Arnaldi-Tomic a Shanghai: le gambe contro il back

Matteo Arnaldi parte favorito netto contro Bernard Tomic nel primo turno di Shanghai. Il motivo è di campo: su un cemento medio-veloce, chi copre il campo come Arnaldi può allungare gli scambi e togliere a Tomic la palla che preferisce, quella piatta giocata da fermo. L'australiano ha una strada sola: turni di servizio rapidi e set portati al tie-break, il punto in cui Arnaldi quest'anno ha già sbagliato troppo.
Il servizio di Tomic e il back che resta basso
Tomic arriva dalle qualificazioni, a 33 anni, al primo Masters 1000 dal 2019. Le ha chiuse battendo Timofey Skatov 7-5, 6-4.
Il suo modello di partita si è visto a Los Cabos, a fine luglio, quando ha battuto Karen Khachanov 6-2, 6-4. Tomic assorbe la velocità, cambia altezza e ritmo, e con il rovescio in slice fa rimbalzare la palla sotto il ginocchio. Un picchiatore come Khachanov ha bisogno di una palla alta per spingere; contro il back basso deve costruire ogni colpo da sotto il nastro, e sbaglia.
La controprova è arrivata nel turno successivo. Nei quarti contro Cameron Norrie, un mancino che rimanda tutto senza regalare ritmo né errori, Tomic ha vinto il primo game e poi ha perso i dodici successivi. Quando l'avversario accetta lo scambio lento e lo prolunga, Tomic non ha un secondo piano.
Arnaldi può giocare la stessa partita di Norrie con più velocità di piedi. Arriva sul back in anticipo, e dal lato del dritto può rispondere con un topspin carico che sposta Tomic in laterale, il movimento che all'australiano costa di più.
Il punto debole di Arnaldi: i set point
L'arma di Tomic in risposta è il colpo bloccato e anticipato, che sposta l'avversario senza bisogno di velocità propria. Se Arnaldi non mette la prima, la seconda diventa il bersaglio.
Il problema più documentato del ligure riguarda i finali di set. Al primo turno dello US Open, perso in quattro set contro James Duckworth, Arnaldi ha avuto sei set point nel tie-break del quarto set e non ne ha convertito nessuno. Sabato a Tokyo ha avuto quattro set point nel tie-break del primo set contro Carlos Alcaraz, l'ha perso 7-6 e il secondo set è finito 6-1.
Contro Alcaraz può succedere. A New York e a Tokyo il copione è stato lo stesso: Arnaldi ha costruito bene il set e l'ha chiuso male. In estate ha anche giocato con problemi a entrambi i piedi, prima il destro e poi il sinistro.
Nello scenario più probabile Arnaldi vince in due set: su tre set e su questo cemento può far giocare a Tomic più colpi in movimento di quanti l'australiano ne regga. Se torna l'umidità che nel 2025 aveva messo in difficoltà più di un giocatore, il vantaggio del più atletico cresce. La previsione salta se Tomic tiene il servizio senza affrontare palle break nel primo set e lo porta al tie-break: lì contano la seconda di Arnaldi e la sua difficoltà a chiudere i set, e la partita diventa aperta. Chi passa trova Taylor Fritz, testa di serie numero 11.


