti, dice che molto spesso è proprio al settimo/ottavo gioco che un set svolta e viene strappato il break decisivo, che per nostra fortuna è a favore dell'italiano. Jannik ruba il turno di servizio ad un Sascha che sul break point avanza in maniera troppo titubante verso la rete e tenta una volée fuori posizione sul tentativo di passante altoatesino. Sinner chiude 6-3: la storia della partita sembra già abbastanza definita e ben indirizzata.

La palla di Jan ha una pesantezza diversa da quella di Zverev e non c'è bisogno di chissà che conoscenza tennistica o dell'orecchio assoluto per rendersene conto, basta infatti accendere la tv, alzare un po' il volume e fare caso alla differenza di suono (per noi amanti del tennis è suono e non rumore) tra l'impatto racchetta-pallina del n.1 e quello del n.2 (ma anche di quasi tutti gli altri). Quello del nostro è infatti secco, pieno, senza "sbavature" sonore di un colpo scentrato o sporco, è quello di chi spacca in due la pallina muovendo il corpo con coordinazione fluida ed esecuzione di gesti aerodinamici con lo strumento (la racchetta). Per quanto Sascha sia nettamente migliorato nei due fondamentali di dritto e rovescio rispetto al passato, questa crescita può vedersi e dire tanto contro avversari di ottimo livello ma svanire quando dall'altra parte della rete c'è un eccezionale picchiatore quale Sinner, che ha una cilindrata superiore a chiunque quando spinge sia col colpo naturale sia con quello bimane, sia a destra sia a sinistra. Ecco perché negli scambi da fondo è sempre JS a colpire con più forza e impattare bello saldo coi piedi sulla riga di fondo col pallino del gioco in mano, costringendo AZ a subire l'iniziativa e doversi per forza di cose posizionare a qualche metro dalla linea per remare e avere più tempo per reggere il ritmo.

Il drittone tedesco è poi un colpo ancora troppo macchinoso e arioso per opporsi ai fondamentali sinneriani, quindi, a maggior ragione su un manto veloce come quello melbourniano, Sascha non può che perdere ad ogni esecuzione quelle frazioni di secondo che gli garantirebbero un equilibrio fifty-fifty nello scambio. Man mano, frazione persa dopo frazione persa, Sinner lo fa arretrare, colpire in ritardo con meno potenza, subire la sua progressione e prevale: 72-56 il bilancio tra punti vinti e persi negli scambi lunghi (oltre i 9 colpi) per Zverev nelle 6 sfide prima della finale, 14-29 contro Sinner...

Il secondo set viene condotto dai duellanti fino al tiebreak. Jannik sembra un po' calato al servizio, sebbene lo abbia comunque gestito in maniera oculata per tutto il match, ma Zverev gli dà una bella mano col suo rivedibile andamento in risposta. Sotto 6-5, l'italiano va a due punti dal perdere il set sul 30 pari e si salva con il punto della finale: un intenso duello con Jan che gioca la smorzata chiamando Sascha a rete e lo trafigge con un grande passante bimane in lungolinea. Di certo tra i due la differenza è notevole anche nel gioco di volo, in cui il n.2 da sempre è un po' impreparato, nelle uscite dallo scambio con le palle corte e nella fase di contrattacco con passanti sulle avanzate avversarie.Nel tie si procede fino al 4-4 quando un nastro italiano accomoda la palla subito al di là della rete e regala il cruciale minibreak a Jan, che chiude il parziale al servizio per 7-4.L'ultimo e decisivo set è il meno combattuto, il break per Sinner arriva al sesto game e il campione in carica si conferma vincitore di Melbourne chiudendo 6-3 un match con poca epica e mai in discussione.

Terza vittoria Slam per Jannik su tre finali raggiunte, all'inverso terza sconfitta per Alexander su tre.Il primo Slam per il tedesco sembra proibito e potrebbe non arrivare mai per un ragazzo che a 28 anni non solo è ben oltre il periodo di "salto di qualità" della carriera, ma si è trovato a fronteggiare prima il duopolio Djokovic-Nadal e ora quello Sinner-Alcaraz. Questi ultimi, ben più giovani di lui, sembrano essergli sempre superiori perché più completi di tecnica, testa, personalità e con la vera stoffa dei campioni che invece sembra mancare al tedesco soprattutto negli Slam.Jannik supera il record italiano di due Slam vinti di Nicola Pietrangeli e per la terza volta in questo millennio un vincitore Slam non offre alcuna palla break durante tutto il torneo, inutile dirvi chi furono gli altri due... Roger Federer a Wimbledon 2003 e Rafael Nadal a New York 2017.

Bellissimo e commovente il tenero abbraccio tra Jan e Sascha al momento della premiazione, col nostro che consola l'avversario dimostrando l'umanità che lo contraddistingue tanto quanto quella forza bruta con cui si lancia come dominatore anche in questa stagione.

MALEDIZIONE!

Si infrange per la terza volta il sogno Slam dei nostri specialisti del doppio e per la seconda volta il nostro sogno di una doppietta italiana singolo-doppio a Melbourne...Dopo AO e Parigi dello scorso anno, Simone Bolelli e Andrea Vavassori hanno mancato ancora il sogno del loro primo titolo Slam in coppia, nonostante abbiano conquistato tre finali negli ultimi cinque, lasciando Pietrangeli-Sirola (Parigi 1959) e Bolelli-Fognini (Melbourne 2015) come uniche coppie italiane capaci di issarsi a campioni Major.

La partita è stata una battaglia folle di oltre tre ore (pazzesco per un match di doppio) terminata 6-7 7-6 6-3 per i vincitori di Wimbledon Heliovaara-Patten, sesta testa di serie in tabellone, con un primo set thriller che ha probabilmente destabilizzato i nostri alfieri, nonostante lo abbiano vinto, e compromesso l'umore della coppia italiana per il resto dell'incontro.

Dopo aver breakkato a freddo i n.13 e n.14 del mondo, difendono il loro servizio fino al 5-4 quando Bolelli va a servire per il parziale. In quel game rocambolesco, i nostri perdono due punti per due invasioni millimetriche di Andrea: sulla prima Wave tocca la rete col piede eseguendo una volée che sarebbe stata decisiva, commettendo un'invasione fisica, e sulla seconda il suo piatto corde impatta la pallina prima che superi la rete e arrivi nel suo campo, ovvero non rispettando il prolungamento immaginario della rete e commettendo invasione aerea. L'inerzia del set si inverte del tutto perché avviene il controbreak, Bole e Vava, scossi, si ritrovano all'improvviso sotto 6-5 e a servire per rimanere nel parziale. Vanno sotto 0-40, ma annullano tre breakpoint e riescono a trascinarsi al tiebreak.

Questo tie è surreale, di certo uno dei più assurdi mai visti da Veronica, talmente equilibrato che termina 18-16 per gli italiani, grazie ad un rovescio al corpo violentissimo di Bolelli che minibreakka e ad un dritto dello stesso che chiude un set drammatico di un'ora e mezza.Nel secondo continua imperterrito l'equilibrio del primo, ma i nostri sembrano aver perso quella convinzione che li aveva condotti fino alle due invasioni del fatidico decimo game del primo. Meno cinici e meno sprizzanti di energia positiva, si portano di nuovo al tiebreak, che a questo giro finiscono per perdere 7-5 senza riuscire ad "azzannare" la partita e chiudere in due.

A questo punto, Harri ed Henry, molto più continui della nostra coppia nel rendimento di tutta la finale, breakkano a freddo sfruttando il netto calo di energie italiano e chiudono 6-3 un parziale fatto di errori da "sciuponi" e poca lucidità da parte di Simone e Andrea.

Davvero peccato, perché questa finale a differenza delle due precedenti li vedeva favoriti e quel primo set vinto faceva ben sperare... Probabilmente è stato invece quasi controproducente e ha fatto pendere la bilancia da Heliovaara/Patten, che, sempre molto razionali e costanti, non hanno mai perso l'andazzo del match nonostante la botta di quell'infinito tie perso.Da un lato la foga di Wave è implosa in mancanza di lucidità, dall'altro i 39 anni di Simo si sono fatti sentire quando il match è andato per le lunghe e le energie iniziavano a venire meno.

La strada però è quella giusta, anzi giustissima, e la nostra super coppia è lanciata verso un'altra stagione ai massimi livelli e al disperato inseguimento di quel primo titolo Slam che gli sfugge sempre per un soffio...

LE 11 MERAVIGLIE

Come ultimo capitolo di questa Veronica, vi lasciamo con il record italiano di 11 italiani in top 100!

Era già stato annunciato qualche settimana fa con la vittoria di Ciccio Passaro al primo turno di Melbourne, ma solo oggi diviene ufficiale grazie alla stilatura del ranking Atp post Australian Open. Il record apparteneva al 5 aprile 2021, quando per la prima volta nella storia comparvero 10 italiani tra i primi 100 tennisti al mondo, ed è stato battuto poco meno di quattro anni dopo, a riprova di quanto la Federtennis abbia svolto un eccellente lavoro di crescita negli ultimi 15 anni.

Anni in cui il tennis è esploso come fenomeno di massa nel nostro Belpaese e ha portato l'Italia per ben due volte di fila in capo al mondo con le vittorie in Coppa Davis.

Di seguito gli 11 italiani in top 100 oggi, a cui ovviamente si aggiungono Simone Bolelli e Andrea Vavassori, rispettivamente n.10 e n.11 del ranking Atp di doppio.

1. Jannik Sinner17. Lorenzo Musetti33. Matteo Berrettini34. Flavio Cobolli35. Lorenzo Sonego40. Matteo Arnaldi47. Luciano Darderi83. Luca Nardi88. Fabio Fognini90. Francesco Passaro98. Mattia Bellucci

👀 I prossimi appuntamenti:

Atp 250 Montpellier

Coppa Davis, primo turno di qualificazioni

A presto,

Veronica 💋