Djokovic studia Sinner: l'allenamento visivo sotto esame

Carlos Costa, fisioterapista di Novak Djokovic, ha raccontato ad A Bola che il serbo osserva da vicino il lavoro di Jannik Sinner e ne chiede conto al proprio staff:
"Ad esempio, ci ha chiesto perché Sinner si dedicasse all'allenamento visivo e noi non lo facessimo. È costantemente alla ricerca di modi per essere il migliore al mondo".
Nella stessa intervista Costa descrive un giocatore che controlla ogni passaggio della giornata.
"Non ho visto mai niente di simile a Novak Djokovic. Presta attenzione a ogni dettaglio, come al tempo che ci mettiamo per dargli l'asciugamano",
racconta il fisioterapista, che aggiunge un particolare: Djokovic costruisce piccoli test interni allo staff per capire se il team stia davvero cercando le migliori strategie di recupero.
Il lavoro sugli occhi accompagna Sinner da quando era un ragazzino. L'optometrista sportivo Andrea Cagno, che collabora con la Federtennis da oltre quindici anni e ha seguito i giocatori azzurri delle categorie giovanili fino all'Under 18, ha analizzato le sue capacità visive insieme a quelle di Musetti e Nardi. Gli esercizi sono meno spettacolari di quanto suggerisca il nome: seguire con lo sguardo una pallina appesa a un elastico, con un occhio coperto, per allenare inseguimento e percezione della profondità.
La curiosità di Djokovic arriva in un momento preciso. Il serbo è uscito al primo turno degli US Open, battuto da Mariano Navone 7-6, 5-7, 4-6, 6-2, 6-1 in quattro ore e trentasei minuti, prima sconfitta all'esordio a New York in carriera. Sinner quel torneo l'ha saltato per un problema al ginocchio destro, e resta comunque numero 1 del mondo alla novantesima settimana in vetta.
Costa racconta anche l'altra faccia di quella curiosità.
"Ama aiutare i giocatori più giovani, si ferma spesso durante gli allenamenti per dare consigli ad altri tennisti, anche a quelli contro cui compete",
spiega, citando Félix Auger-Aliassime e João Fonseca tra chi si è rivolto a lui di recente.


