Squalifica Vondrousova: il tour si compatta, Tomljanovic attacca l'Itia

Marketa Vondrousova è stata sospesa per quattro anni dall'ITIA dopo essersi rifiutata di sottoporsi a un test antidoping il 3 dicembre 2025, quando un'ispettrice si è presentata a casa sua in Repubblica Ceca in tarda serata. La ceca ha lasciato l'appartamento per portare a spuntare il cane e ha firmato il modulo di rifiuto. Il tribunale indipendente ha stabilito che le sue spiegazioni non offrivano "alcuna giustificazione convincente", fissando la fine della squalifica al 21 giugno 2030.
La decisione ha scatenato un'ondata di solidarietà nello spogliatoio femminile. Marta Kostyuk, Sorana Cirstea, Sloane Stephens, Paula Badosa, Linda Noskova, Clara Tauson, Anett Kontaveit, Ons Jabeur, Karolina Muchova, Coco Gauff ed Eva Lys hanno espresso pubblicamente vicinanza alla giocatrice dopo il suo lungo messaggio su Instagram, in cui Vondrousova ha ribadito di non essersi mai dopata.
Tra le voci più dure c'è quella di Ajla Tomljanovic, che ha definito l'ITIA "molto arrogante" e "presuntuosa", accusandola di comportarsi come se le giocatrici fossero colpevoli a prescindere. L'australiana ha puntato il dito anche contro l'app usata per localizzare le atlete ai fini dei controlli: "Non funziona per metà del tempo, eppure se perdi un test conta come una mancanza. Dopo tre mancanze vieni sospesa". Tomljanovic ha inoltre criticato la prassi dei controlli serali a sorpresa, dicendosi comprensiva verso chi, vivendo da sola, non si sentirebbe sicura ad aprire la porta a un'estranea di sera.
Vondrousova, prima giocatrice non testa di serie a vincere Wimbledon nell'era Open, battendo Ons Jabeur 6-4, 6-4 in finale nel 2023, non esclude di presentare ricorso al Tribunale Arbitrale dello Sport. Il caso arriva a pochi mesi dalle polemiche sulla gestione delle vicende di Iga Swiatek e Jannik Sinner, e la stessa Vondrousova ha dichiarato che l'agenzia volesse "dimostrare il proprio potere" dopo le critiche di eccessiva indulgenza ricevute in quei due casi.


