Roland Garros: Chi arriva in finale?

Con Jannik Sinner uscito al secondo turno contro Cerundolo e Carlos Alcaraz ritirato prima del torneo per il polso, le semifinali del singolare maschile sono Alexander Zverev contro Jakub Mensik e l'inedito derby italiano tra Flavio Cobolli e Matteo Arnaldi. Il tabellone ha consegnato quattro profili tecnici molto diversi, e la finale uscirà dal modo in cui due variabili si combinano: chi tiene la prima palla sopra una certa soglia, e chi arriva a sabato con le gambe ancora intere. Su entrambe, Zverev parte avanti.
Zverev-Mensik: la diagonale lunga contro lo scambio breve
Si sono già visti un mese fa a Madrid, sul rosso, e il dato di quel match resta la chiave di lettura. Zverev ha vinto 6-4, 6-7(4), 6-3 portando il punteggio dove voleva lui: negli scambi lunghi. Ha avuto la meglio nei rally da fondo e ha tenuto Mensik più vicino alla riga in risposta, mentre lui arretrava per allungare lo scambio. È la geometria che descrive i due giocatori: il ceco vuole chiudere presto con la potenza, il tedesco vuole allungare lo scambio fino a vincerlo per attrito.
Su questa superficie, e su un Chatrier più lento del cemento, quel metro di differenza nella posizione di risposta pesa. Mensik a 20 anni ha il colpo per togliere a chiunque il tempo, ma a Parigi il rimbalzo gli concede meno punti gratis di quanti ne trovi a Miami, dove nel 2025 batté Djokovic in finale.
C'è poi il conto delle ore. Mensik è arrivato qui passando da una battaglia di quattro ore e quarantuno minuti con Navone, chiusa al tie-break del quinto. Zverev ha perso un solo set in tutto il torneo, contro Halys al terzo turno. A parità di colpi, la freschezza è di chi ha gestito il tabellone senza spendere.
Il derby italiano: l'efficienza di Cobolli contro le ore di Arnaldi
Cobolli e Arnaldi si sono affrontati cinque volte da professionisti, tutte sul rosso, e contando anche i Challenger il bilancio dice 3-2 per Arnaldi. A livello ATP sono però fermi sull'1-1, e l'ultimo precedente, quello che conta di più, è di Cobolli: proprio al Roland Garros 2025, in quattro set. E i numeri di questo torneo raccontano due cammini opposti.
Cobolli ha perso solo due set in cinque partite e ha tenuto percentuali di punti vinti con la prima molto alte lungo tutto il tabellone. Soprattutto, è stato più cinico nella conversione delle palle break rispetto ad Arnaldi. Su clay, dove i break arrivano e si restituiscono di continuo, quella maggiore efficienza nel trasformare le occasioni è la differenza tra chiudere un set in un turno di battuta e doverlo riprendere ogni volta.
Arnaldi è la rivelazione del torneo, numero 104 e primo semifinalista così basso in classifica da Dewulf nel 1997. Ci è arrivato vincendo due match al quinto set: solo per raggiungere i quarti ha accumulato 17 ore e 42 minuti di gioco, il cammino più lungo verso quel turno in uno Slam da quando si registrano i tempi di gioco (1991). È un capitale di fiducia, ma è anche un debito fisico. Contro un avversario che chiude gli scambi prima e serve meglio, le gambe stanche si pagano nei set finali, esattamente il terreno dove Arnaldi si è dovuto spingere a lungo per arrivare fin qui.
La previsione, e cosa potrebbe smentirla
La finale più probabile è Zverev contro Cobolli. Zverev è il favorito netto del torneo per pedigree sul rosso (43-10 in carriera a Parigi, finalista nel 2024) e per il vantaggio tecnico che ha già mostrato contro Mensik un mese fa. Cobolli parte favorito sul derby per efficienza al servizio e nella conversione, e perché arriva alla semifinale molto più fresco di Arnaldi.
Le condizioni di smentita sono due, e sono concrete. La prima è la testa di Zverev: nei suoi momenti peggiori il problema non è stato il braccio ma la gestione delle emozioni nei punti pesanti, e Mensik è il tipo di giocatore che, se entra in ritmo con la prima, può trasformare un set in una lotteria di tie-break dove l'esperienza conta meno. La seconda è il fattore campo del derby: Arnaldi conosce bene Cobolli, lo ha già battuto sul rosso, e se la partita scivola al quinto set entra il terreno che ha già calpestato più volte in queste due settimane. Se Cobolli non chiude entro quattro set, il pronostico si riapre.
Da seguire, sabato, la percentuale di prime palle dei due favoriti. Sopra il 65% Zverev e Cobolli portano la finale dove vogliono. Sotto il 60%, anche qui, un favorito può uscire.


