Medvedev a Parigi: un quarto scomodo

Daniil Medvedev entra al Rolex Paris Masters come testa di serie numero 4, con un bye al primo turno, e il sorteggio gli ha consegnato un quarto scomodo. Nella sua sezione ci sono Alejandro Davidovich Fokina, campione a Shanghai due settimane fa, e Rafael Jodar, che in quella semifinale lo ha battuto 6-3, 6-4. Alcaraz e Zverev arrivano dopo. Il titolo di Medvedev passa prima dal suo quarto, e da come il suo servizio rende su un campo lento.
Il campo della Défense Arena toglie punti gratis
Nel 2025, primo anno nella nuova sede, gli organizzatori hanno rallentato la superficie di proposito. Il rating di velocità di Tennis Abstract, costruito sugli ace corretti per giocatori, dà a Parigi 2025 un valore di 0,99, in linea con la media del circuito. Vienna, dove Medvedev gioca questa settimana, vale 1,25.
Il passaggio conta perché il 2026 di Medvedev si regge sul servizio. A Indian Wells Sinner ha detto apertamente che faticava a rispondere, soprattutto sulla seconda. Su un campo più lento una parte dei punti che Medvedev chiude con la battuta diventerà scambio.
Per Medvedev non è uno svantaggio puro. Sullo scambio neutro da fondo, con risposta profonda da dietro la riga, resta uno dei giocatori più solidi del circuito, e il campo lento gli concede tempo in difesa. Lo scorso anno, proprio qui, ha raggiunto i quarti e ha perso da Alexander Zverev 2-6, 6-3, 7-6 dopo aver avuto due match point.
Il percorso turno per turno
Al secondo turno trova il vincente tra Ignacio Buse e Zizou Bergs. Buse nel 2026 ha vinto Amburgo sulla terra e Winston-Salem sul cemento. Con Bergs il precedente di Doha 2025 è finito 6-2, 6-1 per Medvedev.
Agli ottavi il nome atteso è Davidovich Fokina, che prima deve battere Moïse Kouamé e poi vincere un altro turno. Lo spagnolo arriva da tre titoli stagionali e da una finale di Shanghai vinta 1-6, 7-6, 6-4 recuperando un set. Il suo tennis vive di variazioni, palle corte e cambi di ritmo: su un campo lento quelle variazioni hanno tempo per funzionare, e Medvedev, che risponde molto lontano, si espone alla smorzata.
Il quarto è il vero snodo. Da una parte c'è Flavio Cobolli, testa di serie 5, che ad aprile a Madrid ha battuto Medvedev per la prima volta (sulla terra, dopo due sconfitte sul cemento). Dall'altra Jodar, numero 11 a vent'anni. A Shanghai il break del secondo set sul 4-3 è arrivato con un doppio fallo di Medvedev. È il punto debole da sorvegliare a Parigi: quando la prima porta meno punti gratis, Medvedev è tentato di forzare la seconda.
Semifinale e finale: Alcaraz, poi Zverev
In semifinale la proiezione dice Carlos Alcaraz. Dopo la semifinale di Vienna l'H2H è 7-3 per lo spagnolo, ma il penultimo confronto, a Indian Wells a marzo, lo ha vinto Medvedev. Nello stesso quarto ci sono Arthur Fils e Taylor Fritz.
In finale l'avversario più probabile è Zverev, che lunedì diventa numero uno del mondo. Il quarto di Parigi 2025 ha interrotto una serie di cinque sconfitte consecutive del tedesco contro Medvedev.
La previsione: Medvedev è favorito netto al secondo turno e parte alla pari con Davidovich Fokina, che arriva con più fiducia ma su un campo lento dovrà vincere scambi lunghi contro uno dei migliori difensori del circuito. Il quarto contro Jodar o Cobolli è un coin flip, e lì si decide se Medvedev può davvero vincere il torneo; contro Alcaraz e Zverev resta sfavorito di poco. La previsione cade se pesa la stanchezza: è la terza settimana di fila al chiuso dopo Almaty e Vienna, e a metà novembre ci sono le Finals di Torino. Il segnale da guardare al secondo turno è la percentuale di punti vinti con la seconda. Se scende, a Parigi il nuovo servizio non basta.


