Berrettini contro Davidovich Fokina: come ha accorciato gli scambi

Matteo Berrettini ha battuto Alejandro Davidovich Fokina 1-6, 7-6(1), 6-4 in due ore e ventuno minuti, e ha vinto due punti in meno dell'avversario: 92 contro 94. Quel conto dice qualcosa di preciso: lo spagnolo ha giocato il tennis migliore, Berrettini ha scelto meglio dove spenderlo. Dal secondo set Berrettini ha riportato il baricentro della partita sul proprio turno di servizio, e lì ha concesso quasi nulla.
Il primo set è andato come doveva andare
Trenta minuti, 1-6, e un bilancio degli scambi da fondo campo di 18-7 per lo spagnolo. Davidovich Fokina ha aperto il campo con il dritto lungolinea ogni volta che Berrettini provava a tenere la diagonale, e ha tolto all'azzurro il colpo su cui si costruisce tutto il resto del suo tennis, il dritto sulla risposta corta.
Il dato che pesa più del punteggio sta sulla seconda di servizio. Davidovich ha vinto il 71% dei punti con la sua seconda palla, Berrettini il 29%. Con quella forbice non si gioca un set, si aspetta che finisca.
Va letto per quello che era: il primo set ufficiale di Berrettini dal 2 settembre, dopo quattro settimane senza partite. Il timing non arriva per decisione.
La risposta arretrata, e i 16 ace che ne sono venuti
L'aggiustamento che ha cambiato la partita non è di Berrettini. Davidovich risponde da ben dietro la riga di fondo sulla seconda di servizio dell'italiano, una posizione che ha senso contro chi serve pesante ma che regala all'avversario il tempo di presentarsi sulla palla successiva già in avanzamento. Berrettini ha preso quel tempo e lo ha usato tutto: turni di servizio chiusi in fretta, senza bisogno di costruire.
Ha finito con 16 ace e un solo doppio fallo, il 70% di prime in campo, il 69% di punti vinti con la prima e il 59% con la seconda. Con quei numeri sulla prima palla il turno di servizio diventa una formalità anche contro un avversario di questo livello.
Il secondo set arriva al tie-break, e lì Berrettini chiude 7-1. Nel terzo set lo schema è più netto: break in apertura, poi doppio break, un contro-break dello spagnolo, e nient'altro fino al 6-4.
Il conto dei punti spiega la rimonta meglio del punteggio
Punti totali: 94 Davidovich Fokina, 92 Berrettini.
I 94 dello spagnolo sono distribuiti male: una parte consistente arriva dai trenta minuti del primo set, quando ogni scambio si allungava. I 92 di Berrettini sono concentrati nei momenti in cui il punteggio pesa, tie-break e primi game di risposta. È il profilo tipico di una vittoria costruita sul servizio, e spiega perché una partita apparentemente in bilico sia finita con un solo set contendibile su tre.
Per il resto della trasferta asiatica il margine di Berrettini è misurabile in una riga: finché la prima palla tiene queste percentuali e il punto muore presto, tiene il campo anche contro avversari che gli stanno davanti in classifica, come lo spagnolo. Quando lo scambio si allunga, il conto torna a somigliare a quello del primo set. Contro Vallejo agli ottavi la domanda non è il livello, è quanti scambi lunghi riuscirà a rifiutare.


