Tien-Khachanov: il quarto passa dalla percentuale di prime del russo

AnalisiSep 74 min
Tien-Khachanov: il quarto passa dalla percentuale di prime del russo

Learner Tien e Karen Khachanov si incontrano per la prima volta in carriera stasera sul Louis Armstrong, con in palio un posto nei quarti dello US Open. Tien, numero 15 del mondo e testa di serie 14, parte favorito dai bookmaker, e ha ragione il mercato, ma la partita ha un solo asse portante: quante prime mette in campo il russo. Khachanov ha servito 12 ace per eliminare Felix Auger-Aliassime, testa di serie numero 3. Finché il suo servizio regge su quei livelli, il gioco di Tien non ha materiale su cui lavorare.

Il servizio di Khachanov toglie lo scambio dal tavolo

Contro Benjamin Bonzi (6-3, 6-2, 6-4) Khachanov non ha quasi mai dovuto costruire un punto. È il rendimento di un top ten, non di un numero 50 del ranking. Quando il servizio gira così lo scambio non si apre mai: il punto finisce entro il terzo colpo, e un contrattaccante vede pochi palloni da giocare.

Il modello della partita è il secondo turno. Auger-Aliassime ha vinto il primo set al tie-break e poi ha lasciato per strada tre parziali, 6-7(5), 6-3, 6-2, 6-2, chiudendo con 47 gratuiti contro i 30 del russo. Quando Khachanov tiene i suoi turni senza concedere palle break, l'avversario comincia a forzare in risposta per non restare fermo. Il canadese, che quel giorno stava male, ci è caduto dentro dopo un set e mezzo.

La soglia da guardare nei primi due set è semplice: sopra il 65% di prime Khachanov detta lui il ritmo dei game di servizio. Sotto il 60% la partita diventa quella che Tien vuole giocare.

La seconda di Tien è il bersaglio, e Khachanov lo sa colpire

Tien non serve forte. La velocità media sulla prima è cresciuta nell'ultimo anno, progresso reale, ma il servizio resta la voce più fragile del suo gioco. Il mancino compensa con la geometria: la esterna dal lato del vantaggio esce dal rovescio del destro e gli apre il campo per il colpo successivo.

Il problema è che Khachanov non lascia la seconda gratis. È un aggressivo da fondo campo, entra in campo per togliere tempo invece di rimandare e aspettare l'errore, ed è il tipo di avversario che punisce una seconda corta. Il vantaggio che Tien di solito costruisce nei game di risposta, qui si riduce. Tien dovrà tenere alta la percentuale di prime, perché la sua ancora di salvezza abituale, il game di risposta prolungato, stasera rende meno.

Khachanov ha eliminato Auger-Aliassime, testa di serie numero 3, con 12 ace e 30 gratuiti contro 47.

Due strade opposte verso il quarto turno

Khachanov ha speso pochissimo: 6-3, 6-0, 6-1 a Roman Burruchaga, tre set a Bonzi, e nel mezzo una partita lunga contro un avversario in avaria fisica. Tien ha chiuso il terzo turno al quinto contro Jakub Mensik (6-3, 1-6, 6-7(2), 6-3, 6-4), dopo essere andato sotto due set a uno, e ha finito a notte fonda.

A vent'anni si recupera, ed è la stessa età con cui ha raggiunto i quarti a Melbourne quest'anno. Ma il suo piano contro un giocatore che picchia richiede piedi rapidi al terzo e al quarto set, e quella è la parte del serbatoio che un quinto set consuma per prima.

Sul fronte opposto c'è il contesto di stagione. Khachanov aveva perso tutte e tre le partite su cemento giocate dopo il terzo turno di Wimbledon, e questo è appena il suo secondo ottavo di finale allo US Open dopo la semifinale del 2022. Dieci giorni buoni non cancellano otto mesi di rendimento intermittente, e quando il suo servizio cala il resto del gioco non lo copre.

La previsione, e cosa la smentisce

Tien favorito, ma con margine stretto: vince se porta la partita oltre i quattro colpi con regolarità e se la percentuale di prime di Khachanov scende sotto il 60% in almeno due set su quattro. Servire per non dover scambiare è la condizione che Tien deve togliergli.

La previsione salta se Khachanov resta sopra il 65% di prime per due set consecutivi. In quel caso l'americano si ritrova a servire sempre sotto pressione con il colpo meno solido del suo repertorio, e i cinque set del terzo turno cominciano a pesare invece di aiutarlo.