Consigli Magici, Cincinnati 2026

FantatennisAug 129 min
Consigli Magici, Cincinnati 2026

Cincinnati apre il secondo tempo del trittico americano e lo fa nel modo più scomodo possibile per chi deve comporre una squadra: il tabellone principale parte domani, cioè lo stesso giorno in cui a Montreal si assegna il titolo. Shelton, Tien, Nakashima e Jodar sono in campo stanotte per le semifinali, poi salgono su un aereo. Il listino prezzi, invece, fotografa la classifica di lunedì.

Mancano i primi due del mondo, Sinner per il ginocchio e Alcaraz per il polso, e con loro altri sei nomi rispetto all'entry list iniziale. In un tabellone da 96 giocatori con 32 teste di serie esentate dal primo turno i crediti pesanti valgono meno del solito e le fasce basse molto di più. In sesta fascia il bye non ce l'ha nessuno, e siccome i punti si accumulano partita dopo partita, chi entra dal primo turno gioca un turno in più di chiunque tu abbia comprato sopra di lui.

Questa analisi la firmiamo insieme agli amici di DNA Da Tennis.

Il vecchio saggio: Djokovic (31 crediti, prima fascia)

Djokovic non gioca dal 10 luglio, giorno della semifinale di Wimbledon persa con Sinner. Il suo 2026 sta dentro cinque tornei: Australian Open, Indian Wells, Roma, Roland Garros, Wimbledon. Una finale slam a gennaio, nessun titolo, e una gestione del calendario che a trentanove anni non è più una scelta.

Poi c'è l'altro lato del conto. Qui ha vinto tre volte, nel 2018 quando completò il Golden Masters, nel 2020 e nel 2023, con 45 vittorie e 12 sconfitte e otto finali raggiunte: la nona lo lascerebbe da solo davanti a Federer. Il sorteggio non gli fa sconti né dispetti: dopo il bye Tirante o Choinski, al terzo turno la zona Arnaldi-Draper-Landaluce, agli ottavi Mensik o Darderi, ai quarti De Minaur.

Trentuno crediti per uno che rientra dopo un mese di stop sono una scommessa sulla memoria muscolare. Se il corpo risponde, con Sinner e Alcaraz a casa è il nome che qui vince più partite di chiunque altro. Se non risponde, te ne accorgi al secondo turno e hai buttato un terzo del budget.

Il beniamino di casa: Tien (16 crediti, terza fascia)

A Montreal ha battuto Monfils, Paul, Tirante e Merida senza concedere quasi niente, e questa notte gioca la prima semifinale Masters 1000 della carriera contro Shelton, che ha già battuto due volte su due. Con lui e Nakashima ha portato tre americani nelle ultime quattro in Canada per la prima volta dal 1992.

Il seeding numero 16 e i sedici crediti raccontano il giocatore di dieci giorni fa: il ventenne californiano dei quarti di Indian Wells e del titolo di Ginevra. Il tennis mancino, piatto, giocato in anticipo, che toglie tempo a chi ha bisogno di caricare, sul veloce di Cincinnati è esattamente quello che serve, e davanti a un pubblico che lo tratta come uno di casa.

Il tabellone accompagna: bye, poi Baez o Dimitrov, al terzo turno Tiafoe, agli ottavi Auger-Aliassime che rientra dal problema alla schiena. Il dubbio è quello di tutta la pattuglia di Montreal, cioè quanto resta nelle gambe. A sedici crediti però compri un top 20 nel suo habitat al prezzo di due settimane fa.

Low budget con potenziale: Merida (4 crediti, sesta fascia)

Merida ha iniziato il 2026 da numero 163 del mondo e prima di Montreal non aveva mai vinto una partita ATP sul cemento. In Canada ne ha vinte quattro di fila, Draxl, Humbert, Michelsen e Griekspoor, arrivando ai quarti di un Masters 1000 alla prima occasione. In mezzo, a luglio, il primo titolo ATP a Umago.

Quattro crediti per uno che sta entrando in top 40 sono un errore di prezzo destinato a durare una settimana. Il punto vero però è un altro: non è testa di serie, quindi entra dal primo turno e gioca una partita in più dei nomi che hai comprato sopra di lui. E il primo turno è Cilic, wild card, che qui ha vinto molto ma parecchi anni fa; al secondo c'è Bergs, tutt'altro che invalicabile; il primo ostacolo serio è Fritz al terzo.

Due partite realmente vincibili a quattro crediti, con la differenza non da poco che lui è fuori da Montreal da ieri sera e riposa mentre gli altri sono ancora in campo.

Il Re di Cincinnati: Zverev (31 crediti, prima fascia)

Qui Zverev ha vinto nel 2021, battendo Rublev in una finale di cinquantanove minuti, e da allora non ha mai fatto peggio della semifinale: 2023, 2024 e 2025, sempre almeno tra i primi quattro. Senza il campione in carica e senza il numero uno del mondo, nessuno esibisce un rendimento migliore su questi campi.

Il 2026 gli ha dato quello che aspettava da otto anni, il Roland Garros, più una finale a Wimbledon e la qualificazione anticipata alle Finals con quarantaquattro vittorie stagionali. Poi però è arrivato Montreal: fuori al debutto con Griekspoor e una frase che pesa più del risultato, la peggior partita di tutta la sua stagione, parole sue. E il sorteggio è meno gentile di quanto suggerisca la prima testa di serie: Norrie o Prizmic dopo il bye, poi Etcheverry, agli ottavi Paul o Vacherot, ai quarti Cobolli o Jodar.

Trentuno crediti sono esattamente il prezzo di Djokovic, e la differenza è tutta lì: con Zverev compri continuità e curriculum locale, con Djokovic tre titoli e un mese di riposo. Non puoi permetterteli entrambi, e comunque sono nella stessa metà di tabellone.

Il trappolone: Jodar (23 crediti, terza fascia)

Sulla carta è il nome della stagione. Diciannove anni, primo giocatore nato nel 2006 ad arrivare in semifinale in un Masters 1000, quarta semifinale ATP dell'anno dopo Marrakech, Barcellona e Washington, e una risalita dal numero 168 di gennaio al numero 15 di oggi. A ventitré crediti in terza fascia sembra il colpo della settimana.

È lì che si nasconde il problema. Due settimane fa ne costava quindici e giocava la finale di Washington di lunedì. Poi Montreal dal mercoledì, sette partite in dodici giorni, e stanotte una semifinale che può diventare finale domani, cioè il giorno in cui Cincinnati comincia. Il prezzo è salito di otto crediti proprio mentre il carico diventava insostenibile, e il tabellone completa l'opera: dopo il bye Shapovalov o Mannarino, il peggior esordio possibile per chi arriva senza gambe, poi Tabilo o Struff e Zverev ai quarti.

Il trappolone non è Jodar giocatore, che a fine agosto varrà molto più di ventitré crediti. È Jodar a ventitré crediti in questa settimana. Se cerchi un nome di terza fascia, Tien ne costa sette in meno e ha un sorteggio più morbido fino agli ottavi.

DNA da superficie: Nakashima (11 crediti, quarta fascia)

Il cemento americano è il posto dove Nakashima ha costruito tutto quello che ha. Venticinque anni, di San Diego, una stagione a Virginia prima di passare professionista, un tennis compatto che sul veloce non regala niente e costringe l'avversario a giocare sempre un colpo in più.

Il 2026 lo ha portato in finale a Brisbane e in semifinale ad Acapulco, al Queen's, a Washington e adesso a Montreal, dove ha eliminato Rinderknech e Darderi e dove stanotte affronta Jodar. È la prima semifinale Masters 1000 della carriera dopo cinque ottavi persi su cinque, e da lunedì la classifica lo consegnerà al numero 25.

Undici crediti in quarta fascia sono il prezzo del numero 31 del mondo. Il tabellone divide: bye, poi Kovacevic o Khachanov, e al terzo turno Medvedev. Detta così spaventa, salvo che il russo di questa stagione è lontano dalla versione contro cui era impossibile trovare il colpo vincente, e uno che rimette tutto con quella precisione è l'avversario che meno vorrebbe trovarsi davanti.

La mina vagante: Draper (5 crediti, sesta fascia)

Cinque crediti, gli stessi di Montreal, ma con un'informazione in più che allora non avevamo. In Canada Draper è rientrato dopo mesi di stop e ha perso al primo turno con Atmane, 6-3 2-6 6-2, scoppiando in lacrime in panchina nel terzo set perché il dolore al braccio era tornato. Non è un dettaglio da nascondere in fondo al paragrafo.

Il resto è quello che rende cinque crediti una cifra fuori scala. È stato numero 4 del mondo, ha vinto Indian Wells nel 2025, ha fatto una semifinale allo US Open, e da maggio ha Murray nello staff. Su un cemento veloce, se il braccio regge quattro partite, il tetto non esiste.

Entra con una wild card e senza bye, quindi parte dal primo turno: Landaluce, poi Arnaldi e, in caso di passaggio, Djokovic al terzo. Ed è qui che va fatto il conto prima di confermare, perché se li prendi entrambi uno dei due lo stai buttando. In sesta fascia il downside resta zero, ma se devi sceglierne uno solo Merida costa un credito in meno e ha il braccio a posto.

Il senso della squadra

Cincinnati è un torneo in cui il listino e il campo si sono scollati più del solito. Mentre componi la squadra, i quattro giocatori più in forma del circuito sono ancora in campo a Montreal, e i loro prezzi raccontano la classifica di lunedì. Questo crea occasioni, Tien e Nakashima, e crea trappole, Jodar, e la differenza sta quasi soltanto nelle partite giocate nelle ultime due settimane.

In prima fascia si sceglie uno tra Djokovic e Zverev, mai tutti e due: costano la stessa cifra e stanno nella stessa metà. Quello che risparmi finisce in sesta fascia, dove il criterio non è il nome ma quante partite può vincere chi entra dal primo turno: ogni turno che gioca Merida è un turno che le tue teste di serie con il bye non giocheranno mai.

Un'ultima raccomandazione di metodo, la stessa di Montreal. Prima di confermare, controlla gli incroci: trentadue teste di serie esentate dal primo turno comprimono il tabellone e creano collisioni che il listino ignora. Draper contro Djokovic al terzo turno, Jodar contro Zverev ai quarti, Tien contro Shelton negli stessi quarti dall'altra parte. Tre coppie che sembrano scelte indipendenti e che, messe insieme, rendono meno della somma.