Cobolli-Blockx: il terzo turno si decide sulla prima palla del belga

AnalisiSep 54 min
Cobolli fa il gesto di esultanza di Luca Toni

Alexander Blockx ha un servizio che, quando la prima entra, non si gioca. A Cincinnati, meno di tre settimane fa, quel servizio non è bastato: ha perso contro Flavio Cobolli 7-5, 4-6, 7-5 dopo aver servito per il match sul 5-3 del terzo set. Oggi sul Louis Armstrong si rigioca la stessa partita, e vive nello stesso punto: quante prime palle il belga mette in campo quando conta.

La soglia di servizio, e cosa succede sotto

Il belga è alto 1,93 e il suo modello di servizio è costruito sul rischio: prima piatta a tutta velocità, poca rete di sicurezza sotto. Quando il colpo funziona, i turni di battuta durano quattro punti. Quando si inceppa, Blockx difende seconde su seconde e la differenza negli scambi da fondo torna a pesare tutta.

Il torneo di New York ha già mostrato entrambe le versioni. Contro Tomás Barrios Vera, primo turno chiuso 6-3, 6-4, 6-2, il servizio ha retto e la partita non è mai stata in discussione. Contro Marco Trungelliti, tre giorni dopo, la battuta ha fatto i capricci e se n'è andato un set (6-3, 6-2, 3-6, 6-1) contro un giocatore che sulla carta non doveva prenderlo.

Cobolli non ha bisogno di aggredire la prima palla. Deve restare vivo nei game in cui entra e presentarsi sulla seconda, dove la sua risposta anticipata dentro il campo ha senso. Al meglio dei cinque set quel piano si ripaga da solo, perché più la partita dura più seconde arrivano.

Cosa è successo sul 5-3 del terzo a Cincinnati

C'è un dato di quella partita che pesa più di qualsiasi percentuale media. Blockx serviva per il match sul 5-3 del terzo e ha perso gli ultimi quattro game. Nel momento in cui doveva chiudere, il servizio ha smesso di sostenerlo, e Cobolli ha vinto senza cambiare niente del proprio piano.

Sarebbe comodo chiamarlo un difetto strutturale, e sarebbe sbagliato. Ad aprile, a Monte Carlo, Blockx era un qualificato e ha battuto Cobolli in due set dopo aver eliminato Shapovalov, su una superficie che in teoria premia chi risponde. Il 1-1 nei confronti diretti va letto così: due giornate diverse, non due superfici diverse. Al meglio dei cinque set, però, il numero di volte in cui Blockx deve chiudere raddoppia.

Il conto delle ore

Cobolli arriva al terzo turno con nove set nelle gambe. Quattro ore e dodici minuti al primo turno per battere Francisco Comesaña 3-6, 2-6, 6-3, 6-4, 6-4, con un problema alla caviglia accusato nelle prime fasi del match secondo Ubitennis. Poi altre due ore e quarantuno contro Tristan Schoolkate, di nuovo partendo da un set perso. Blockx di set ne ha giocati sette.

Conta più la partenza lenta della stanchezza accumulata. Cobolli ha perso il primo set in entrambi i match di questo torneo. Contro un servitore che può rubare un parziale con quindici minuti di grazia, regalare il primo set significa doverne poi vincere tre su quattro contro un avversario che sta servendo bene.

La previsione, e cosa la smentisce

Leggero vantaggio Cobolli, non di più. Il tabellone dice testa di serie numero 5 contro testa di serie numero 28, i modelli di previsione trattano la partita come poco più di un testa o croce, e hanno ragione. L'italiano vince se il match dura, perché ogni set aggiuntivo aumenta il numero di seconde di Blockx che deve affrontare e allunga il conto dei game che il belga deve tenere.

La condizione che ribalta tutto si misura in diretta e non richiede statistiche. Se Blockx chiude il secondo set senza aver mai concesso una palla break, la partita è sua: a quel punto Cobolli insegue con le quasi sette ore dei primi due turni sulle gambe. Se invece il belga comincia a giocare due seconde di fila, le occasioni per l'italiano arrivano da sole, come a Cincinnati.