Alcaraz a Vanity Fair: "Non voglio diventare schiavo del tennis"

NewsMay 132 min
Alcaraz a Vanity Fair: "Non voglio diventare schiavo del tennis"

Carlos Alcaraz ha parlato a Vanity Fair in un'intervista uscita il 12 maggio 2026, la prima lunga uscita pubblica dopo i forfait da Roma e dal Roland Garros per il problema al polso destro rimediato a Barcellona. Lo spagnolo ha toccato due nervi scoperti, l'infortunio e il rapporto con Jannik Sinner, e lo ha fatto con una sincerità che non gli si era ancora sentita in stagione.

Sul polso, Alcaraz non si nasconde. "In alcuni momenti non mi sono fermato per prendermi una pausa e questo mi ha portato a non giocare bene e a infortunarmi", ha ammesso, riconoscendo che la rinuncia alla trasferta italiana e a Parigi è il prezzo di un calendario che non ha saputo gestire. Il forfait dal Roland Garros, annunciato il 24 aprile, lascia il tennis senza il campione in carica a Parigi e consegna a Sinner una finestra ancora più larga in cima al ranking.

Sul rivale, Alcaraz sceglie la via dell'affetto dichiarato. "Lottiamo per lo stesso obiettivo, ma non c'è bisogno di odiarsi", ha detto, raccontando di una dinamica in cui in campo provano a "fare più male possibile all'altro durante la partita" salvo poi essere, fuori, "due ragazzi che vanno molto d'accordo". Lo spagnolo si è anche tirato fuori dai paragoni storici: "La nostra non è ancora paragonabile a quelle storiche del tennis, perché abbiamo ancora tanti anni davanti".

La frase che resta, però, è un'altra. "Non voglio diventare schiavo del tennis." Detta da chi ha appena compiuto 23 anni e ha già vinto sette Slam, suona meno come un cliché motivazionale e più come una richiesta di permesso, a sé stesso, di non rispondere a ogni convocazione che il circuito gli mette davanti. Il polso, per ora, ha deciso al posto suo.