Djokovic-Tirante a Cincinnati: il rientro si decide nei primi turni di servizio

AnalisiAug 154 min
Djokovic-Tirante a Cincinnati: il rientro si decide nei primi turni di servizio

Novak Djokovic rientra oggi contro Thiago Agustin Tirante nel secondo turno di Cincinnati, cinque settimane dopo l'ultima partita ufficiale. Parte favorito netto e la classifica lo dice, ma il rischio di questo tipo di partita non sta nello scambio. Sta nella tenuta del servizio nei primi tre o quattro turni, quando il timing del lancio di palla è la prima cosa che uno stop lungo porta via. Se il serbo tiene lì, chiude in due set senza affanni. Se concede un break nel primo set, incontra un giocatore che ha appena passato tre ore in campo e non ha niente da perdere.

Cinque settimane di stop e zero rodaggio

L'ultima partita di Djokovic è la semifinale di Wimbledon persa con Jannik Sinner 6-4, 6-4, 6-4, arrivata tre giorni dopo il quarto contro Felix Auger-Aliassime durato cinque ore e quindici minuti, il quarto di finale più lungo nella storia del torneo. Da lì niente: ha saltato il Canada e ha scelto Cincinnati come unica preparazione allo US Open.

"Volevo avere almeno un torneo giocato prima di New York"

ha spiegato in conferenza stampa, aggiungendo che il corpo ha reagito bene dopo Wimbledon.

Il contesto stagionale è meno rassicurante. Djokovic è 14-5 nel 2026, con la finale a Melbourne e la semifinale a Londra come risultati migliori, e non ha ancora vinto un titolo. Non gli capitava dal 2024 di arrivare ad agosto a mani vuote.

Cincinnati resta comunque il posto giusto dove riprendere. Tre titoli qui (2018, 2020, 2023) e nessuna apparizione dal 2023, su un cemento rapido e con rimbalzo regolare che gli permette di rispondere da vicino alla riga senza inventare nulla. Il problema di oggi non è il campo, è il calendario.

Perché Tirante non è il sorteggio comodo

A Montreal l'argentino ha battuto Taylor Fritz 7-5, 6-3, terza vittoria in carriera contro un top 10 dopo Rublev e Shelton, e lo statunitense ci arrivava da campione a Washington. Poi ha ceduto a Learner Tien negli ottavi.

Qui a Cincinnati ha superato Jan Choinski 7-6(9), 6-7(7), 7-6(4) in quasi tre ore, tre tie-break, rimontando da 1-4 nel tie-break decisivo con sei punti consecutivi. È il tipo di vittoria che dice due cose opposte allo stesso tempo. Tirante compete bene nei momenti stretti e non molla il servizio sotto pressione. Ma ha anche speso tre ore di gambe con l'umidità dell'Ohio addosso, e in una partita che, sulla carta, non avrebbe dovuto durare così.

I precedenti sono zero. Tirante non ha mai visto dall'altra parte una risposta che rispedisce indietro la seconda con quella profondità, e il primo aggiustamento di un giocatore che non ha mai affrontato Djokovic quasi sempre arriva tardi, verso metà del secondo set.

La previsione, e cosa può smentirla

Djokovic vince, e la previsione ragionevole è in due set. Contro un avversario che costruisce il punto da fondo e vive di scambio, la ruggine sul servizio pesa meno di quanto peserebbe contro un giocatore che aggredisce la risposta e accorcia gli scambi. Il serbo può giocare il primo set appoggiandosi alla risposta e comprarsi i venti minuti che servono per ritrovare la prima palla.

La condizione che smentirebbe il pronostico è precisa. Se Tirante strappa il primo set, o anche solo lo porta al tie-break, la partita diventa una lotta fisica di due ore e mezza in condizioni calde e umide, contro un giocatore di trentanove anni al primo match dopo cinque settimane. Su quel terreno l'argentino ha appena dimostrato di sapersi muovere.

Oggi il numero da tenere d'occhio è la percentuale di prime di Djokovic nel primo set. Se resta alta la partita finisce presto, se cala si va a un terzo set che nessuno dei due aveva messo in conto.