Jodar-Bublik: primo scontro diretto in Laver Cup

Rafael Jodar e Alexander Bublik si affrontano questa sera all'O2, non prima delle 20:00, senza precedenti: 0-0 negli scontri diretti, entrambi al debutto in Laver Cup. Il ranking del 21 settembre mette Jodar al numero 14, davanti a Bublik, e in questo caso il ranking è la cosa meno utile da guardare. Conta il formato: due set su tre con match tie-break al terzo. In un match compresso così, il numero di game di risposta utili per Jodar crolla. È lì che si decide.
Il 32% di break di Jodar non è quello che sembra
I due profili statistici del 2026 raccontano la partita quasi da soli. Jodar tiene il servizio nell'80% dei game e strappa quello avversario nel 32%. Bublik tiene molto di più e strappa molto meno.
Letta di getto, quella riga fa sembrare Jodar il favorito. Il problema è la provenienza del 32%. Lo spagnolo quest'anno è 20-4 sulla terra e 15-10 sul cemento: il suo tasso di break è gonfiato da mesi passati a rispondere da quattro metri dietro la riga, rimettendo la palla in più su una superficie che gliene dava il tempo. Sul cemento indoor quel tempo si riduce, e i game di risposta da giocare sono molti meno.
Il segnale d'allarme è recente. Allo US Open Jodar ha perso al primo turno da Bu Yunchaokete, lucky loser numero 124, con il punteggio di 6-2, 6-1, 6-1, senza procurarsi una sola palla break in tutta la partita. In conferenza ha escluso problemi fisici e stanchezza. Guardando i numeri, una spiegazione c'è: non è mai entrato nello scambio.
Dall'altra parte c'è un servizio che produce parecchio: 65% di prime in campo, 77% di punti vinti con la prima, circa nove ace e mezzo a partita. Al secondo turno di Flushing, contro Adrian Mannarino, è finita 6-3, 6-1, 6-1, e la partita si è decisa tutta nei suoi turni di battuta.
Dove Jodar può entrare: il 51% sulla seconda
Sotto quella tenuta al servizio c'è una crepa precisa. Bublik vince il 51% dei punti sulla seconda di servizio e commette doppi falli nel 4,4% dei punti al servizio. Per un giocatore che tiene il servizio con quella regolarità, è un valore basso: la sua tenuta dipende quasi interamente dalla prima palla.
Jodar vince il 41% dei punti in risposta contro il 34% di Bublik. Sette punti ogni cento è un margine reale, e l'unico che ha. Il suo servizio, nonostante 1,91 m di leva, rende il 69% di punti con la prima e il 64% di prime in campo: numeri discreti, non da duello a chi serve meglio. Contro Bublik quel duello lo perde.
La strada è una sola: posizionarsi dentro il campo sulla seconda, rispondere profondo al centro per togliere l'angolo al servizio e vincente di Bublik e trascinarlo nello scambio neutro, dove il kazako va a caccia della palla corta e della variazione perché non vuole costruire. Se Jodar arriva al quarto colpo con i piedi dentro la riga, è un'altra partita.
Il formato lavora per il kazako
Il miglior risultato del 2026 di Bublik dice più sul ritmo che sulla superficie: a Hong Kong, sul cemento, ha battuto Lorenzo Musetti in finale 7-6(2), 6-3. Nono titolo in carriera, due set, un tie-break, nessun tempo morto in cui perdersi.
Due set su tre con tie-break a dieci punti al terzo è il contenitore più piccolo in cui si possa infilare questa partita. Meno game di risposta per Jodar, meno margine per aggiustare la posizione sulla seconda, più peso su ogni singolo scambio deciso dal servizio di Bublik.
Bublik parte quindi leggermente favorito, contro la gerarchia del ranking, perché il formato amplifica il suo unico colpo dominante e comprime l'unico vantaggio di Jodar. Lo spagnolo avrà pochissime occasioni e dovrà convertirle quasi tutte.
Il campo nero dell'O2 quest'anno è sabbiato per allungare gli scambi, e resta l'unico elemento del contesto che lavora per lo spagnolo. La condizione che ribalta il pronostico, però, è più semplice da misurare: la percentuale di prime di Bublik. Sopra il 65%, la sua media stagionale, Jodar non vedrà più di una o due palle break in tutta la partita. Sotto il 60%, la seconda al 51% diventa un bersaglio e la risposta torna a contare. Da guardare anche il primo turno di battuta di Jodar in ogni set: allo US Open ha perso la partita nei game di apertura, e Bublik fa pagare subito le partenze molli.


