Gli italiani a Shanghai: perché il cemento lento aiuta gli azzurri

Shanghai non è più il Masters 1000 più veloce del calendario. Il Court Pace Index è scivolato da 40,8 nel 2024 a 32,9 nel 2025, e il campo restituisce rimbalzi alti e scambi lunghi. Alex de Minaur un anno fa le ha definite le condizioni più lente che avesse mai giocato. Con Jannik Sinner assente, il contingente italiano arriva con cinque giocatori nel tabellone principale e due ancora in corsa nelle qualificazioni, e la superficie riordina la gerarchia: chi vive di peso di palla e resistenza parte meglio di chi vive di prima palla.
Un campo che toglie i punti gratis
Su un campo così il servizio non chiude più lo scambio da solo. La prima palla serve a prendere il centro, poi il punto va costruito su due o tre colpi in più.
Il più penalizzato è Matteo Berrettini. Il suo tabellone da non testa di serie è morbido all'ingresso, Aleksandar Kovacevic al primo turno, ma al secondo c'è la sedicesima testa di serie Brandon Nakashima, che ribatte profondo e non concede ritmo. L'unico precedente, agli Australian Open 2022, lo vinse Berrettini in quattro set su un campo ben più rapido di questo. A Tokyo ha battuto Davidovich Fokina all'esordio e ha poi perso con Adolfo Daniel Vallejo. Più lungo resta lo scambio, meno il suo dritto inside-out trova il pallone corto su cui vive.
Discorso simile per Lorenzo Musetti, con un'aggravante. La frattura all'anulare della mano destra rimediata in allenamento gli ha fatto saltare Tokyo, ed è la mano che regge da sola il rovescio a una mano. Anche recuperato, al terzo turno trova Novak Djokovic, contro cui il bilancio dice 10-1 e nessuna vittoria sul cemento. Su un campo che premia la ripetizione dei colpi, il rovescio a una mano paga due volte: in risposta sulle palle alte e nel difendere lo stesso angolo per quindici colpi.
Cobolli, prima volta da nome pesante
Flavio Cobolli entra come sesta testa di serie, numero 7 del mondo, quinto nella Race verso Torino con più di mille punti di margine sul primo degli esclusi. Con Sinner assente è lui il capofila azzurro, e il tabellone glielo chiede subito: bye, poi Adrian Mannarino o un qualificato, al terzo turno la testa di serie numero 26 Karen Khachanov, agli ottavi de Minaur o Andrey Rublev.
Il margine sulla carta è reale, l'esecuzione meno. A Pechino ha perso all'esordio con Roman Safiullin per 6-3 6-2. Shanghai gli chiede di tenere i turni di servizio dove la prima non basta e i punti si vincono dal quinto colpo in avanti. Il titolo di Acapulco, il primo sul veloce, dice che il piano esiste.
Darderi e Arnaldi nella sezione più leggibile
Luciano Darderi ha vinto tutti e cinque i suoi titoli sulla terra e in carriera sul cemento è sotto il 35% di vittorie nei tabelloni principali ATP. Ma il 2026 ha spostato quel confine: a Montreal è arrivato il primo quarto in un 1000 sul veloce, ed è stato il primo giocatore del circuito a toccare dieci quarti stagionali. A Tokyo ha aperto battendo Casper Ruud 7-6 6-3. Un cemento lento, umido e con rimbalzo alto è il più vicino alla terra che il calendario produce, ed è lì che il suo dritto carico diventa trasferibile.
Al secondo turno rischia Stefanos Tsitsipas, che ha vinto l'unico precedente a Halle 2025 al terzo set, su erba, cioè nelle condizioni opposte. Al terzo turno la diciottesima testa di serie troverebbe Taylor Fritz oppure Matteo Arnaldi, e qui il sorteggio inganna: Arnaldi deve passare da Fritz al secondo turno, ma il bilancio dice 1-1, con la vittoria azzurra ad Acapulco nel 2024 e la rivincita dell'americano a Washington nel 2025 per 6-3 6-4. Il derby azzurro al terzo turno è uno scenario concreto.
L'aspettativa più alta è su Cobolli, che dal seeding riceve due turni gestibili. Il più sottovalutato è Darderi, il cui profilo combacia con il campo meglio di quanto dica il suo passato sul veloce. Berrettini e Musetti partono dietro le rispettive quotazioni, il primo per le condizioni, il secondo per il dito. Nelle qualificazioni Mattia Bellucci e Federico Cinà sono a una vittoria dal tabellone, mentre Lorenzo Sonego è già uscito da prima testa di serie contro il tunisino Aziz Dougaz.
La smentita arriverebbe dal meteo. Con aria secca e temperature più basse il Court Pace Index risale, la palla resta bassa e il quadro si ribalta: Berrettini torna a chiudere in due colpi e Darderi si ritrova a inseguire. Il dato da guardare nei primi turni è quanti punti gli azzurri vincono negli scambi oltre i cinque colpi.


