Djokovic vs. Bu: chi paga il campo lento

AnalisiOct 24 min
Djokovic urla in campo a Pechino

Novak Djokovic e Bu Yunchaokete si affrontano per la prima volta in carriera, secondo turno del China Open, sessione serale sul Diamond Court. La variabile che decide la partita è la lunghezza media dello scambio. Bu ha bisogno di punti corti per restare dentro, e Pechino è il posto sbagliato per cercarli: i campi del National Tennis Center sono tra i più lenti del circuito e le palline sono le HEAD, l'unica tappa asiatica che non è passata alle Yonex più vive di Tokyo, Chengdu e Shanghai. Ogni scambio in più, però, finisce sul conto fisico di Djokovic, che al primo turno ha chiamato il fisioterapista sul 2-3 del secondo set.

Il servizio di Bu rende meno qui che altrove

Contro Juan Manuel Cerundolo, Bu ha vinto con i numeri del suo tennis migliore: 11 ace, 65% di prime, 84% di punti vinti con la prima palla, tredici turni di servizio tenuti su quindici. Gli sono servite due ore e diciannove minuti per chiudere 6-2, 5-7, 6-4.

Il dato della vigilia sta in quel tempo. Con quel rendimento alla battuta la partita è comunque andata oltre le due ore, perché qui il campo non chiude i punti al posto tuo. E il condizionamento peggiora di sera, con l'umidità che rallenta ulteriormente la palla.

Bu è un baseliner aggressivo da cemento, che cerca di comandare lo scambio con il primo dritto dopo il servizio. Su questa superficie quel primo dritto arriva su una palla che rimbalza più alta e viaggia meno, e dall'altra parte c'è la risposta di Djokovic, che su un campo così vive esattamente di questo. Il serve+1 di Bu rischia di diventare il primo colpo di uno scambio da sette, non l'ultimo di uno scambio da tre.

Il conto fisico di Djokovic

Djokovic ha battuto Nuno Borges 6-3, 7-6(2) in un'ora e cinquantuno minuti, annullando entrambe le palle break concesse e scappando sul 5-1 nel tie-break. Nel mezzo, un medical timeout nel secondo set, per un problema che le cronache riconducono alla schiena.

"Nel secondo set ha iniziato a giocare meglio e ho fatto fatica fisicamente a restare fresco",

ha detto a 39 anni suonati.

Era la sua prima vittoria da Wimbledon, dal quarto di finale vinto in cinque set su Félix Auger-Aliassime. Da lì in avanti: semifinale persa con Sinner, sconfitta a Cincinnati con Thiago Agustín Tirante, primo turno dello US Open perso in cinque set con Mariano Navone. Undicesimo in classifica, zero titoli nel 2026.

Il 30-0 di Pechino e i sei titoli pesano, in un torneo che non giocava dal 2015. La leva tecnica l'ha indicata lui stesso dopo Borges:

"Mettere dentro le prime, quella percentuale alta mi rende la vita più facile".

Vuol dire punti corti nei propri turni di battuta, perché su un campo così lento sono i turni in risposta a costare gambe, e le gambe adesso sono una risorsa a termine.

Cosa Bu sa già fare in questo stadio

Nel 2024, da wildcard, Bu arrivò in semifinale a Pechino battendo Zizou Bergs, Shang Juncheng e Andrey Rublev, primo cinese a riuscirci in questo torneo, e perse con Sinner 3-6, 6-7(3). A settembre, entrato nel tabellone dello US Open come lucky loser e numero 124 del mondo, ha liquidato la dodicesima testa di serie Rafael Jodar 6-2, 6-1, 6-1 senza concedere una palla break, spingendolo a 36 errori gratuiti.

Il contesto raffredda il quadro. Quella vittoria su Jodar era la sua prima a livello ATP in tutto il 2026: la stagione di Bu è stata una stagione da Challenger, con le finali perse a Wuxi e a Busan. E arriva a questa partita con quattro incontri nelle gambe in una settimana, dal 24 al 30 settembre, tra Hangzhou e il primo turno qui. Nemmeno da questo lato della rete, quindi, la freschezza è un vantaggio.

Djokovic parte favorito netto e il pronostico è in due set, con la partita che si decide dentro i primi otto game. La strada di Bu verso l'impresa passa dal cronometro: deve portarla oltre le due ore e mezza, tenendo la battuta con le percentuali viste contro Cerundolo e allungando gli scambi quando risponde, con lo stadio di casa a fare rumore nei game lunghi.

La condizione di smentita è misurabile già nel primo set. Se Djokovic resta intorno al 40% di prime come nei primi game contro Borges e il set finisce al tie-break, il fisico torna protagonista e il campo lento comincia a lavorare contro di lui. Se la prima entra e il primo set si chiude sotto i quaranta minuti, il numero da scrivere è 31-0.