IL DOPPIO MISTO NON È MAI STATO UNO SPORT

Sep 9Lorenzo Zantedeschi6 min
Ciao e benvenuti su Veronica - la voce scomoda del Tennis, la newsletter editoriale di Ace Cream!  Qui analizziamo il circuito senza filtri. Ogni mercoledì un’opinione forte, studiata e tagliente sui temi caldi della settimana.  Se hai un’opinione diversa dalla nostra, ancora meglio.

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Serena serve durante il doppio misto con Carlos Alcaraz allo US Open 2026

25 agosto, Arthur Ashe Stadium.

Serena Williams batte. La palla parte a 193 all’ora, nessuno la tocca, e ventitremila persone fanno un rumore che a New York non si sentiva dal 2022.

Dall’altra parte della rete ci sono Erin Routliffe e Lloyd Glasspool. Due specialisti del doppio, gente che lo gioca cinquanta settimane l’anno.

Perdono.

Con Serena c’è Carlos Alcaraz, che non giocava una partita ufficiale da aprile.

Tenete a mente questa immagine.

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Secondo anno di formato nuovo per il doppio misto dello US Open. Si gioca dal 24 al 26 agosto, prima del tabellone principale, nella settimana degli allenamenti aperti. Set corti da quattro giochi, tie-break sul 4-4, tutto compresso in tre giorni. Solo la finale si gioca a set pieni, con il match tie-break al posto del terzo. Sedici coppie scelte quasi tutte per il nome che hanno sul singolare.

Il bilancio della settimana è questo.

Djokovic e Sabalenka, teste di serie numero uno: fuori al primo turno.

Errani e Vavassori, campioni delle ultime due edizioni, specialisti veri, gli unici ad aver preso quel titolo sul serio: fuori al primo turno.

Hanno vinto Karolina Muchova e Jakub Mensik, 6-3 1-6 10-6 in finale su Belinda Bencic e Flavio Cobolli.

E non vi abbiamo ancora detto il montepremi.

Alla coppia vincitrice: un milione di dollari.

Un milione. Per quattro partite in tre giorni, prima ancora che il torneo vero cominci.

Un quartofinalista del singolare, dopo dieci giorni di battaglie, ne porta a casa 780.000. Uno che perde al primo turno dopo un anno di Challenger per guadagnarsi il posto, 140.000.

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Da qui parte l’indignazione, e la conosciamo a memoria.

Hanno svenduto una disciplina. Hanno cacciato gli specialisti. Hanno trasformato uno Slam in un All-Star Game con la racchetta.

Noi la pensiamo all’esatto contrario, e ve lo diciamo senza girarci intorno.

Il doppio misto non è stato snaturato. È stato riportato a quello che è sempre stato.

Il misto nasce come attrazione. Nasce per riempire il campo, per far vedere insieme gente che di solito non si incrocia. Non è mai stata una disciplina con un suo circuito, un suo albo d’oro sacro, una sua morale.

Guardate chi lo ha vinto, storicamente. Navratilova torna a 43 anni e il singolare quasi non lo tocca più. A 46 vince il misto in Australia e a Wimbledon con Leander Paes. A 49 chiude vincendo quello dello US Open con Bob Bryan.

Tre settimane fa, quando la USTA ha dato a Venus Williams una wild card per il singolare dopo undici primi turni in undici tornei, avevamo scritto che quella wild card andava data altrove: nel doppio e nel misto.

Poi è arrivata sua sorella minore e ha fatto esattamente quello. Il doppio femminile con Venus, il misto con Alcaraz. Il singolare no.

Ed è stata la cosa più vista della settimana.

Gli specialisti sono diventati padroni del misto solo quando i campioni hanno smesso di iscriversi. Non per merito conquistato: per vuoto lasciato.

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Flavio Cobolli e Belinda Bencic con in mano il trofeo del torneo di doppio misto di Indian Wells 2026

C’è poi un dettaglio che a New York è quasi passato in sordina.

Bencic e Cobolli non sono una coppia inventata per riempire uno stadio. Giocano insieme da marzo. A Indian Wells hanno vinto il torneo di misto battendo in semifinale proprio Errani e Vavassori, detentori del titolo, con un doppio 6-3. Poi hanno conquistato anche la finale.

Cinque mesi dopo, a New York, hanno eliminato Townsend e Zverev, poi Alcaraz e Serena, poi i coniugi Svitolina e Monfils. Sono arrivati in finale e l’hanno persa al match tie-break.

Due singolaristi. Cobolli in doppio oggi è oltre il numero 350 del mondo.

Hanno solo deciso di prendersela sul serio, quella roba lì.

Dopo aver battuto Alcaraz e Serena gli hanno chiesto come mai ci mettesse tutta quella intensità in un torneo che i singolaristi usano per divertirsi e allenare la volée. Cobolli ha risposto che glielo stavano facendo notare tutti. Quasi sorpreso che ci fosse da stupirsi.

Perché no? diciamo noi…

Ecco perché la favola degli specialisti derubati non regge fino in fondo. Il merito non è sparito.

Ha cambiato mani.


Un pezzo di ragione, però, ce l’hanno. E non facciamo finta di niente.

Le sei coppie ammesse di diritto al tabellone erano tutte costruite sul ranking di singolare. Errani e Vavassori, che quel titolo lo avevano vinto le ultime due volte, sono entrati con una wild card: hanno dovuto essere invitati a difendere una cosa loro.

Ok, può essere ingiusto.

Ma una volta dentro, il primo turno lo hanno giocato come tutti gli altri. E lo hanno perso in campo, non in una riunione con gli sponsor.

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Andrea Vavassori e Sara Errani con in mano il trofeo del doppio misto di US Open 2025
“Sì, ma con quel formato non è vero tennis.”

Verissimo. Set a quattro giochi non sono tennis. Un match tie-break non è un terzo set.

Solo che nessuno ci ha mai promesso il contrario. Il tabellone principale parte cinque giorni dopo, con i suoi cinque set e le sue quattro ore e trentasei di gente che finisce a vomitare in campo.

Il misto è l’antipasto. Ha sempre avuto quella funzione, adesso l’ha dichiarata.

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Resta il milione di premio ai vincitori, e su quello non vi diamo ragione ma nemmeno torto.

Quel milione non è la prova che gli Slam hanno tradito il tennis. È la prova di come funzionano gli Slam da sempre: non pagano la disciplina, pagano l’attenzione. Il montepremi complessivo del torneo newyorkese quest’anno è salito a 108 milioni di dollari, il 21% in più del 2025. Quei soldi non sono piovuti dal cielo per amore del doppio.

Sono arrivati perché Serena Williams - e non solo lei - è tornata sull’Arthur Ashe.

Se questo vi disturba, il problema non è il formato del misto. Il problema è che avete creduto a una favola in cui il tennis premia il merito puro, e quest’anno il tennis ha smesso di fingere.

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Quindi, alla fine, chi deve stare in quel tabellone?

I doppisti veri, che quel titolo se lo giocano tutto l’anno?

O due singolaristi qualsiasi come Muchova e Mensik, che si sono presentati, hanno vinto e si sono portati a casa un milione?

Non si può stare da entrambe le parti. Scegliete.