VERONICA #9

Feb 10David Carrozzo12 min
Ace esegue il colpo veronica

Bentornati fantatennisti ed Acecreamers,

siete sulla nona sinfonia di Veronica!

Entriamo nel secondo mese di tennis stagionale, iniziato con la tappa olandese dell'Atp 500 di Rotterdam, buona lettura.

Main Topics:

🇳🇱 ROTTERDAM

💥 LA SCINTILLA BELLUCCI

❔ SINNER: GRAND SLAM?

🇺🇸 DALLAS

ROTTERDAM

L'Erasmusbrug e l'Ahoy Arena. Da un lato il simbolo più rappresentativo di Rotterdam, noto anche come Erasmus Bridge, dall'altro il centre court dell'impianto indoor Ahoy, sede storica del torneo di tennis più prestigioso d'Olanda e primo appuntamento indoor dell'anno.

L'albo d'oro del torneo presenta nomi titolatissimi della storia del nostro sport, quindi alla fine chi poteva vincerlo se non Carlitos Alcaraz? Prima testa di serie del torneo, viste le assenze del n.1 Sinner cancellatosi dall'entry list post Melbourne e del n.2 Zverev impegnato da questa settimana sulla terra sudamericana, non poteva che essere lui ad uscirne a campione, nonostante il cemento coperto non sia di certo la sua superficie preferita. Lo spagnolo ha ricavato il massimo nel suo primo febbraio giocato sull'indoor europeo (nelle scorse stagioni ha sempre preferito andare a giocare su terra argentina e brasiliana) e nessuno sul suo percorso è mai sembrato davvero in grado di eliminarlo: Botic VdZ gli strappa giusto il tiebreak del primo per poi venire schiacciato, Vavassori e Martinez schiantati con giusto tre game a testa, Hurkacz e De Minaur lo portano entrambi al terzo vincendo il secondo set, ma alla fine il murciano prevale senza troppe storie.

A proposito di Vavassori, non possiamo non sottolineare il valore di Andrea anche come singolarista. Nelle sue due vittorie in qualificazioni e in quella di primo turno contro il ben più quotato Auger-Aliassime, ha dimostrato quanto i miglioramenti in doppio siano stati producenti per le sue qualità di tennista a tutto tondo, capace di esprimere un tennis vintage di ottima caratura fatto di discese in attacco, serve and volley, smorzate, copertura della rete da volleatore puro, tante variazioni e lucidità tattica. La vittoria con Aliassime, sebbene per ritiro, ci ha dato un Wave diverso, come non l'avevamo mai visto prima in singolare, e con una forma fisica e mentale più che invidiabile. A detta di molti in questo momento è il doppista più forte del mondo a rete, noi ci aggiungiamo che con questo livello sarebbe anche in top 100 di singolo se non fosse così forte come specialista al fianco del suo Bolelli.

Non per questo, infatti, Bole e Vava hanno trionfato nel tabellone di doppio in finale contro Gille e Zielinski. Quinto titolo insieme, secondo dell'anno e terza finale stagionale su tre tornei disputati: prima coppia al mondo nella race per le Finals di Torino, n.6 Simo e n.7 Andrea.

Tra le altre teste di serie, si salvano soltanto Demon e Hurkacz, che si imbattono in Alcaraz rispettivamente in semi e finale, ma tutto sommato giocano un'ottima settimana. Brutta invece la figura di Medvedev, Tsitsi, Rune e Rublev: tutti fuori entro i quarti con avversari al di sotto del loro nome, con i primi due eliminati dal nostro Bellucci, Holger dal terraiolo Martinez e il secondo russo da Hubi, unico avversario davvero all'altezza.

LA SCINTILLA BELLUCCI

Mattia Bellucci.È lui l'uomo dei miracoli della settimana di Rotterdam, ennesimo membro di quella fantastica "Generazione-Sinner" che continua imperterrita a sfornare talenti tennistici dalle cantere italiane. Tutti giovani ragazzi nati tra il 2001 e il 2003, tutti in top 100 e per di più contemporaneamente: Sinner, Musetti, Cobolli, Arnaldi, Darderi, Nardi, Passaro, Bellucci.Generazione d'oro.

In questo torneo da sogno Mattia ha messo in fila gli olandesi Boogard, Brouwer e Rottgering tra le qualificazioni e il primo turno, ma, specialmente, prima Medvedev al secondo e subito dopo Tsitsipas ai quarti in due match eccezionali!Mentre i primi avversari erano infatti ben al di sotto del suo livello e del suo ranking, e quindi più che alla sua portata, Mattia ha fronteggiato i due top player a viso apertissimo per fare partita pari e sorprenderli del tutto.Facilissimo a dirsi, difficilissimo a farsi... Ma non per lui.

A guardare il classe 2001 italiano non può che venire in mente il mitico (e mistico!) Alexandr Dolgopolov, perché il tennis del nostro ragazzo coniuga una "non ortodossia" sia sul piano tecnico, sia su quello tattico, sia su quello di movimento, rendendolo un giocatore molto imprevedibile ed estemporaneo. E possiamo dire che lo richiama addirittura nella fisionomia!

Al servizio piazza la palla in modo vario e con una velocità abbastanza elevata per uno della sua stazza, 1.78 cm non sono infatti comuni nel tennis moderno fatto di giganti e big serve. Il dritto è esplosivo e capace di traiettorie atipiche da vero mancino, mentre, gioca il rovescio bimane in maniera old style, a la Jimmy Connors. Esegue entrambi i fondamentali anteponendo molto la spalla dominante, in modo da anticipare e colpire in fase di ascesa, e ha un'ottima manualità di volo e con le smorzate. Anche nelle esecuzioni di questi ultimi colpi, compie dei movimenti abbastanza personali e "spezzati", con una esecuzione tutta sua.Nel modo di muoversi sul terreno di gioco, richiama l'ucraino per l'ottima elasticità e la grande rapidità nella progressione dei passi brevi, che gli consentono di lanciarsi in corse sfrenate fatte di tanti piccoli passi per coprire più e meno lunghi spazi di campo.Differenze? Mentre da un lato Bellucci tende a lavorare la palla più di Dolgopolov e a controllare maggiormente la sua esplosività, l'ucraino giocava spesso piatto e tendeva a "sparacchiare" molto più del nostro, stile Camila Giorgi insomma...

Di certo, fin dai challenger Mattia ha sempre dimostrato caratteristiche di gioco da cemento più che da terra, quindi non stupisce che sull'indoor dell'Ahoy abbia avuto l'exploit della carriera e dato prova di quanto si adatti bene alle condizioni di questi manti.Daniil e Stefanos sono entrambi incappati in questa frenesia tennistica, a cui non sono riusciti a trovare una soluzione, perché incapaci di leggere il gioco dell'italiano, trovare contromisure e con la testa messa "sott'acqua" dal carattere coriaceo e garibaldino di Mattia.

Bellucci sembra infatti non temere nulla e performa come un tennista consapevole delle sue potenzialità, affamato di arrivare e ormai stanco di essere relegato a quel tennis di serie b del mondo challenger da cui è definitivamente uscito!

Se ti sei perso il Caffettino Tattico del nostro Vito, ecco il link con la sua breve e concisa analisi di Mattia per la semifinale contro De Minaur!

SINNER: GRAND SLAM?

Inutile girarci troppo intorno ed eludere l'argomento. Ce lo chiediamo tutti ogni anno, subito dopo che il vincitore degli Australian Open alza il trofeo Norman, da almeno 56 anni, ovvero da quando Rod Laver lo completò nel 1969.Era un'altra epoca, un altro mondo, un altro tennis, probabilmente un'altra era.E, a maggior ragione, ci si pone la domanda quando il campione di Melbourne si presenta come un dominatore del circuito, un tennista "all courts", un n.1 assoluto.Sebbene nessuno sia mai più riuscito a compiere l'impresa più iconica della storia del tennis, il mondo che gira attorno a questo sport continua a chiedersi imperterrito ad ogni stagione se sia quella giusta per assistere, almeno una volta nella propria vita, al Grand Slam.

Quindi, è più che lecito pensarci anche per il 2025: Sinner può fare il Grand Slam?

Risposta secca: no, probabilmente.Sinner è un potenziale giocatore da Grand Slam, sì, ma non ora. Non nel 2025 e a metà tra i 23 e i 24 anni.Jannik è ancora un giocatore acerbo. E l'età tennistica non si misura soltanto con l'età anagrafica, ma anche con l'età effettivamente passata a giocare a tennis e nel tour professionistico.Lui ha 23 anni e mezzo, quindi non è più chissà quanto giovane, non è più un 18/19/20enne appena arrivato alla Fonseca. Questo è vero.Ma Sinner sul campo da tennis e nel tour Atp ha davvero 23 anni e mezzo?No.

Ha iniziato ad allenarsi seriamente soltanto a 13 anni inoltrati (forse anche 14), quindi gioca da "soli" 10 anni. Non ha comonciato da fanciullo come la maggior parte degli altri (vedi Carlos che a 14 già aveva punti Atp e giocava il primo challenger della carriera).È costantemente nel tour dal 2020 (nel 2019 giocò pochi tornei) e da solo un anno lo vive da campione, ovvero da giocatore che punta a vincere gli Slam e lotta per il n.1.Nel complesso Sinner tennisticamente non ha 23 anni, ne ha qualcuno in meno. Per doti innate (fisiche, mentali, tecniche, attitudinali) e un percorso tennistico più che perfetto (quasi miracoloso) è riuscito a recuperare quel gap che aveva in partenza e bruciare le tappe, passando in nemmeno 10 anni dall'essere un ragazzino che gioca a tennis per divertimento all'essere il più forte tennista al mondo.E la sua acerbità la si vede ancora sia a livello tecnico sia a livello fisico, in quanto ha tutt'ora ampi margini di miglioramento, nonostante il suo status attuale gli basti per essere n.1 e vincere Major.Ma per fare il Grand Slam ci vuole molto molto di più. Ci vuole una conoscenza profonda di se stessi come giocatori, del tennis come sport in sé, degli avversari presenti nel tour e del tour stesso. Bisogna conoscere la stagione tennistica come le proprie tasche e sapere perfettamente come gestirla in funzione di se stessi (e non gestire se stessi in funzione di essa). Bisogna preparare in maniera certosina tornei da disputare, allenamenti, preparazione e vita, in modo da arrivare al 101% in ognuno di quei quattro periodi di due settimane che servono per completare il Grand Slam.E a tutto ciò poi va aggiunta la fortuna, che fa sempre il 50% di ogni cosa. Ci vuole la fortuna per far accadere un'impresa del genere (tanto difficile quanto vincere nello stesso anno i Tre Grandi Giri del ciclismo). Questo perché ciò che possiamo controllare, per quanto lo controlliamo in maniera perfetta, non sarà mai più di tutto ciò che non possiamo controllare. E sappiamo benissimo quanto basti anche un nonnulla per svegliarsi storti in una singola mattina e perdere una delle 28 partite che servono per fare il poker.

Se guardiamo un attimo alla storia del tennis, chi davvero è riuscito a toccare concretamente l'ipotesi Grand Slam? Nessuno, solo Djokovic nel 2021.Quelli che l'hanno completato (o sfiorato), incluso Laver nel 1969 quando lo fece da professionista, hanno avuto a che fare con un Grand Slam che c'entra poco con il Grand Slam di oggi. Specialmente per un motivo molto semplice: si giocava su due superfici (erba e terra) e non su tre, perché AO e USO erano su erba. Vincere quattro tornei su tre superfici diverse è tutto un altro mondo rispetto a vincerli su due.Tre superfici richiedono un mix enorme di caratteristiche di gioco, allenamenti, preparazione a lungo termine, tecniche, tattiche, adattamenti, variazioni, che deve mettere in pratica alla perfezione un singolo giocatore all'interno di nove mesi (sì, nove e non dodici, perché sono nove i mesi tra Melbourne e New York).Se già farlo su due superfici era un'impresa, figuriamoci su tre...E infatti, da quando esistono tre superfici negli Slam, non solo nessuno lo ha mai completato, non solo nessuno è andato ad un passo (a parte Novak), ma nessuno (a parte Novak) è riuscito a vincere i primi tre Slam (che capitano in ordine su tre superfici diverse).

Se poi consideriamo i tre Slam finali, deduciamo che da Parigi a New York i giocatori hanno solo tre mesi in cui devono preparare tre superfici diverse, terra-erba-cemento, cambiando quindi terreno di gioco per due volte in davvero pochissimo tempo. Impresa che soltanto un giocatore nella storia è riuscito a compiere, Nadal nel 2010.Inoltre, i giocatori che sono riusciti a vincere i primi due Slam si contano sulle dita di una mano: Wilander '88, Courier '92, Djokovic 2016/21/23 e Nadal 2022.

L'anno in cui Djokovic è andato ad un passo (e ricordiamo che quel passo finale è in realtà più difficile di tutti e 27 i precedenti), aveva la bellezza di 33/34 anni e un'esperienza da navigato consumato di questo sport. Per carità, di certo Sinner non dovrà diventare ultrantenne per poter davvero puntare a farcela, ma molto probabilmente i suoi 23/24 anni del 2025 non saranno sufficienti a fare addirittura meglio di ciò che fece Novak.

Dall'altra parte, però, non si può negare che la situazione attuale del tour Atp non sia in realtà così tanto ostica, visto che i veri contendenti agli Slam, ed avversari di Jannik, sono tutti per un motivo o per un altro al di sotto del livello di Sinner.Djokovic infatti giocherà Parigi da ormai 38enne e, per quanto è vero che abbia ancora un livello da campione Major, ad ogni Slam che passa le possibilità di Novak di vincerne un altro diminuiscono considerevolmente. È però anche vero che, se dovrà vincere il 25esimo, è molto più probabile che lo vinca quest'anno e non nei prossimi...Alcaraz è spesso incostante e potrebbe essere in una fase della carriera in cui è più concentrato a perfezionarsi, sia tennisticamente sia mentalmente ed emotivamente.Zverev quest'anno farà 28 anni, non più così giovae da alzare il proprio livello e poter esplodere, e per forza di cose ormai non all'altezza del miglior Sinner possibile in versione Slam (vedi finale a Melbourne).

DALLAS

Come ultimo argomento di questa Veronica, trattiamo molto velocemente l'Atp 250 sul cemento di Dallas , che ha visto fronteggiarsi in finale Casper Ruud e Denis Shapovalov.Quest'ultimo, in una settimana di particolare ispirazione da mancinismo, vince il titolo (il terzo della carriera) e si rilancia di forza in top 50 dopo esser sceso addirittura fuori dai 100 negli ultimi mesi.

Da segnalare le sconfitte premature di tutti i top tennisti americani e delle altre teste di serie: Fritz, Machac, Paul (tutti e tre per mano di Denis), Shelton e Tiafoe.

🔛 Prossimi appuntamenti settimanali:

Atp 250 Buenos Aires, terra

Atp 250 Delray Beach, cemento

Atp 250 Marsiglia, cemento indoor

A presto,

Veronica! 💋