Rybakina e il club dei sei: 224 giorni tra due Slam

Graf, Seles, Hingis, Kerber, Sabalenka, Rybakina. Sei nomi in trentotto anni: è l'elenco completo delle giocatrici che hanno vinto Australian Open e US Open nello stesso anno solare dal 1988. La sua brevità dice qualcosa di preciso su come è fatto il calendario del tennis.
Il 1988 non è una data arbitraria. Fino al 1987 l'Australian Open si giocava a Kooyong, sull'erba. Dall'edizione successiva il torneo si è spostato a Flinders Park, oggi Melbourne Park, abbandonando il prato per il Rebound Ace. Da quel momento i due tornei condividono la stessa famiglia di superfici. Oggi Melbourne usa il GreenSet e New York il Laykold, entrambi dal 2020, due prodotti con velocità e rimbalzi diversi ma gli stessi gesti richiesti. Vincerli tutti e due nello stesso anno dovrebbe essere il doppio più accessibile del circuito. Non lo è.
Duecentoventiquattro giorni
La finale di Melbourne 2026 si è giocata il 31 gennaio, quella di New York il 12 settembre. In mezzo ci sono 224 giorni, la distanza più ampia tra due major dello stesso anno. Roland Garros e Wimbledon sono separati da tre settimane. Australian Open e US Open stanno ai due capi opposti della stagione.
Questo cambia la natura dell'impresa. Ripetersi sulla stessa superficie è la parte semplice. La parte difficile è arrivare a settembre con lo stesso tennis di gennaio, dopo quattro mesi su terra e su erba che per una giocatrice da cemento valgono soprattutto come usura.
Chi vince a Melbourne ci arriva a stagione appena aperta, con il corpo riposato e la pressione della classifica ancora tutta davanti. Chi vince a New York ci arriva dopo otto mesi di fusi orari, tornei obbligatori e infortuni accumulati, spesso difendendo qualcosa. Il doppio titolo sul cemento chiede di superare due esami che misurano cose diverse.
Chi c'era prima
Per quasi trent'anni questa lista è stata un sottoprodotto del dominio. Steffi Graf nel 1988 vinse tutti e quattro i major più l'oro olimpico di Seul, e l'anno dopo ne vinse tre, perdendo solo la finale di Parigi contro Arantxa Sánchez Vicario. Monica Seles fece lo stesso nel 1991 e nel 1992: tre major a stagione, saltando Wimbledon nel primo caso e perdendone la finale nel secondo. Martina Hingis nel 1997 vinse Melbourne, Wimbledon e New York a sedici anni, fermata soltanto da Iva Majoli nella finale del Roland Garros.
Nessuna delle tre puntava ai due tornei sul cemento. Li hanno vinti perché vincevano quasi tutto.
Tra Hingis e Angelique Kerber passano diciannove anni, e il senso della lista cambia. Kerber arrivò al 2016 senza nessuno Slam in bacheca. Vinse Melbourne a gennaio, perse la finale di Wimbledon, prese l'argento olimpico a Rio, vinse New York e chiuse l'anno da numero uno. Non era la giocatrice dominante di quella stagione, aveva costruito un anno irripetibile, e infatti non lo ripeté più. Sabalenka nel 2024 ha confermato il modello nuovo: una specialista del cemento che raccoglie i due tornei disegnati per il suo tennis, senza aver mai vinto un major su terra o su erba.
Il caso Rybakina
Rybakina è la versione più netta di questo secondo tipo. Nel 2026 ha perso al secondo turno del Roland Garros contro Yulia Starodubtseva, la sua uscita più precoce a Parigi dal 2020. A Wimbledon, il torneo che ha vinto nel 2022, si è fermata al terzo turno contro Elise Mertens. Il 20 agosto a Cincinnati si è ritirata contro Iga Swiatek sull'1-4 del primo set per un problema alla caviglia sinistra. Ventitré giorni dopo era in piedi sull’Arthur Ashe con il trofeo in mano.
Ai due estremi della stagione ci sono due finali contro la stessa avversaria. A Melbourne il 31 gennaio ha battuto Sabalenka 6-4 4-6 6-4. A New York il 12 settembre ha vinto 6-4 5-7 6-2, interrompendo una striscia di diciannove vittorie consecutive della bielorussa allo US Open. Entrambi i titoli sono arrivati contro la numero uno del mondo, il cui posto Rybakina occupa da lunedì 14 settembre: trentesima giocatrice a raggiungerlo da quando esiste la classifica WTA, nel 1975, e prima kazaka.
C'è un dettaglio che rende la sua posizione nella lista particolare. Rybakina è campionessa Slam dal luglio 2022, ma quel Wimbledon non le ha assegnato un solo punto: il torneo era stato privato del ranking dopo l'esclusione di russi e bielorussi. Per quattro anni la classifica ha descritto una giocatrice diversa da quella che aveva alzato il piatto d'argento sull'erba. I due tornei sul cemento hanno sistemato il conto, e lo hanno fatto in tre set, come del resto è successo in tutte e tre le sue finali Slam vinte.
La lista dei sei non registra chi è stata la migliore giocatrice dell'anno. Ci fa capire chi è stata la più forte sulla superficie che apre e chiude la stagione, e chi è arrivata più o meno intera all'altro capo del calendario. Per questo comincia nel 1988, per questo tra Hingis e Kerber sono passati diciannove anni, e per questo il successo e l’annata di Rybakina vanno sottolineati.


