Consigli Magici, Montréal 2026

FantatennisAug 29 min
Consigli Magici, Montréal 2026

Il National Bank Open di Montréal apre il trittico americano e, con Sinner, Alcaraz e Djokovic fuori, è il torneo dove il FantaTennis si vince nelle fasce basse. Le prime due fasce costano care e restituiscono poco margine. Le ultime tre sono piene di giocatori che qui hanno una ragione concreta per andare oltre il secondo turno: wild card di casa, giocatori cresciuti su questo cemento, ex top-10 rientranti a prezzo di saldo.

Questa analisi la firmiamo insieme agli amici di DNA Da Tennis.

Il vecchio saggio: Monfils (2 crediti, sesta fascia)

Monfils entra in tabellone principale con una wild card, dentro la stagione d'addio che lo sta portando in giro per gli ultimi tornei della carriera. A 2 crediti il calcolo è semplice: è la quota più bassa possibile per uno con tredici titoli ATP alle spalle, l'ultimo ad Auckland a gennaio, che a Montréal gioca la quindicesima edizione con un bilancio di 24 vittorie e 13 sconfitte in Canada.

All'esordio trova Majchrzak, partita giocabile. Il punto è quello che viene dopo: al secondo turno c'è Tien, che sta anche lui in questa lista. Tienilo a mente quando componi la squadra, perché uno dei due punti lo perdi per forza. Il torneo realistico di Monfils è una vittoria.

A quel prezzo occupa uno slot di sesta fascia praticamente gratis, e ogni credito risparmiato lì si sposta sulle fasce centrali. Il resto è regalo.

Il beniamino di casa: Diallo (4 crediti, sesta fascia)

Diallo è di Montréal, gioca in casa e in casa ha una wild card. Il periodo è storto e il prezzo lo dice: 4 crediti per un giocatore che su cemento, con quel servizio e quella statura, in condizioni normali costerebbe molto di più.

Il tabellone lo aiuta come pochi altri in fascia bassa. Parte contro un qualificato e solo al secondo turno trova una testa di serie, Darderi, che sul cemento veloce è lontano dalla superficie dove fa male davvero. Due partite alla portata prima di incontrare qualcuno che lo sovrasta.

È la scommessa tipica della sesta fascia. Il pubblico canadese lo spinge, il campo lo aiuta, e il rischio massimo è aver buttato 4 crediti. Il rischio speculare, lasciarlo agli avversari e vederlo fare tre turni sull'onda del pubblico, costa parecchio di più.

Low budget con potenziale: Shapovalov (4 crediti, quinta fascia)

Il numero 2 del Canada arriva da Los Cabos, dove ha messo insieme una settimana intera di tennis fino alla finale, persa contro Arthur Géa da campione in carica. Con lui il segnale che conta è la continuità di colpo dentro un torneo, molto più del ranking. A Los Cabos c'era.

A 4 crediti in quinta fascia compri un ex top-10 in fiducia, in casa sua, su una superficie che premia chi rischia per primo. Ti basta che becchi la settimana buona, e le settimane buone di Shapovalov arrivano quando il tennis del turno precedente gli è rimasto addosso.

Il sorteggio però chiede subito un pedaggio. Svajda all'esordio è gestibile, al secondo turno c'è Fils, testa di serie e uno che sul veloce colpisce almeno quanto lui. Resta un prezzo da giocatore di passaggio applicato a uno che qui può fare tre turni.

L'enfant prodige: Jodar (15 crediti, quarta fascia)

Il listino dice 15 crediti e quarta fascia. La settimana appena passata dice altro. A diciannove anni Jodar è arrivato in finale a Washington battendo Musetti ai quarti in rimonta (1-6, 6-1, 6-4) e Tabilo in semifinale, con l'ingresso in top-20 garantito prima ancora di giocarsi il titolo. Il prezzo che paghi qui è quello di due settimane fa.

Il salto era già scritto nel resto del 2026: primo titolo ATP a Marrakech in aprile, quarti di finale consecutivi in Masters 1000 tra Madrid e Roma. Il cemento è la superficie su cui è cresciuto e a Washington si è visto, con tre partite vinte sistemando gli errori strada facendo. A quell'età è la cosa più difficile da fare.

A Montréal ha il bye, poi il vincente di Fucsovics-Moutet e al terzo turno con ogni probabilità di nuovo Musetti. Battere lo stesso avversario due volte nel giro di pochi giorni, con il precedente fresco in testa, è molto più facile che batterlo la prima. Lehecka comparirebbe solo agli ottavi.

Il dubbio vero è il carico. Chi gioca una finale ATP 500 la domenica e un Masters 1000 il martedì paga qualcosa, e a diciannove anni lo paghi in modi che non sai prevedere. Resta che a 15 crediti compri un top-20 in fiducia dentro una porzione di tabellone che le assenze hanno svuotato. Se arriva ai quarti, ti fa vincere la giornata da solo.

Il Re del Canada: Shelton (29 crediti, seconda fascia)

L'anno scorso ha vinto lui. A Toronto, certo, però il Canada Open alterna le due sedi ogni anno: il titolo che difende è questo, battendo Khachanov in finale per il suo primo Masters 1000.

Da queste parti del mondo Shelton ha sempre qualcosa in più: campi rapidi, pubblico rumoroso, formato che premia chi tiene due punti di servizio in più nel tie-break. Il percorso, dopo il bye, passa da Brooksby o un qualificato e poi dalla zona Bergs-Baez-Bellucci, con un ottavo teorico contro Ruud o Fonseca. Tre turni prima di una partita vera sono tanti per uno di seconda fascia.

Il segnale storto va detto: a Washington si è fermato ai quarti contro Tabilo, una sconfitta pesante per chi difende un Masters 1000. Chi lo prende compra il curriculum sulla superficie e mette in conto la forma incerta.

A 29 crediti è caro, però è l'unico prezzo di seconda fascia che paghi sapendo esattamente cosa stai comprando. Costruisci la squadra attorno a lui invece che attorno alla prima fascia e i conti tornano.

Il trappolone: Auger-Aliassime (32 crediti, prima fascia)

Il torneo di casa ha il suo uomo copertina, il canadese più forte del lotto: numero 4 del mondo, seconda testa di serie alle spalle di Zverev. Sulla carta è la scelta ovvia.

Il problema è il conto. Trentadue crediti sono quasi un terzo del budget per un giocatore di prima fascia che un Masters 1000 lo ha soltanto sfiorato: unica finale a Madrid 2024, persa con Rublev, e in questo 2026 sempre a Madrid è uscito prima degli ottavi contro Blockx. Aggiungici la pressione del torneo di casa, che su di lui pesa più di quanto spinga, e il rapporto rischio-rendimento si sporca parecchio.

Il sorteggio poi chiede molto più di quanto il prezzo lasci immaginare: dopo il bye e un secondo turno abbordabile arriva la zona Nakashima-Altmaier, agli ottavi Tiafoe, ai quarti la parte di Cobolli, Darderi e Rublev. Per spendere un terzo del budget vuoi un tabellone che ti accompagni in semifinale. Questo te ne chiede quattro di partite vere.

Se devi spendere in prima fascia, tanto vale Zverev: costa una cifra simile, parte davanti nel tabellone e arriva qui senza niente da dimostrare.

DNA da superficie: Tien (16 crediti, terza fascia)

Questi sono i suoi campi. Tien è arrivato al best ranking di numero 15 il 13 luglio costruendo proprio sul cemento, dove il gioco piatto e anticipato fa la differenza contro chi ha bisogno di tempo per caricare.

Le ultime settimane sono state meno brillanti e il prezzo di terza fascia lo riflette. Il livello però è rimasto lì: 16 crediti per un top-20 nel suo habitat naturale, nella parte di stagione che storicamente lo esalta, sono pochi. È il nome che paghi al minimo storico due settimane prima che torni a costare il doppio.

Il tabellone lo mette bene: bye, poi il vincente di Monfils-Majchrzak, poi la zona Paul-Carreno Busta. Il primo ostacolo serio è Fritz agli ottavi. Se lo prendi insieme a Monfils, ricordati che quei due si incrociano subito e conviene considerarli un unico slot con due esiti.

La mina vagante: Draper (5 crediti, sesta fascia)

Sembrava che questo torneo volesse saltarlo. Poi è entrato in tabellone all'ultimo momento con una wild card, nell'ultimo blocco assegnato insieme a Galarneau e Draxl. Il dato da avere in testa è uno solo: manca dalle competizioni ufficiali dalla stagione sull'erba, fermo per il problema al braccio.

Qui sta tutto il punto. Cinque crediti sono il prezzo di un giocatore di cui ignori la condizione. Il giocatore in questione però è un ex numero 4 del mondo, con il diritto di giocare male tre partite su cinque e vincerne comunque quattro di fila se ritrova il servizio. In sesta fascia, a quella cifra, il downside è zero e l'upside è un candidato al titolo.

Il sorteggio lo tratta bene. Atmane all'esordio è una partita da prendere sul serio, poi la strada passa da Khachanov e dalla zona Mensik-Mannarino, con Medvedev come primo vero snodo agli ottavi. Nessuno di quei nomi arriva a Montréal in condizione di chiudere il discorso in due set contro un Draper in giornata.

Se ne prendi uno solo dalle fasce basse, prendi lui. Se puoi permettertene due, aggiungi Monfils e hai speso 7 crediti in tutto.

Il senso della squadra

La logica di questi otto nomi è una sola: la prima fascia va spesa per convinzione, mai per abitudine. Montréal 2026 è un torneo aperto, in cui la distanza tra il giocatore da 32 crediti e quello da 5 si è assottigliata come raramente capita. Risparmia sopra, riempi le fasce basse di giocatori con una ragione vera per far bene qui, e tieni i crediti pesanti per un solo nome.

Un'ultima raccomandazione di metodo, valida sempre e qui più del solito: prima di confermare la formazione, controlla gli incroci. Un tabellone da 128 con 32 teste di serie esentate dal primo turno crea collisioni precoci che il listino prezzi ignora, e Monfils contro Tien al secondo turno ne è l'esempio perfetto. Due scelte giuste che, messe insieme, rendono meno della somma.