WTA Pechino: Rybakina ha il quarto più difficile

AnalisiSep 284 min
lo stadio del 1000 WTA di Pechino

Elena Rybakina arriva al China Open da numero 1 del mondo con la credenziale che conta: nel 2026 ha vinto le due partite più pesanti del cemento, battendo Aryna Sabalenka in finale agli Australian Open (6-4, 4-6, 6-4) e agli US Open (6-4, 5-7, 6-2), e a New York ha superato Coco Gauff in semifinale. È la favorita. Poi c'è il sorteggio, che le ha assegnato il quarto più carico dei quattro, e questa è la variabile vera di Pechino.

La sezione di Rybakina: Svitolina, Bencic, Zheng Qinwen

Nel primo quarto, oltre alla kazaka, ci sono Elina Svitolina, Belinda Bencic (testa di serie n.9), Anna Kalinskaya (15) e Zheng Qinwen. Due nomi contano più degli altri.

Svitolina ha battuto Gauff nella finale di Roma (6-4, 6-7(3), 6-2). Rimanda in campo la palla pesante senza cambiarne la traiettoria, e una risposta profonda al centro è precisamente ciò che toglie a Rybakina l'angolo da cui costruisce il dritto.

Zheng Qinwen gioca in casa e a New York ha eliminato Iga Swiatek al quarto turno.

Il contesto fisico conta. A Cincinnati, in agosto, Rybakina si è ritirata nei quarti contro Swiatek sotto 1-4 per un problema alla caviglia sinistra; tre settimane dopo ha vinto lo Slam. Qui il tabellone è da 96 giocatrici e si gioca su dodici giorni, con le 32 teste di serie esentate dal primo turno. La sua tenuta su quella distanza resta la prima cosa da osservare.

Gauff e Swiatek nello stesso quarto: le ultime quattro dicono Gauff

Il quarto Gauff-Swiatek è il titolo che circola, e il favorito è chiaro. Swiatek conduce i confronti diretti 11-5, ma le ultime quattro sfide le ha vinte tutte Gauff, sempre in due set, l'ultima alla United Cup di gennaio (6-4, 6-2). Sul cemento la polacca non ha più il margine che aveva sul rosso: a New York è uscita al quarto turno, battuta proprio da Zheng.

Il titolo canadese, vinto in finale su Rybakina (6-2, 6-3), resta il suo risultato migliore del 2026 e dice che il livello c'è quando la partita le arriva addosso da fondo campo. Contro Gauff il problema si sposta sul servizio: la statunitense prende la seconda in anticipo e aggredisce la diagonale di rovescio, e questo obbliga Swiatek a cercare la prima anche nei punti a rischio. Nelle ultime quattro sfide la polacca non ha mai portato la partita al terzo set.

Il sorteggio le ha dato una mano. I ritiri per infortunio di Jessica Pegula (n.3 del mondo) e di Marta Kostyuk hanno promosso Swiatek dalla fascia 9-16 alla fascia 5-8. Con la testa di serie n.8 ha una sua sezione e non incrocia un'altra top 8 prima dei quarti. Il suo percorso è più morbido di quanto dica la classifica.

Sabalenka contro Muchova, e il precedente di Pechino 2024

Nel quarto basso, Karolina Muchova è l'ostacolo sulla strada di Sabalenka, con Naomi Osaka e Anastasia Potapova (testa di serie n.16) nella stessa parte. La ceca ha firmato la sua stagione migliore: titolo WTA 1000 a Doha su Victoria Mboko (6-4, 7-5), finale a Stoccarda, finale a Wimbledon persa con Linda Noskova dopo aver eliminato Gauff in semifinale (6-2, 1-6, 7-6(10), con un match point annullato).

Sabalenka ha vinto l'ultimo incrocio, la semifinale di Brisbane a gennaio (6-3, 6-4), ma Muchova l'ha già battuta proprio a Pechino, nel 2024. Il pattern che spiega quelle vittorie è sempre lo stesso: Muchova rompe il ritmo con lo slice di rovescio e la palla corta, e obbliga Sabalenka a giocare il colpo di avvicinamento da posizione bassa, cioè il colpo che la bielorussa ha nel repertorio ma non nell'abitudine.

C'è poi il calendario. Sabalenka non gioca dalla finale degli US Open del 12 settembre, e il suo ultimo titolo resta Miami, a marzo. Tre tornei vinti nel 2026 (Brisbane, Indian Wells, Miami) sono tutti concentrati nella prima metà della stagione.

La previsione, e cosa la può smentire

Rybakina parte favorita per il torneo, con un margine più sottile di quanto suggerisca il numero 1 accanto al nome, perché il suo quarto è l'unico che contiene due giocatrici capaci di batterla su questa superficie. Nella parte bassa, Sabalenka resta la scelta più solida per la finale, con Muchova come alternativa se il torneo si allunga. Nel secondo quarto, Gauff.

La condizione che ribalta tutto è fisica: se la caviglia di Rybakina si facesse sentire in una partita sopra le due ore contro Svitolina o Bencic, la parte alta si apre e Gauff diventa la favorita del torneo. Il secondo segnale da guardare è la percentuale di prime di Sabalenka nei primi due turni. Sotto il 60% dopo più di due settimane senza partite ufficiali, il quarto con Muchova diventa un coin flip.