Bublik vince nel suo stile: governare il caos

AnalisiJul 53 min
Bublik vince nel suo stile: governare il caos contro Tiafoe a Wimbledon

Alexander Bublik ha battuto Frances Tiafoe 4-6, 7-6(5), 7-6(11), 4-6, 6-3 dopo oltre quattro ore sul Campo 1. Il dato che spiega il terzo turno non è il servizio, per quanto Bublik abbia messo a segno 48 ace. È l'aritmetica della risposta: in cinque set, Bublik ha strappato il servizio una volta sola, Tiafoe due. La partita si è ridotta a due tie-break e a un solo cedimento nel quinto, e chi ha tenuto i nervi in quei tre momenti l'ha vinta.

Il servizio come lucchetto

I 48 ace di Bublik raccontano solo metà della storia. L'altra metà è quanto raramente sia stato costretto a giocare una seconda: quando la prima entrava, il punto era di fatto già chiuso, e il turno di battuta smetteva di essere una fase di gioco per diventare un lucchetto. Su erba, dove il rimbalzo basso comprime i tempi di reazione, il *serve+1* di Bublik ha spento lo scambio prima che l'americano potesse costruire.

Tiafoe non ha fatto molto peggio in battuta. L'unica vera apertura per rispondere era la seconda del kazako, ma quella seconda arrivava di rado, e Tiafoe non ha trovato la porta abbastanza spesso. Il conto delle palle break dice tutto: in cinque set, l'intero match si è ridotto a un pugno di turni di risposta davvero contendibili.

Il tie-break del terzo set: nove set point per capovolgere tutto

Qui si è decisa la partita. Sul 7-6(5) per Bublik nel secondo, Tiafoe era arrivato a servire per il set nel terzo e poi a comandare il tie-break. Ha avuto nove set point. Se ne chiude uno, va avanti due set a uno e la partita cambia inerzia.

Bublik li ha annullati tutti, vincendo 13-11. Su parecchi di quei punti ha risposto profondo al centro, togliendo a Tiafoe l'angolo per il dritto in uscita dal servizio, e ha aspettato lo scambio invece di cercare il vincente. Chi conosce Bublik per i colpi da circo ha visto l'opposto: pazienza, prima palla, seconda spinta al corpo. Ha tenuto la parte teatrale per un ace da sotto nel quarto set, quando ormai il momento glielo concedeva.

Palle break convertite in tutta la partita: 1 Bublik, 2 Tiafoe.

Un match di quattro ore deciso da tre game di risposta.

Perché ha vinto chi ha colpito meno vincenti

Il dato controintuitivo: Tiafoe ha chiuso 118 vincenti, Bublik 83. L'americano è stato il giocatore più aggressivo, più brillante nello scambio, e ha comunque perso. La ragione sta nella distribuzione. I vincenti di Tiafoe sono arrivati soprattutto nei game già suoi, o in risposta quando era già avanti nel punto. Nei momenti in cui contava strappare il servizio, la prima di Bublik non gli lasciava nemmeno la palla su cui provarci.

Il quinto set lo riassume. Bublik ha piazzato il break in avvio, poi ha servito quattro turni senza concedere una palla break. Non ha alzato il livello, ha semplicemente smesso di darne una. Tiafoe, dall'altra parte, ha continuato a cercare il vincente perché era l'unica strada rimasta: contro quel servizio, aspettare l'errore non era un piano.

La lezione per il tabellone è netta. Bublik ora affronta Taylor Fritz, un altro che vive di prima palla e turni di servizio corti. In una partita così, il margine non lo fa chi colpisce meglio da fondo. Lo fa chi, nei due o tre punti di risposta che l'intero match ti concede, prova la giocata giusta invece di quella più bella.