Paolini-Cirstea: il 3-0 nei precedenti non conta niente

Jasmine Paolini ha battuto Sorana Cirstea tre volte su tre, l'ultima a Dubai nel 2024 (6-2, 7-6). I bookmaker la danno lo stesso sfavorita, 2,43 contro 1,55. Il mercato non sta sbagliando: fra quel Dubai e il terzo turno di oggi la rumena ha costruito la miglior stagione della carriera a trentasei anni, mentre l'unica azzurra rimasta nel singolare femminile arriva a Flushing Meadows dopo cinquantatré giorni senza una partita ufficiale. La variabile che decide il match è il primo appoggio di Paolini.
Cinquantatré giorni fermi, e un gioco che vive di gambe
Paolini non giocava dall'8 luglio, quando Marta Kostyuk l'ha eliminata nei quarti di Wimbledon. Ha saltato tutto lo swing americano sul cemento per curare il piede sinistro ed è entrata in tabellone con un bilancio stagionale di 15-13, testa di serie numero 19, con Marc Lopez rientrato nel team.
Il problema tecnico è specifico. A 163 centimetri, il tennis di Paolini funziona quando arriva sulla palla in anticipo: prende la diagonale presto, accorcia i tempi all'avversaria, converte una posizione difensiva in un colpo di comando in due appoggi. Tutta questa catena parte dai piedi, e i piedi sono la prima cosa che si perde dopo quasi otto settimane senza match.
Il primo turno lo ha detto in chiaro. Contro Veronika Erjavec, numero 106 e ferma a 0-5 nel 2026, Paolini ha ceduto il secondo set e ha chiuso 6-3, 3-6, 6-4 in un'ora e quarantacinque minuti. Al microfono, subito dopo: "Ero nervosa, avevo le gambe pesanti. È stata dura tornare". Il derby con Lucrezia Stefanini (6-4, 6-1, un'ora e diciassette) è stato più pulito, ma una qualificata non ti sposta dal centro del campo.
Cirstea colpisce in salita, il modo peggiore di attaccare Paolini
Cirstea è numero 17 del mondo e ci è arrivata il 13 luglio, la giocatrice più anziana di sempre a entrare per la prima volta fra le prime venti della classifica WTA, a trentasei anni e tre mesi. Nel 2026 ha fatto i quarti al Roland Garros, ha giocato per intero il cemento americano e conosce questo torneo meglio di quanto dica il suo palmares: nel 2023, da numero 30, ci arrivò fra le prime otto passando da Rybakina e Bencic.
Il suo repertorio è costruito su una cosa sola: prendere la palla in salita e colpirla piatta, dritto in testa, per togliere tempo. Contro Diane Parry al secondo turno ha aggiunto il rovescio corto in diagonale per sfilare l'avversaria fuori dal campo, e ha chiuso 6-2, 7-5 senza mai perdere il controllo dello scambio.
Quel repertorio contro Paolini pesa il doppio. Una palla piatta e profonda su cemento veloce sale alta sul rovescio dell'azzurra e la spinge indietro; da due metri dietro la riga Paolini non ha il braccio per riprendersi il campo, ha le gambe. Se le gambe non rispondono, il pattern si ripete a ogni quindici.
Dove Paolini può ancora vincerla
La risposta. Contro Erjavec ha strappato il servizio sette volte, e quando è in ritmo restituisce profonda al centro togliendo a chi serve il primo colpo di attacco. È esattamente il pallone che Cirstea non vuole vedere: a trentasei anni il suo margine si assottiglia quando deve costruire lo scambio da fermo invece di chiuderlo entro il terzo colpo. Il secondo set contro Parry, con due palle del match sprecate sul 5-4, è il promemoria di cosa succede quando la rumena deve giocare tre colpi in più del previsto.
L'altro dettaglio a favore dell'azzurra è l'orario. Si gioca sullo Stadium 17 come primo match di giornata, non nella sessione serale sotto i riflettori dell'Ashe: campo piccolo, palle nuove, meno tempo per pensare.
Cirstea parte favorita, e le quote la mettono al posto giusto. La condizione che ribalta il pronostico è riconoscibile nei primi quattro game: se Paolini riesce a giocare dentro la riga di fondo e porta il primo set almeno sul 4-4, comincia a sbagliare per prima la rumena, perché il suo margine su ogni colpo è minimo. Se invece si ritrova a rincorrere sulla diagonale di dritto già dal terzo game, il match finisce in un'ora e venti. Chi passa affronta agli ottavi la vincente di Jessica Pegula e Leylah Fernandez, in programma lo stesso giorno. Per Paolini sarebbe il secondo ottavo a New York dopo quello del 2024, e ci arriverebbe con tre partite nelle gambe invece di zero.


