US Open, il percorso di Musetti: tre turni di rodaggio, poi il conto

AnalisiAug 295 min
US Open, il percorso di Musetti: tre turni di rodaggio, poi il conto

Lorenzo Musetti arriva a New York da tredicesima testa di serie, sette mesi dopo il ritiro nei quarti dell'Australian Open contro Novak Djokovic. Conduceva 6-4, 6-3 e si è fermato sotto 1-3 nel terzo per un problema alla coscia destra. In quel torneo di gennaio, da numero 5 del mondo, aveva battuto Tomas Machac e Taylor Fritz. Da lì la stagione si è spezzata in due: il rientro a marzo a Indian Wells, poi la lesione al retto femorale rimediata a Roma, che gli è costata Roland Garros e Wimbledon, e la ripartenza a Washington a fine luglio. Il sorteggio gli concede tre turni per rimettere insieme servizio e gambe, e dal quarto in poi gli chiede esattamente quella cosa lì.


Fery, Moutet, Darderi: tre partite che valgono più del ranking

Al primo turno c'è Arthur Fery, semifinalista a Wimbledon a luglio partendo da numero 114 e da wild card, con Flavio Cobolli eliminato nei quarti e la corsa finita contro Zverev. Da lì è salito fino al numero 36, e oggi gioca la finale del 250 di Winston-Salem. Non si sono mai affrontati. Qui il contesto pesa più del livello dell'avversario: Musetti gioca la sua prima partita Slam da gennaio contro un giocatore in forma e che a New York non ha nulla da difendere.

Al secondo turno il tabellone indica Corentin Moutet o la wild card Dane Sweeny. Musetti conduce 3-0 con il francese, che resta comunque l'avversario meno indicato per chi cerca ritmo: mancino, cambi continui di altezza e di lunghezza, palle corte, nessuno scambio uguale al precedente. Sono i due turni in cui contano la percentuale di prime e la durata media dei suoi turni di servizio.

Al terzo turno il derby con Luciano Darderi, testa di serie 21, contro cui è avanti 3-0. Sul cemento di Flushing Meadows il pesante di Darderi rimbalza più basso e più prevedibile che sul rosso, e il rovescio a una mano di Musetti lo gestisce da un'altezza comoda.


Zverev agli ottavi: lo stile aiuta, il precedente no

Con Jannik Sinner out per il ginocchio destro, Alexander Zverev è la testa di serie numero 1 e l'ostacolo del quarto turno. Il testa a testa dice Musetti 3-2, 1-1 sul cemento. L'ultimo precedente però è la semifinale di Vienna 2025, vinta da Zverev 6-4, 7-5.

Tecnicamente è anche il matchup che gli somiglia di più. Zverev e Musetti costruiscono entrambi con la palla alta e con la diagonale di rovescio, e i loro scambi si allungano finché uno dei due accetta di cambiare direzione per primo. Su questa superficie quel momento arriva prima, e quasi sempre passa dal dritto: sotto pressione, è lì che Zverev lascia il colpo più fragile del suo repertorio.

Poi c'è il formato. Cinque set premiano chi tiene il livello oltre l'ora e mezza, ed è la parte che a Musetti manca da quando è rientrato.


Ai quarti il conto aperto dell'estate

Nella metà bassa del quarto Alex de Minaur, numero 6, e Rafael Jodar, numero 12, si giocano il pass per i quarti. Per Musetti i due nomi non pesano uguale. Jodar lo ha battuto due volte in una settimana: quarti di Washington 1-6, 6-1, 6-4, terzo turno di Montreal 6-4, 6-3.

Il primo di quei due punteggi contiene la diagnosi. Musetti ha vinto il set d'apertura 6-1 e ha poi raccolto cinque game nei due successivi. A Cincinnati la stessa curva con una forma diversa: primo set in equilibrio fino al tie-break perso 7-2 contro Frances Tiafoe, secondo chiuso 7-5 dall'americano al quarto match point, due ore e diciassette minuti in totale.

Il suo tennis oggi vive quaranta o cinquanta minuti al livello che il seeding suggerisce, poi la seconda di servizio si accorcia e i turni di battuta si allungano. Jodar risponde da dentro il campo e non concede pause: contro di lui quella finestra si chiude prima ancora.

Fino a Darderi, Musetti parte favorito in ogni partita, e il quarto turno resta la soglia realistica di questo torneo. Contro Zverev ha uno stile che gli va bene e un bilancio complessivo in vantaggio, quindi non è una partita persa in partenza, ma resta un cinque set contro la testa di serie numero 1 chiesto a un giocatore che nell'ultimo mese ha perso due volte da Jodar e una da Tiafoe. Ai quarti, con Jodar dall'altra parte della rete, saremmo sotto. Con de Minaur sarebbe una partita aperta.

La condizione che smentisce tutto questo è misurabile già nella prima settimana. Se supera Fery e il secondo turno in tre set restando sotto le due ore, e se il derby con Darderi non arriva al quinto, allora la coscia regge il formato lungo e il testa a testa con Zverev conta davvero. Se invece cede un set a Fery, o si ritrova a servire per restare nel match contro Darderi, l'ottavo è già scritto.