Darderi-Zverev: il test sul cemento si gioca sulla seconda dell'azzurro

AnalisiSep 74 min
Darderi-Zverev: il test sul cemento si gioca sulla seconda dell'azzurro

Con l'uscita di Flavio Cobolli contro Alexander Blockx, Luciano Darderi è rimasto l'unico italiano nel tabellone di singolare a New York, e agli ottavi trova Alexander Zverev, prima testa di serie. I precedenti dicono 1-1, entrambi giocati a Roma, entrambi sulla terra. Sul cemento Darderi non ha mai battuto un top 10, e il modo in cui perde queste partite ha un profilo tecnico preciso. Zverev quel profilo non ce l'ha. Quello che decide l'ottavo è un numero che riguarda solo l'azzurro: quanti punti vince con la seconda di servizio.

Montreal e Melbourne: come Darderi perde sul veloce

Il precedente più utile ha quattro settimane. A Montreal Darderi aveva raggiunto i suoi primi quarti in un Masters 1000 sul cemento battendo Nuno Borges 4-6, 6-3, 7-5. Poi ha perso con Brandon Nakashima 6-2, 6-3, e il numero che spiega la partita è uno solo: 28% dei punti vinti con la seconda di servizio.

Agli ottavi dell'Australian Open, a gennaio, era finita 6-1, 6-3, 7-6(2) con Jannik Sinner, assente a New York.

Nakashima e Sinner hanno in comune il punto di impatto: prendono la palla presto e giocano dentro il campo. Contro di loro il dritto pesante di Darderi perde la sua funzione. Su terra quella rotazione alza l'avversario e lo spinge dietro la riga; sul cemento il rimbalzo sale meno e arriva prima, e chi risponde in anticipo lo intercetta all'altezza della spalla, non sopra la testa. Da lì il pallone torna indietro piatto e profondo, e Darderi si ritrova a costruire da fermo.

Zverev risponde da lontano, e allunga

Zverev gioca al contrario. Sta molto dietro la riga di fondo in risposta, rimanda profondo al centro e costruisce sulla diagonale di rovescio. Concede tempo, che è esattamente la merce che Nakashima e Sinner tolgono. La crescita di Darderi sul cemento in questa stagione lo ha portato ai primi quarti in un Masters 1000 sul veloce, e si è vista soprattutto sul servizio e sul rovescio in back, il colpo con cui adesso cambia direzione allo scambio invece di limitarsi a rimettere.

C'è poi il conto delle ore. Zverev ne ha impiegate nove e ventisei nei primi due turni per battere Lorenzo Sonego 6-4, 3-6, 6-7(7), 7-5, 6-4 e Quentin Halys 6-4, 4-6, 7-6(3), 6-7(3), 6-3. Con le due ore e mezza contro Alejandro Tabilo (6-2, 7-6, 6-2) siamo a quasi dodici ore in tre partite. Darderi ci è arrivato senza incontrare un giocatore dentro i primi cento, i numeri 196, 134 e 123 del mondo.

Nove ore e ventisei minuti per raggiungere il terzo turno: nessuna prima testa di serie ne aveva impiegate tante in uno Slam dal 1999.

È il dato che tiene aperta la partita. Dopo Halys il tedesco ha bocciato la propria prestazione senza giri di parole, e per restare nel torneo si è appoggiato al servizio. Il suo agosto sul cemento americano si era chiuso con due vittorie in tutto: Tallon Griekspoor lo ha eliminato all'esordio a Montreal 6-7(3), 6-2, 6-4, e a Cincinnati Tommy Paul ha annullato un match point sul 5-6 del tie-break del secondo set, con Zverev che ha messo in rete la volée buona per chiudere, e ha poi vinto 4-6, 7-6, 6-4.

La previsione, e cosa la smentisce

Zverev parte favorito, con un margine più stretto di quanto suggerisca la distanza tra la prima e la ventunesima testa di serie. A Roma, il 12 maggio, Darderi gli ha annullato quattro match point nel tie-break del secondo set, l'ha vinto 12-10 e ha chiuso 6-0 al terzo: prima vittoria in carriera contro un top 10. Quella partita si è decisa su un giocatore che smette di chiudere quando deve chiudere, e la superficie c'entrava poco.

La condizione che ribalta il pronostico si legge in diretta, nella colonna della seconda di servizio di Darderi. A Montreal era al 28%, e Nakashima ha chiuso in due set. Se a New York quel numero resta sotto il 40%, Zverev passa in tre set anche giocando male, perché al meglio dei cinque il numero di seconde da difendere raddoppia. Se Darderi lo tiene sopra la metà e trascina l'ottavo al quarto set, il tema diventa il chilometraggio nelle gambe del tedesco e la sua percentuale di conversione nei game pesanti. In quel territorio l'azzurro ha già vinto una volta.

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