Djokovic a Parigi: il tabellone si decide in risposta

AnalisiNov 14 min
Djokovic a Parigi: il percorso

Novak Djokovic arriva al Rolex Paris Masters (2-8 novembre) da testa di serie numero 10 e con un problema preciso. Nelle ultime due sconfitte la sua risposta non ha deciso nulla. A Shanghai Hubert Hurkacz ha tenuto tutti e dieci i turni di battuta, a Basilea Jan-Lennard Struff ha vinto 6-7, 7-5, 7-6 con 27 ace. Il tabellone di Parigi gli mette davanti battitori di quel tipo al primo turno, al quarto e in semifinale. La sua corsa dipende da quanti game di risposta riesce a trascinare ai vantaggi.

Primo turno: Vacherot e la seconda di servizio

Il sorteggio gli ha dato subito Valentin Vacherot, che lo ha battuto 6-3, 6-4 nella semifinale di Shanghai 2025, contro un Djokovic in difficoltà fisica. Il monegasco è alto 1,93 metri, costruisce i suoi turni di battuta sulla prima e su questo campo ha già vinto: un anno fa arrivò ai quarti. Djokovic a Parigi non gioca dal settimo titolo, nel 2023, e all'arena di La Défense non è mai sceso in campo.

Il profilo di Vacherot si legge nella vittoria su Rafael Jodar a Basilea, 7-6, 2-6, 7-6, con due set su tre decisi al tie-break. Porta le partite lì, dove la risposta ha pochi punti per incidere.

Per Djokovic il piano è la risposta bloccata profonda al centro sulla prima, per togliere a Vacherot il dritto d'attacco dopo il servizio, e un passo dentro il campo sulla seconda. Contro Struff la partita si è decisa al tie-break del terzo set.

Dal secondo turno al quarto: scambi lunghi, poi Zverev

Il secondo turno, contro Luciano Darderi o un qualificato, è il tratto più comodo del percorso: avversari che cercano lo scambio da fondo e non i punti diretti al servizio, cioè il tipo di partita che Djokovic ha vinto a Pechino.

Negli ottavi la proiezione dice Alex de Minaur, testa di serie numero 8, che ha già il bye. I due si sono affrontati nella finale di Pechino del 6 ottobre: Djokovic ha vinto il primo set 7-6 e l'australiano si è ritirato nel secondo per un problema all'adduttore. De Minaur difende in velocità ma non fa punti diretti al servizio, ed è il tipo di avversario contro cui la risposta di Djokovic incide subito. Se l'adduttore non è a posto, il vantaggio cresce. In alternativa arriva Andrey Rublev.

Il quarto è quello di Alexander Zverev, testa di serie numero 1 e campione a Parigi nel 2024. A Pechino Djokovic lo ha battuto 4-6, 6-4, 6-4, rimontando da un set sotto. Nello stesso spicchio c'è però anche Hurkacz, che al primo turno affronta Lorenzo Musetti. Un quarto con il polacco riproporrebbe esattamente il problema di Shanghai.

Semifinale e finale

In semifinale lo spicchio più probabile è quello di Ben Shelton, testa di serie numero 3: un mancino che chiude molti punti con il servizio prima che lo scambio cominci. In finale il favorito della metà bassa è Carlos Alcaraz, con Daniil Medvedev, Arthur Fils e Flavio Cobolli nella stessa metà. Jannik Sinner non c'è, fermo per il ginocchio.

Le condizioni del campo possono aiutare la risposta. Nel 2025 l'organizzazione aveva rallentato la superficie dopo le lamentele sull'edizione precedente, giudicata troppo veloce, e Alexander Bublik l'aveva definita il campo indoor più lento mai visto. La velocità del 2026 non è stata comunicata: se il campo resta quello dell'anno scorso, i game di risposta di Djokovic si allungano anche contro i battitori.

Contro Vacherot Djokovic è un leggero favorito, contro de Minaur un favorito netto se l'australiano gioca menomato, contro Zverev è un coin flip. Il titolo resta improbabile con Alcaraz dall'altra parte. La previsione salta in due direzioni. Se contro Vacherot strappa il servizio nel primo set e il campo gioca lento come nel 2025, la semifinale diventa realistica. Se la risposta resta quella di Shanghai, senza un break, esce al primo turno. È fuori dai primi nove della Race, l'ultimo posto utile per Torino con Sinner fermo: per qualificarsi gli serve una corsa lunga.