Bellucci-Fritz: lo slice sul lato dei vantaggi è la leva dell'italiano

AnalisiSep 34 min
Taylor Fritz parte favorito netto contro Mattia Bellucci al secondo turno, e il margine sta quasi tutto nel servizio dell'americano, uno dei turni di battuta pi...

Taylor Fritz parte favorito netto contro Mattia Bellucci al secondo turno, e il margine sta quasi tutto nel servizio dell'americano, uno dei turni di battuta più difficili da rompere sul cemento. Bellucci ha un solo modo di restare in partita: tenere il proprio a costo quasi zero e far fruttare le due o tre palle break che vedrà in tutto il match.

Il conto delle palle break

Fritz sul veloce perde il servizio raramente, e Bellucci non è un giocatore che strappa spesso in risposta. Al meglio dei cinque set, con l'americano che andrà al servizio venti volte o poco più, il conto realistico è un break, forse due, quasi certamente non tre.

Questo cambia il senso della partita per l'italiano. Non è una gara di risposta e non può diventarlo. Ogni game in risposta è materiale gratuito: alzare la percentuale di prime in campo dell'avversario è l'unico obiettivo, e il resto è pazienza.

Fritz arriva anche in una fase in cui il servizio regge. A New York ha aperto battendo Darwin Blanch 6-3, 6-2, 6-4, e ad agosto ha vinto il titolo di Washington.

Lo slice sul lato dei vantaggi, e la risposta arretrata di Fritz

La leva tecnica di Bellucci è la sua mano sinistra. Il suo *slice* esterno sul lato dei vantaggi curva via dal rovescio bimane di Fritz, e i punti che contano di più (le palle break, i 30-40, i punti dopo un errore) si giocano proprio da quella parte del campo.

Il dettaglio che rende la cosa sfruttabile è la posizione dell'americano. Lo ha descritto Bellucci stesso dopo il primo turno:

"Si muove prima, sa giocare anche piuttosto lontano dal campo, a volte si allontana in risposta ed è uno che fa giocare tantissime palle".

Arretrare compra tempo, ma allunga il percorso laterale su una palla che si allarga: contro un mancino, ogni metro indietro costa mezzo metro di corsa in più verso l'esterno. Se Bellucci apre il campo lì, il primo colpo dopo il servizio glielo mette a disposizione.

Il problema è la frequenza con cui potrà usarlo, e dipende dalla percentuale di prime in campo. Il potenziale c'è: a Winston-Salem, contro Martin Landaluce, Bellucci ha chiuso con dieci ace vincendo 6-4, 6-7(3), 6-1. Il punto è tenere quel livello di servizio per tre set, non per uno.

Cosa ha detto Stoccarda, e cosa cambia sul cemento

Si sono già affrontati a giugno, quarti di finale a Stoccarda: Fritz ha vinto 5-7, 7-5, 7-5 in due ore e venticinque minuti, e a fine partita ha ammesso che nei primi due set Bellucci non gli aveva quasi lasciato occasioni.

Quel match, però, si è giocato sull'erba, dove gli scambi finiscono presto e le variazioni dell'italiano (slice basso, cambi di ritmo, discese a rete) hanno un effetto immediato. A Flushing Meadows la palla rimbalza più alta e resta in gioco più a lungo. Da fondo campo, in scambio neutro, il dritto di Fritz da posizione centrale è il colpo che decide, e l'italiano non ha lo stesso peso per contrastarlo.

C'è poi la distanza. A Stoccarda Bellucci ha sostenuto quel livello per due set e mezzo. Qui gliene servono tre vinti, e a New York ha appena ottenuto la sua prima vittoria Slam dell'anno, 6-4, 6-2, 6-0 su Zsombor Piros.

La previsione, e la condizione che la smentisce

Fritz in tre o quattro set. Il numero 10 del mondo contro il numero 95 su una superficie che premia il primo dei due non è uno scenario che chiede fantasia.

La condizione che ribalta il pronostico è misurabile in tempo reale: se Bellucci resta sopra il 70% di prime in campo nei primi due set e ne porta almeno uno al tie-break, il match si allunga e la variabile diventa la tenuta di Fritz, che nella seconda metà di agosto a Cincinnati è uscito nei quarti contro Brandon Nakashima. Sotto quella soglia al servizio, l'italiano non avrà abbastanza munizioni per arrivare al quinto.