Zverev a Shanghai: il pericolo arriva prima dei quarti

AnalisiOct 54 min
Zverev e il logo del Masters 1000 di Shanghai

Alexander Zverev entra al Rolex Shanghai Masters da testa di serie numero 1 per sottrazione: Jannik Sinner ha dato forfait per il ginocchio destro. Sulla carta il suo spicchio è il più leggero del tabellone, con Flavio Cobolli (6) e Alex de Minaur (9) come possibili avversari ai quarti. Il percorso però si decide prima, al terzo turno e agli ottavi, dove il sorteggio gli ha messo i due profili peggiori per il suo tennis.

Un campo che si è fatto lento, e cosa comporta

Shanghai si gioca al Qizhong su DecoTurf outdoor con palline Yonex Tour Platinum. Nel 2025 il court pace index è crollato a 32,9 dopo il 40,8 del 2024. Il valore 2026 non è ancora pubblicato, ma l'aria di ottobre fa il resto: l'anno scorso si è giocato sopra i 30 gradi con umidità oltre l'80%, e in quelle condizioni la palla arriva più pesante e più lenta.

Per Zverev il contesto taglia in due. Nel 2026 tiene il servizio in quasi nove game su dieci, e quel numero regge su qualsiasi superficie. In risposta vince poco più del 37% dei punti, quindi i break se li deve costruire game dopo game invece di strapparli in due accelerazioni. Su un campo che rallenta, le sue partite tendono a scivolare verso i tie-break, ed è lì che un favorito perde contro gente che non dovrebbe batterlo. Nel 2025 a Shanghai è uscito all'esordio contro Arthur Rinderknech, allora numero 54.

Terzo turno e ottavi: Blockx e Bublik

Dopo il bye, Zverev affronta al secondo turno Wu Yibing (wild card) o un qualificato. Il primo ostacolo reale è il terzo turno, dove il tabellone proietta Alexander Blockx. Il belga ha ventun anni, ha aperto il 2026 fuori dai primi cento e a settembre è diventato il primo belga di sempre nei quarti dello US Open, dove ha eliminato proprio Cobolli, quinta testa di serie, prima di ritirarsi contro Karen Khachanov. Prende la palla presto e toglie tempo: il tipo di avversario che costringe Zverev a giocare il colpo dopo il servizio in ritardo di mezzo passo.

Agli ottavi il nome proiettato è Brandon Nakashima (16), contro cui Zverev è 6-0, di cui 4-0 sul cemento. Nella stessa linea però c'è Alexander Bublik (19), che nel confronto diretto conduce 3-1 e sul cemento 2-0, con due successi in due set a Rotterdam e a Montpellier. Bublik arriva male, battuto all'esordio di Pechino da Jakub Mensik e fermo a 28-19 stagionale. Resta il giocatore che più di tutti sa rompere il ritmo a un palleggiatore: serve and volley, usa la palla corta, rifiuta lo scambio neutro. L'aria pesante di Shanghai gli toglie qualcosa, il sorteggio glielo restituisce.

Quarti, semifinale e finale proiettata

Ai quarti il tabellone dice Cobolli, che Zverev ha battuto quattro volte su cinque, inclusa la finale del Roland Garros 2026 in cinque set. Sul cemento non si sono mai affrontati, e l'italiano arriva dal primo turno perso a Pechino con Roman Safiullin. Il rischio vero in quella metà di settore è de Minaur, finalista a Pechino dopo il successo su Andrey Rublev e il ritiro di Hubert Hurkacz in semifinale. Zverev conduce nei precedenti, ma l'ultimo incrocio alla Laver Cup di settembre lo ha vinto de Minaur, 2-6, 7-6(5), 11-9, e su cemento lento l'australiano è il cliente peggiore per chi vuole chiudere gli scambi. Con una complicazione: de Minaur gioca la finale di Pechino il giorno prima dell'inizio del tabellone principale a Shanghai.

In semifinale il seeding mette Ben Shelton (3), battuto da Zverev nella finale dello US Open, con Novak Djokovic (10) e Frances Tiafoe (7) nello stesso quarto. Il dato più recente è anche il più scomodo: a Pechino Djokovic ha interrotto una serie di nove vittorie consecutive del tedesco vincendo 4-6, 6-4, 6-4. In finale, se il tabellone regge, Carlos Alcaraz.

È favorito fino alla semifinale, con un margine più sottile sul titolo. A Shanghai il suo bilancio in carriera è 13-7, con una sola finale, persa contro Daniil Medvedev nel 2019 in due set, e nessuna delle ultime edizioni chiusa oltre il quarto turno. Un quarto di tabellone abbordabile non cancella un torneo che storicamente non gli si adatta.

La condizione che smentisce il pronostico è sottile e verificabile in anticipo: se Bublik supera Nakashima, lo spicchio di Zverev smette di essere il più facile del tabellone e diventa quello con l'unico avversario che sul cemento non ha mai perso contro di lui. Secondo indicatore da seguire, il conto dei tie-break: se Zverev ne gioca più di due prima dei quarti, su questa superficie e con quest'aria il titolo passa dall'altra parte del tabellone.