Djokovic-Zverev a Pechino: come si decide il quarto

Novak Djokovic arriva al quarto di finale del China Open con il record più strano del circuito: a Pechino non ha mai perso, e il torneo non lo giocava dal 2015. Arriva anche con il fisioterapista chiamato in campo in due partite consecutive, sempre per la zona delle costole. Il suo quarto contro Alexander Zverev, che ha superato l'ottavo con il wild card Juncheng Shang per 6-0, 6-3, si gioca su una variabile sola: quante prime palle Djokovic riesce a mettere dentro con il busto in quelle condizioni.
Le costole arrivano prima al servizio che alle gambe
Un fastidio alla gabbia toracica colpisce il caricamento e la rotazione del tronco, cioè esattamente il punto da cui nasce la prima palla, molto prima di toccare le gambe. Contro Nuno Borges, al primo turno, Djokovic aveva già ricevuto trattamento e aveva comunque chiuso in due set. Contro Yunchaokete Bu, venerdì, è servito un secondo trattamento e tutti e tre i set per uscirne 4-6, 7-6(2), 6-2.
Tre set contro un wild card numero 104 del mondo è il dato che conta più di qualsiasi percentuale.
Su un campo medio-veloce come quello del National Tennis Center, con rimbalzo medio e palla che corre, il turno di servizio di Zverev costa poco. Djokovic non ha la possibilità di tenere il game con il 55% di prime e sperare di recuperare dal fondo: ogni suo turno di battuta diventato lotta è un turno in cui Zverev gioca sei o sette risposte gratis e sceglie dove entrare.
Il piano di Djokovic esiste, e passa dalla seconda di Zverev
Nei testa a testa Djokovic conduce 9-5, e le sue vittorie hanno sempre la stessa forma: risposta profonda al centro sulla seconda del tedesco, scambio portato oltre il sesto colpo, Zverev obbligato a prendere la decisione lui. Cincinnati 2023 e la semifinale dello US Open 2021 sono lo stesso piano con due climi diversi.
Zverev ha vinto quando ha potuto giocare il tennis corto, al coperto, dove il servizio basta. L'ultimo suo successo nella serie è la semifinale dell'Australian Open 2025, quando Djokovic si è fermato dopo un set. Non si affrontano da Roland Garros 2025, sedici mesi.
Il problema del piano è che richiede gambe e tronco per sostenere scambi lunghi su tre set potenziali, cioè la risorsa che Djokovic sta spendendo da due partite.
Il numero 1 pesa su un lato solo della rete
Jannik Sinner è fermo dopo Wimbledon per una sindrome della bandelletta ileotibiale, ha salutato lo US Open, Pechino e adesso anche Shanghai, dove difende 50 punti. Resta primo con 11.000 punti contro i 9.670 di Zverev, 1.330 di margine che da fermo si assottiglia da solo. Il tedesco può arrivare al numero 1 già nelle prossime due settimane, e i punti di Pechino sono la prima rata.
Questo cambia il modo in cui si gioca il quarto, non solo chi lo vince. Nessuno dei due ha interesse a una partita da tre ore con Shanghai che comincia il 7 ottobre, due giorni dopo i quarti. Entrambi proveranno a vincerla in due set e sul primo colpo, e su questa superficie quel terreno appartiene a Zverev.
La previsione, e cosa la smentisce
Zverev parte favorito, con un margine chiaro ma non enorme, e la ragione è il torace di Djokovic più del ranking o della forma. La condizione di smentita è precisa: se Djokovic entra in campo senza chiedere trattamento e tiene la prima sopra il 60%, il quarto scivola negli scambi lunghi e lì il 9-5 nei precedenti torna a dire qualcosa. Da guardare nei primi quattro game: la velocità media della sua prima palla e quanti servizi esterni prova sul lato delle parità.
Il secondo elemento gioca a favore di Zverev: l'ottavo con Shang l'ha chiuso 6-0, 6-3, tre game concessi e poco tempo in campo prima del quarto.


