Italia-Ucraina: senza Kostyuk decidono le numero 2

L'Italia arriva alla semifinale di sabato a Shenzhen con un vantaggio che il ranking di singolare non fotografa: il doppio. Sara Errani (numero 13 del mondo in specialità) e Jasmine Paolini sono il terzo punto quasi garantito di ogni tie, e in un formato da due singolari più doppio quel punto pesa quanto gli altri due. Senza Marta Kostyuk, ferma per il problema al polso confermato dalla risonanza dopo lo US Open, l'Ucraina deve prendersi entrambi i singolari. Il tie si decide nel confronto tra le numero 2.
Il doppio è già assegnato, e l'Ucraina lo sa
Nei quarti l'Ucraina ha chiuso il tie proprio con il doppio, 6-3, 6-3 di Anhelina Kalinina e Lyudmyla Kichenok su Kempen e Salden, contro una coppia disomogenea, con Salden (108) in campo al fianco della più quotata Kempen (34). Kichenok è una specialista vera, numero 52 di doppio. Kalinina è 140 e arriva da una stagione costruita tutta sul singolare.
Contro Errani e Paolini il salto è di un'altra natura. Guo Hanyu e Jiang Xinyu, coppia stabile del circuito, hanno strappato un set alle italiane e nient'altro (6-3, 5-7, 6-3), poche ore dopo che Paolini aveva già chiuso il suo singolare con Zheng Qinwen. Oro olimpico e Roland Garros nelle ultime tre stagioni si traducono in automatismi a rete che una coppia messa insieme per l'occasione non recupera in una serata.
L'Ucraina ha perso la semifinale del 2025 contro l'Italia. Per ribaltarla, le serve il 2-0 prima del doppio.
Il probabile confronto tra le numero 2: Kalinina contro il buco azzurro
Qui si gioca la semifinale. Elisabetta Cocciaretto è scesa in campo contro la Cina e ha perso 0-6, 2-6 da Zhang Shuai, la peggior prestazione azzurra del torneo. È la stessa giocatrice che a gennaio ha vinto Hobart e che a febbraio ha battuto Coco Gauff a Doha risalendo fino ai primi 40. Oggi è numero 67, e nei quarti è stata l'unica azzurra a non portare a casa il suo incontro.
Le alternative di Tathiana Garbin sono Lucia Bronzetti (130) e Tyra Caterina Grant (150). Nessuna delle due è un miglioramento sulla carta.
Marchenko non ha ancora annunciato la formazione, ma Kalinina è la scelta attesa, ed è la giocatrice in forma dell'Ucraina. Rientrata dopo sei mesi di stop, è risalita nei primi 50 con tre finali consecutive nel 125 di Antalya e una finale WTA a Rabat. Contro Otzipka ha perso il tie-break del primo set e poi ha vinto 6-1, 6-1. È il suo modo di vincere da sempre, per accumulo: pochi vincenti, scambi lunghi, l'avversaria che cede quando la partita si allunga.
Il suo bilancio in carriera dice 57% di vittorie sul rosso contro il 44% sul cemento. L'hard indoor di velocità media di Shenzhen non è il suo habitat, ma i due titoli 125 di Limoges (l'ultimo a dicembre 2025) sono arrivati proprio al coperto. Lo split di superficie promette all'Italia meno di quanto sembri.
Svitolina, il numero 7 e il precedente di un anno fa
Elina Svitolina sta facendo la sua stagione migliore da anni: semifinale a Melbourne, quarti a Parigi, il titolo di Roma battendo Swiatek e Gauff entrambe al terzo set. Sulla carta il suo singolare contro Paolini è il punto più sicuro dell'Ucraina.
I quarti dicono altro. Svitolina è entrata in campo potendo chiudere il tie contro Greet Minnen, numero 217, e ha vinto il primo set 7-6(5) prima di perdere 4-6, 4-6. Interrogata dopo la partita sul peso del ranking in questo formato, ha risposto che conta meno della panchina e di una pressione diversa da quella del circuito.
Paolini, in Billie Jean King Cup, gestisce. Nei quarti ha allungato una striscia di vittorie consecutive nella competizione tra singolare e doppio. E dodici mesi fa, in questa stessa semifinale, era sotto 6-3, 4-2 contro Svitolina e ha vinto 3-6, 6-4, 6-4. Il precedente complessivo resta 2-1 per Svitolina, ma l'unica volta che le due si sono trovate in questa situazione ha vinto Paolini.
La previsione, e cosa può smentirla
L'Italia parte favorita, e il margine è più largo di quanto dica il confronto tra una numero 7 e una numero 20. Con il doppio quasi in cassaforte, all'Ucraina serve un 2-0 nei singolari, e per arrivarci deve vincere una partita (Kalinina contro la numero 2 azzurra) che dopo i quarti è diventata la più incerta del tie, e poi ripetere contro Paolini un tentativo già fallito un anno fa.
Il pronostico salta se Kalinina batte la numero 2 azzurra. Da lì la semifinale si riduce a Svitolina contro Paolini, e la Svitolina di Roma quella partita la vince. Il secondo segnale riguarda il carico di Paolini, che in ogni tie gioca singolare e doppio. Se l'Italia perde il singolare tra le numero 2, sabato Paolini deve vincerli entrambi, con Svitolina in mezzo.


