Wild card Wimbledon 2026: Berrettini e Chwalinska rischiano

Wimbledon assegna fino a otto wild card per ogni tabellone di singolare, e le assegna seguendo due criteri quasi mai dichiarati ma sempre rispettati: i risultati passati ai Championships e l'interesse britannico. L'AELTC può anche non distribuirle tutte, e può darle a stranieri. Le prime nomination arrivano la settimana del 15 giugno. Su questa griglia, Stan Wawrinka e Gael Monfils, entrambi all'ultima stagione, partono favoriti per un invito d'addio, Grigor Dimitrov è il caso più incerto, mentre Matteo Berrettini e Maja Chwalinska sono fuori discussione per il main draw per una ragione puramente di calendario.
I due assi del criterio AELTC: passato a Wimbledon e narrazione di addio
Il comitato non sceglie sul ranking, sceglie sull'interesse. La storia recente lo dimostra: Wawrinka stesso ricevette la wild card del 2023 sulla scorta dei suoi tre Slam. È lo stesso schema che ha già funzionato due volte nel 2026: Wawrinka è entrato con un invito agli Australian Open (sconfitta al terzo turno con Fritz) e ha avuto la wild card a Roland Garros, poi assorbita dall'entry list dopo il forfait di Musetti, prima di perdere al primo turno con il lucky loser de Jong.
Questo è il punto tecnico che orienta tutto. Un giocatore che annuncia il ritiro e ha vinto uno Slam attiva entrambi i criteri: storia e narrazione. Wawrinka non ha mai alzato il trofeo a Londra, ma è campione Slam, è all'ultima stagione, ed è già stato premiato dagli altri tre major dell'anno. Negargli Wimbledon mentre Melbourne e Parigi gliel'hanno concessa sarebbe un'anomalia. Parte favorito netto.
Monfils attiva lo stesso meccanismo dal lato del capitale di simpatia. Anche lui è all'ultima stagione, avendo annunciato che il 2026 sarà il suo addio al circuito, e a quarant'anni che compirà a settembre porta vent'anni di presenza e un richiamo di pubblico che a Londra pesa. La differenza con Wawrinka è una sola: non ha lo Slam in bacheca. Il suo agente ha già richiesto formalmente la wild card per Wimbledon, e il criterio "addio di un veterano amato" l'AELTC lo ha onorato più volte. Candidatura solida, un gradino sotto Wawrinka solo per il peso del palmarès.
Dimitrov: il caso che mette in tensione i due criteri
Qui la griglia si complica. Dimitrov è il candidato che il primo criterio premia e il secondo punisce. Nel 2024 era arrivato agli ottavi di finale ai Championships, dove si era ritirato contro Medvedev, e proprio a Wimbledon, nel 2025, conduceva due set a zero contro Sinner prima di rompersi il pettorale: il quinto ritiro consecutivo per infortunio in uno Slam. È esattamente il profilo "ritorno da un infortunio di lungo corso" che l'AELTC ha storicamente protetto.
Il problema è il presente. Dimitrov è precipitato intorno alla posizione 170, la peggiore in oltre quindici anni, e a giugno 2026 sta ricostruendo la classifica nei Challenger (il torneo di Dublino è in programma la prossima settimana). Una wild card a un ex top-3 che fatica a vincere partite di buon livello è difendibile sulla carta ma rischiosa sul campo: l'erba premia il servizio e il gioco in avanti, due cose che un giocatore in piena ricostruzione fisica non può ancora garantire su tre set.
La probabilità reale dipende da quante wild card "sentimentali" l'AELTC vuole spendere. Se ne riserva una per Wawrinka e una per Monfils, lo spazio per un terzo invito internazionale a un giocatore fuori dai 150 si stringe. Coin flip, con la forma delle prossime due settimane sull'erba come variabile decisiva.
Berrettini e Chwalinska: il malinteso del calendario
Questi due nomi appartengono a un'altra categoria, e vanno tolti dalla griglia delle wild card al tabellone principale. Berrettini, finalista a Wimbledon 2021, era numero 105 prima del Roland Garros; il quarto di finale di Parigi gli ha fatto guadagnare 58 posizioni. Chwalinska era 114 ed è salita fino al 21 dopo la finale raggiunta a Parigi. Entrambi sono ora ben dentro i ranking da ammissione diretta.
Il punto è che la scalata è arrivata dopo la deadline per le iscrizioni di Wimbledon. La classifica che conta per l'entry list è quella congelata settimane prima, quando entrambi erano lontani dall'ingresso automatico. Risultato: non hanno bisogno di una wild card al main draw, ma di un posto nelle qualificazioni, oppure di una wild card per le qualificazioni. È una distinzione tecnica che il pubblico confonde, ma per l'AELTC è netta: una wild card al tabellone principale per un giocatore che ha appena fatto i quarti a Parigi sarebbe uno spreco di una risorsa scarsa.
La previsione, e cosa può smentirla
Sulla base dei criteri storici dell'AELTC, l'allocazione più probabile vede Wawrinka dentro come priorità quasi certa, Monfils dentro con buona probabilità, e Dimitrov come terzo invito incerto, in concorrenza con i candidati britannici che assorbono la quota maggioritaria delle wild card. Berrettini e Chwalinska non rientrano in questa lista: il loro percorso passa dalle qualificazioni, eventualmente con una wild card dedicata a quel turno.
La variabile che può ribaltare il quadro è duplice. Primo, quante wild card l'AELTC decide di tenere per i britannici: se la quota interna è alta, gli inviti internazionali scendono a uno o due e Dimitrov esce. Secondo, la forma sull'erba nelle prossime due settimane: una buona settimana di Dimitrov nei tornei di avvicinamento sposterebbe il suo caso dal "sentimentale rischioso" al "competitivo difendibile", e a quel punto la sua candidatura diventa molto più solida di quella di Monfils.


