Darderi-Borges a Montreal: il cemento toglie all'italiano il tempo che gli serve

AnalisiAug 84 min
Darderi-Borges a Montreal: il cemento toglie all'italiano il tempo che gli serve

Luciano Darderi e Nuno Borges si incontrano per la quinta volta negli ottavi del Masters 1000 di Montreal, la seconda su cemento. Darderi è la testa di serie numero 19, Borges è entrato nel tabellone senza essere testa di serie, e nonostante questo il portoghese parte con un leggero vantaggio. La classifica dice il contrario. Contano di più le traiettorie: Darderi costruisce il punto alzando la palla e girando intorno al rovescio, Borges gioca piatto e presto, e su questa superficie il secondo modello richiede meno collaborazione da parte dell'avversario.

Tre superfici diverse, stesso esito

Il precedente più utile non è quello più recente. Borges conduce 3-1 e ha vinto una volta su cemento, una su terra e una sull'erba, il che rende difficile archiviare il bilancio come un incidente di superficie. L'unico confronto su cemento outdoor, ad Auckland nel gennaio 2025, finì 5-7, 6-3, 7-5 per il portoghese: due set decisi da pochi punti, con Borges che teneva la riga in risposta e obbligava Darderi a chiudere lo scambio prima di quanto volesse.

La vittoria di Darderi è arrivata a luglio, nei quarti di Bastad, 7-6(9), 6-4 sulla terra svedese. Quel primo set gli è costato un tie-break chiuso 11-9. Sul rosso può permetterselo, perché ogni palla scambiata gli restituisce margine. A Montreal quel margine si accorcia.

Il dato di fondo resta la mappa della stagione: 22 vittorie sulla terra e tutti e cinque i titoli in carriera vinti sul rosso. Darderi sul veloce vince, ma vince in modo diverso e con meno automatismi.

Il braccio destro e i tre game di Los Cabos

Il 30 luglio Darderi si è ritirato dopo tre game e ventidue minuti contro Svrcina a Los Cabos, con una fasciatura sul braccio destro tolta dopo pochi punti. Da allora ha giocato pochissimo tennis vero: al secondo turno di Montreal Gabriel Diallo si è ritirato sul 6-4, 2-3, e la sua prima partita completa qui è arrivata giovedì contro Juncheng Shang, 4-6, 6-1, 6-4 in un'ora e cinquantotto minuti.

Il 2 agosto l'italiano ha fatto sapere che l'ecografia non aveva trovato nulla di serio, solo un sovraccarico, e dopo la vittoria su Shang si è detto a posto sul cemento.

Questo taglia in due direzioni. Da un lato Darderi arriva agli ottavi fresco, con un solo match completo nelle gambe contro i tre di Borges. Dall'altro il ritmo sul cemento si costruisce colpendo, non riposando, e in nove giorni lui ha colpito pochissimo.

Il segnale positivo che l'italiano si porta dietro

Contro Shang, dopo il set d'apertura perso, Darderi ha tenuto la battuta praticamente senza concedere nulla ogni volta che la prima è entrata. È il fondamento che tiene in piedi la sua candidatura: quando la prima entra, il suo turno di battuta su questa superficie diventa quasi ingiocabile, perché il kick lo porta fuori dalla portata di rovescio e il dritto successivo arriva già in posizione di comando.

Il problema è la frequenza. Darderi non è un giocatore da alte percentuali di prime, e sul cemento ogni seconda palla lo espone a un ribattitore che aggredisce come Borges. Il portoghese, dopo aver perso il set d'apertura con Kovacevic, ha vinto sei set consecutivi passando da Etcheverry e Hanfmann senza mai andare al terzo.

Borges parte favorito di poco, per il precedente su cemento, per la traiettoria bassa che nega a Darderi la palla alta con cui costruisce, e perché è l'unico dei due ad avere ritmo di partita accumulato in questo torneo. La previsione salta se Darderi mette in campo più del 60% di prime, sopra la sua media stagionale: con quelle percentuali il match diventa una gara di turni di servizio brevi, e lì il peso di palla dell'italiano conta più della superficie. Il secondo segnale sta nei primi game, sul braccio destro. Se Darderi rallenta la prima o smette di caricare il dritto in corsa, il problema di Los Cabos non è chiuso e la partita si accorcia molto.