US Open, il percorso di Cobolli: si decide tutto al quarto turno

Flavio Cobolli arriva a Flushing Meadows da numero 6 del mondo, il suo best ranking, e da testa di serie numero 5: un gradino guadagnato per il forfait di Jannik Sinner, fermo per il problema al ginocchio destro. Il sorteggio non gli mette davanti una testa di serie prima del terzo turno. Poi il conto arriva tutto insieme, al quarto turno, contro Taylor Fritz. Cioè esattamente il turno che a New York Cobolli non ha mai raggiunto.
Prima settimana: un tabellone che chiede solo di gestire
Al primo turno c'è Francisco Comesaña, argentino fuori dai primi cento, cresciuto sulla terra e mai davvero a suo agio sul cemento. Scambia lungo, rimette in campo, costringe l'avversario a giocare tre o quattro palle in più per punto. Il rischio è la durata.
Il secondo turno lo mette davanti al vincente di un incrocio fra qualificati. Al terzo lo aspettano Alexander Blockx, ventottesima testa di serie, oppure Shang Juncheng. Blockx è la variabile meno leggibile: 193 centimetri, semifinale a Madrid in primavera battendo Ruud sul rosso, e un servizio che resta la sua arma migliore. Gli manca però il chilometraggio Slam, e su quel piano Cobolli oggi ha molto di più.
Per uno che a New York si è fermato due volte al terzo turno (2024, battuto da Medvedev; 2025, ritiro contro Musetti), questa parte di tabellone vale soprattutto come gestione di energie: quattro giorni per arrivare al quarto turno con le gambe intere.
Il quarto turno: Fritz e il problema del tempo
Fritz è la nona testa di serie e arriva da una stagione irregolare, sbloccata a Washington con il primo titolo del 2026 su Rafael Jódar, 7-6(2), 6-4. Il suo modello sul cemento americano è semplice e difficile da smontare: prima palla pesante, dritto sul secondo colpo, scambio chiuso presto.
La domanda tecnica per Cobolli è la stessa che gli ha posto Arthur Fils in semifinale a Cincinnati, dove ha perso 6-3, 6-4 in un'ora e sette minuti. Fils è entrato dentro il campo in risposta ogni volta che ha potuto, e ha deciso lui la lunghezza degli scambi. Cobolli funziona quando può costruire il punto: prendersi il centro del campo con calma, poi girarsi sul dritto. Quando la lunghezza gliela impone l'avversario, quel dritto arriva fuori tempo.
A luglio, ai quarti di Wimbledon, Arthur Fery era arrivato allo stesso risultato per una strada diversa: numero 114 e wild card, lo ha battuto 6-4, 7-6(4), 6-0 aggredendo la seconda di servizio e salendo a rete, dove ha vinto 22 punti su 29. Cobolli ha chiuso quella partita con 41 gratuiti contro 15.
Il quarto di finale, e un precedente fresco
Dalla metà alta del suo quarto esce Félix Auger-Aliassime, terza testa di serie, che Cobolli ha battuto ai quarti del Roland Garros nella corsa alla sua prima finale Slam. Su cemento il canadese è un giocatore diverso, con più punti gratis dal servizio, ma quel precedente pesa: Cobolli non entrerà in campo per rubare un set.
L'alternativa è Jakub Menšík, diciassettesima testa di serie, che mercoledì sera, in coppia con Karolína Muchová, ha battuto Cobolli e Belinda Bencic nella finale del doppio misto, 6-3, 1-6, 10-6 al tie-break decisivo. Una partita intera sull’Ashe con quel servizio dall'altra parte è un promemoria utile.
Oltre, ci sarebbero Alexander Zverev (che a Parigi lo ha battuto in cinque set), Alex de Minaur o Lorenzo Musetti. Semifinale significa entrare in un territorio dove Cobolli, sul cemento, non ha ancora una misura.
La previsione, e cosa può smentirla
Fino al terzo turno Cobolli è favorito netto. Al quarto turno parte leggermente sfavorito contro Fritz, per condizioni e stile prima che per classifica. Il quarto di finale è alla sua portata soprattutto nello scenario in cui dall'altra parte esce Menšík e non Auger-Aliassime.
La condizione che ribalta il pronostico riguarda una cosa sola: la prima palla. Se la percentuale di prime regge sui livelli di Cincinnati, Fritz perde il vantaggio del primo colpo e la partita scivola sugli scambi neutri, dove il dritto migliore è quello italiano. Se la prima cala sotto la sua media di agosto, il quarto turno finisce in tre set e la seconda settimana resta un posto in cui, a New York, Cobolli non è ancora entrato.


