Cobolli e il Tabellone Riaperto

AnalisiMay 296 min
Cobolli Roland Garros

Flavio Cobolli è arrivato a Parigi come decima testa di serie. Battendo Wu Yibing 6-4, 6-4, 6-4 al secondo turno, si è ritrovato qualcosa che non aveva mai avuto in carriera: una sezione di tabellone senza nessun giocatore davanti a lui per ranking. Medvedev fuori al primo turno con Walton, Sinner crollato al secondo con Juan Manuel Cerundolo nel quarto sopra, e il romano è ora la seconda testa di serie più alta rimasta nella metà alta del tabellone, alle spalle del solo Auger-Aliassime. Il quarto di finale, per la prima volta, non è uno scenario teorico. È a tre partite di distanza, e tutte e tre hanno una lettura tattica precisa.

Il profilo: perché questa terra premia il suo gioco

Cobolli costruisce il punto su un dritto a uscita da sinistra carico di topspin e su un servizio kick alto che gli apre il primo colpo di dritto in zona favorevole. Sul rosso, dove la palla sale di un palmo in più, il kick diventa una rampa per il dritto inside-out, lo stesso pattern con cui ha battuto Medvedev a Madrid (6-3, 5-7, 6-4) in aprile, prima vittoria in carriera contro un top-10 su clay. Il rovescio a due mani regge lo scambio neutro, raramente lo decide: per questo Cobolli ha bisogno di entrare nello scambio già con il primo colpo. Record 2026 su terra prima di Parigi: 9-5, con finale a Monaco di Baviera e quarti a Madrid; ora 11-5 dopo i primi due turni del Roland Garros.

La contropartita è il posizionamento di risposta, arretrato, spesso due metri e mezzo dietro la riga: funzionale al recupero del kick avversario, vulnerabile contro chi serve piatto e profondo nell'angolo. La seconda incognita è il fisico. A Roland Garros oltre il terzo turno Cobolli non è mai andato; l'unico vero precedente in campo Slam è il quarto raggiunto a Wimbledon 2025 contro Djokovic, su erba e in condizioni opposte a quelle parigine. Il tabellone gli chiede potenzialmente tre best-of-five in cinque giorni, due dei quali contro avversari capaci di stare in campo oltre le tre ore.

Il terzo turno: Tien, l'unico tabù tecnico della sezione

L'avversario al terzo turno è Learner Tien, diciottesima testa di serie, 19-9 sull'anno e fresco vincitore del 250 di Ginevra. È il giocatore tecnicamente meno favorevole tra quelli rimasti nella sezione.

Tien è mancino, e per Cobolli i mancini sono storicamente la categoria peggiore: il dritto a uscire perde il suo angolo naturale perché spinge sul dritto avversario, non sul rovescio. Per spostare l'asse dello scambio l'italiano dovrà alzare la frequenza del rovescio lungolinea, colpo che usa poco e con cui sbaglia molto. Tien arriva inoltre da una vittoria al quinto salvando due match point contro Diaz Acosta: psicologicamente è già passato dal giro di consolidamento che Cobolli, in cinque set, non ha ancora attraversato.

La variabile in suo favore è il servizio. Tien risponde profondo ma fatica contro il kick alto in zona body, e Cobolli usa quel pattern più di un terzo delle volte sulla seconda. Se l'italiano tiene la prima sopra il 65%, Tien dovrà spendere molto per restare nello scambio, e nel medio-lungo Cobolli ha il fondo migliore dei due.

Lettura: leggero vantaggio Tien sulla carta, coin-flip una volta in campo. Da seguire i primi due game di risposta dell'italiano: se non costruisce break point entro il sesto game, il match scivola.

Il quarto turno: il bivio Cerundolo o Svajda

Vincendo, Cobolli troverebbe il vincente di Francisco Cerundolo (25) contro Zachary Svajda. Sono due partite diverse per lui.

Contro Cerundolo, lo scambio diventa un test di pazienza puro. L'argentino è uno dei migliori del circuito per profondità di palla sul dritto in clay e condividerebbe con Cobolli l'idea di vincere il punto sul lato deuce. Decide chi sbaglia di meno nei primi sei colpi, e qui la stagione 2026 di Cerundolo sui 1000 di terra è sotto livello (zero quarti: secondo turno a Monte-Carlo, ottavi a Madrid, terzo turno a Roma), pur con il titolo 250 di Buenos Aires in bacheca. Partita aperta, con vantaggio marginale all'argentino per l'esperienza Slam su questa superficie.

Contro Svajda, lo scenario cambia. L'americano gioca piatto, genera poco kick, e contro un avversario che costruisce con il topspin alto si troverebbe la palla quasi sempre nella zona di colpo meno comoda. Qui Cobolli sarebbe favorito netto. Il romano ha quindi forte interesse a tifare Svajda venerdì.

La variabile Auger-Aliassime ai quarti

In caso di accesso al primo quarto della carriera a Roland Garros (e secondo Slam complessivo dopo Wimbledon 2025), l'avversario sarebbe con ogni probabilità Felix Auger-Aliassime, quarta testa di serie, già passato in cinque set su Altmaier e in quattro su Burruchaga. Il canadese è arrivato a Parigi con un 4-4 stagionale su clay e un solo quarto (Monte Carlo) come acuto: non è la versione 2022 di Auger-Aliassime, e i due primi turni faticosi lo dicono.

Dal punto di vista tecnico, il matchup pende verso Cobolli più di quanto suggerisca il ranking. Auger-Aliassime resta vulnerabile sulla seconda di servizio nelle sue partite parigine, e in scambi sopra i sei colpi tende a scaricare in errore prima del fondo campo. Cobolli è precisamente il giocatore che allunga lo scambio, sposta a destra e attende l'errore. Il canadese vince se accorcia: serve+1, accelerazione di dritto sulla risposta corta, qualche discesa a rete dietro lo slice. Quel piano richiede freschezza che, dopo due partite oltre le tre ore e mezza, potrebbe non esserci.

In un eventuale quarto, Cobolli non parte sfavorito. La forbice si gioca sui primi due set: se la partita arriva al quarto, l'italiano è davanti.

La previsione, e cosa potrebbe smentirla

Il pronostico realistico: Cobolli ha la prima vera occasione della carriera di arrivare a un quarto Slam su terra, e in generale al secondo quarto Major dopo Wimbledon 2025, ma la partita più dura della sua corsa è quella di sabato contro Tien, non il quarto contro Auger-Aliassime. Se passa il terzo turno, il resto del tabellone gli concede margine.

Lo scenario di smentita è doppio. Tien gioca uno dei suoi pomeriggi da mancino in fiducia, costringe Cobolli al rovescio lungolinea per uscire dallo scambio, e il romano accumula errori sul colpo che meno controlla. Oppure il caldo: Sinner è uscito anche perché crampato al quinto sopra i trenta gradi, e Cobolli non ha mai gestito un best-of-five sulla terra oltre il terzo turno. Se Parigi resta sopra i trenta gradi e Tien lo porta al quinto, il fisico pesa più della tattica.

Da seguire la velocità media della prima palla nei primi due turni di servizio sabato. Sopra i 185 km/h, Cobolli ha gambe e fiducia. Sotto i 180, vuol dire che il caldo e la pressione di un quarto Slam che pesa più di quello londinese stanno facendo il loro lavoro, e da lì il pronostico cambia.